Berlusconi: "La Protezione Civile non andrà più a L'Aquila"

Secondo il premier, in seguito all'inchiesta sul mancato allarme la Protezione Civile "rischia che qualcuno gli spari in testa". Immediate le reazioni degli esponenti politici

Il premier Silvio Berlusconi, intervenendo all'Assemblea di Federalberghi a Roma e facendo riferimento all'inchiesta della Procura dell'Aquila sulle responsabilità della Commissione Grandi Rischi, ha dichiarato che "la Protezione Civile non si recherà più in Abruzzo finché esisterà l'accusa di omicidio colposo". Il Presidente del Consiglio ha ordinato agli uomini della Protezione Civile di non recarsi più a L'Aquila e nelle zone colpite dal sisma, o nel caso di non rendersi riconoscibili, perché c'è il rischio che "qualcuno che magari ha avuto dei familiari morti sotto le macerie e con una mente fragile gli spari in testa".

Silvio Berlusconi ha così attaccato i magistrati che conducono l'inchiesta sulla mancata evacuazione nei giorni precedenti al terremoto: l'inchiesta, secondo il premier assurda e voluta da pm politicizzati, ha creato un clima negativo tra la popolazione aquilana e la Protezione Civile, mettendo quest'ultima a rischio di aggressione.


Immediate le reazioni di alcuni esponenti politici. Donatella Ferranti, capogruppo del Pd nella commissione Giustiza della Camera, ha definito rancorose le parole di Berlusconi, che "getta benzina sul fuoco e dimostra, ancora una volta, la sua completa sfiducia nella magistratura. Arrivare ad evocare il pericolo di spari in testa agli uomini della Protezione Civile è da irresponsabili e ha tutto il sapore di un tentativo di influenzare le indagini". Secondo la Ferranti, "con queste parole Berlusconi manca di rispetto agli aquilani e a tutti i cittadini italiani che aspettano con serenità ed equilibrio giustizia". Giovanni Legnini, senatore del Pd, ha dichiarato che "le parole di Berlusconi sull'Abruzzo sono di una gravità inaudita, costituiscono un'offesa nei confronti degli abruzzesi che vengono indicati come facinorosi. Ma la cosa più incredibile è che ci sia un presidente del Consiglio che ordina a dei funzionari pubblici, quali sono i dipendenti e i funzionari della Protezione civile, di non fare il proprio dovere". Secondo Legnini, Berlusconi starebbe in realtà cercando un diversivo, per tentare di "occultare una realtà che sta diventando esplosiva sia sul fronte economico che su quello sociale. Dal 1° luglio infatti gli abruzzesi, in base a quanto previsto nella manovra finanziaria del governo, dovranno pagare tutte le tasse correnti, tutte quelle sospese dal 1° gennaio al 30 giugno e iniziare a versare le rate delle imposte sospese nel 2009" ha spiegato in una nota Legnini "E questo mentre la disoccupazione dilaga e per la ripresa economica non è stata adotatta alcuna misura concreta".

Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera, parla addirittura di delirio: "il premier si lascia andare a pericolosissime affermazioni che avvelenano il clima e alimentano la tensione", mentre Augusto Di Stanislao, parlamentare Idv, le ritiene affermazioni di pessimo gusto e di totale mancanza di rispetto verso i familiari delle vittime. "Da abruzzese e da parlamentare chiedo che Berlusconi si dimetta perchè la compostezza, il senso di civiltà e l'immane tragedia subita hanno fatto conoscere a tutto il mondo lo spessore e la grandezza morale e civile delle popolazioni colpite dal sisma che hanno dato una grande lezione civica alla politica" ha dichiarato Di Stanislao, aggiungendo che "Berlusconi invece li tratta come un esercito invasato pronto a sparare a destra e a manca", e sottolineando come la popolazione abruzzese non debba essere privata dell'aiuto dei volontari della Protezione civile.

Il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, si dice sconcertato per le parole di Berlusconi,
ed esclude la presenza di "menti fragili" che possano fare del male a uomini e donne della Protezione Civile. "Governo e opposizione sanno bene che in città c'è nervosismo, ma 'menti fragili' non ce ne sono" ha dichiarato il sindaco, che inviterà al più presto il presidente del Consiglio in città per affrontare questi argomenti. Cialente ha anche aggiunto che nonostante le vicende giudiziarie, all'Aquila il rapporto con la Protezione civile è eccellente e c'è grande riconoscenza soprattutto per quei 17 mila volontari che hanno affiancato in questi mesi la popolazione terremotata.


(red - eb)