Bangladesh: più di 500 morti nella fabbrica crollata

Continuano le operazioni di ricerca dei dispersi a Dhaka, dove mercoledì scorso è crollato un palazzo che ospitava alcune aziende tessili. I dispersi sarebbero ancora 150

Si continua a scavare senza sosta in Bangladesh, fra le rovine della fabbrica crollata la settimana scorsa con all'interno migliaia operai. Il palazzo era stato dichiarato inagibile dalla polizia, ma i titolari delle cinque aziende tessili dell'edificio avevano obbligato i lavoratori a tornare all'interno del Rana Plaza, un palazzo abusivo di otto piani alle porte di Dhaka.

Le ricerche. Nelle ultime ore sono stati trovati un'altra ventina di corpi, portando il numero delle vittime a più di 500. Ma sono ancora quasi centocinquanta i dispersi. Da mercoledì scorso, giorno del crollo, 2500 persone sono state tratte in salvo, la maggior parte delle quali ferite. Nei giorni scorsi erano stati estratti vivi alcuni superstiti, fra cui una donna che ha partorito un bambino mentre era intrappolata sotto le macerie, ma con il passare delle ore la speranza di trovare qualcuno in vita si fa sempre più bassa.

E' anche emergenza sanitaria.
Il Bangladesh in queste ore deve affrontare anche l'emergenza sanitaria. "Dei cadaveri che stiamo recuperando - spiega un volontario - non si conosce l'identità. Molti corpi sono in decomposizione, ne abbiamo trasferiti alcuni a un'associazione che si occuperà di cremarli". Le autorità cittadine hanno disposto ieri di scavare 80 fosse, per dare sepoltura ai corpi man mano che vengono estratti.
Un primo maggio nel segno del lutto. Ieri per le vie della città c'è stata un imponente manifestazione per la giornata del lavoro. I familiari dei dispersi, la gente e i sindacati hanno chiesto più sicurezza e salari più alti. Alcuni dimostranti hanno bloccato varie strade e si sono scontrati con la polizia. Gran parte delle fabbriche del Bangladesh, comprese quelle crollate, producono vestiti e merce per i marchi occidentali. Un lavoro duro, sottopagato, senza alcuna norma di sicurezza. Sono tante le donne incinte costrette a lavorare fino al giorno del parto, come pure i bambini che dall'adolescenza passano le loro giornate sulle macchine da cucire. L'Europa, dopo la tragedia della capitale, ha fatto sapere di star valutando azioni commerciali contro il governo del paese asiatico.

Gli arresti. All'indomani del crollo le autorità di polizia bangladesi hanno arrestato due persone. I titolari di due delle aziende presenti nel palazzo crollato. Nei giorni successivi sono finiti in manette anche alcuni membri della famiglia del proprietario dell'immobile, che sarebbe un esponente dell'attuale partito di governo. Secondo le dichiarazioni rilasciate dalle forze dell'ordine, le cinque aziende di abbigliamento, nonostante numerosi avvisi di pericolo, avevano obbligato gli operai a recarsi al lavoro mercoledì. Il giorno precedente, dopo un'ispezione delle mura dell'edificio dove erano apparse impressionanti crepe, la polizia aveva emanato un ordine di evacuazione.

red/wm