Beni culturali e calamità
Il ruolo del volontariato

In un manuale realizzato da Legambiente e Protezione Civile le istruzioni per la salvaguardia dei beni culturali dai rischi naturali

Il nostro Paese custodisce un ricchissimo patrimonio storico-artistico, beni che raccontano la nostra storia, la nostra cultura e le nostre tradizioni, e che devono essere tutelati dai rischi naturali. Le attività di tutela e valorizzazione dei beni devono essere finalizzate sia alla loro salvaguardia in caso di calamità sia alla prevenzione e alla mitigazione dei rischi cui potrebbero essere esposte. Il terremoto che ha colpito Umbria e Marche, così come quello a L'Aquila nel 2009 , hanno messo in evidenza la necessità di porre particolare attenzione al problema dell'esposizione dei beni ai rischi. Mantenendo fermo l'obiettivo prioritario del soccorso e dell'assistenza alle vittime, emerge quindi l'importanza di impegnarsi anche nella salvaguardia efficace e tempestiva del patrimonio culturale.

Grazie all'esperienza maturata nel corso degli anni intervenendo sul campo, Legambiente e Dipartimento della Protezione Civile hanno realizzato un Manuale tecnico di intervento sui beni culturali in caso di calamità, nel quale vengono fornite ai volontari - risorsa importantissima durante le emergenze - le linee guida per gli interventi di salvaguardia del patrimonio culturale in caso di calamità, come ad esempio alluvioni e terremoti. Partendo dalla conoscenza dei rischi naturali, per tutelare i beni culturali vengono uniti i saperi legati al sistema di organizzazione e intervento della protezione civile con quelli connessi alle caratteristiche specifiche delle diverse opere.

In caso di calamità le tipologie di attività di messa in sicurezza del patrimonio culturale sono due: gli interventi sui beni contenitori, come chiese, palazzi e musei, di cui si occupano maggiormente i Vigili del Fuoco sotto il coordinamento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, e gli interventi sugli oggetti contenuti al loro interno, ed è in questo settore che il volontariato può fare la differenza, occupandosi della schedatura delle opere, del loro imballaggio e del trasporto, e mai del restauro, compito di professionisti.


Dopo una prima parte normativa, volta a far conoscere le leggi relative alla tutela dei beni culturali e il sistema della protezione civile, il manuale tratta nel dettaglio le principali procedure operative adottate nel corso delle emergenze per la messa in sicurezza delle diverse tipologie di opere e beni, sottolineando in più di un'occasione l'importanza della formazione, affinché i volontari che si trovano ad operare in questo settore siano specializzati e sufficientemente preparati.


Elisabetta Bosi