Bertolaso si difende sull'inchiesta G8: "Solo equivoci, ho la coscienza pulita"

Il capo del dipartimento convoca una conferenza stampa - concordata con il premier - a Palazzo Chigi per difendersi dagli attacchi

Le accuse che mi sono state rivolte non hanno alcun fondamento e non ho mai mentito agli italiani, ho la coscienza pulita". Da qui è partito Guido Bertolaso, Capo del Dipartimento della Protezione civile, durante la conferenza stampa convocata a Palazzo Chigi - e concordata, ha precisato, solo questa mattina con il premier Silvio Berlusconi - per fare chiarezza sulla sua posizione nell'inchiesta sul G8 e, in particolare, sui rapporti con l'imprenditore Diego Anemone. "Speravo di essere qui a commentare l'archiviazione o lo stralcio della mia posizione - ha detto di fronte ai giornalisti - ma purtroppo non è stato così, l'indagine va avanti e quindi, visti commenti e i riferimenti che vengono fatti continuamente al G8 e alla Protezione civile, è importante per me mettere un punto fermo e chiarire tutta una serie di situazioni". Nella conferenza stampa, Bertolaso ha presentato idelle slide in cui ha ricostruito gli ultimi due anni, vale a dire l'arco di tempo oggetto dell'inchiesta della magistratura di Perugia: ''Ho abbinato alle intercettazioni una serie di documenti che dimostrano come la protezione civile ed io in particolare abbiamo adottato tutte le misure necessarie per contenere i costi'' delle opere per il G8 della Maddalena ''e per ricondurre nell'alveo corretto quelle che erano i possibili sforamenti economici''.

I rapporti con Anemone.''Ho conosciuto prima il padre di Anemone e poi lui, il figlio Diego, cosi' come ho conosciuto tanti altri imprenditori. I miei rapporti sono sempre stati seri, chiari e corretti. Non mi sono mai messo in condizione di poter essere ricattato da Anemone perche' lui non ha mai dato soldi a me. Casomai il contrario''. Bertolaso, rispondendo ai cronisti che gli chiedono se abbia paura di eventuali dichiarazioni di Anemone ai giornali e alle Tv, come minacciato dallo stesso imprenditore, ha chiarito: ''Se uno teme qualcosa cerca di tenere un profilo basso e non farebbe mai una conferenza stampa come questa. Io non ho nulla da temere e non ho nulla da nascondere e, come detto, non sono mai stato ricattabile''.

Gli appalti. "Nessuno dei personaggi coinvolti in questa vicenda ha avuto appalti o affidamenti all'Aquila. Nessuna impresa di Anemone o delle altre persone coinvolte nella vicenda è stata contattata o ha ricevuto appalti dalla protezione civile all'Aquila". Bertolaso ha spiegato che esistono intercettazioni in cui l'imprenditore, anche indagato per corruzione a Perugia, lamenta il fatto che con i sistemi di contabilità adottati dalla Protezione civile dopo la decisione di trasferire il G8 all'Aquila avrebbe perso parecchie decine di milioni di euro.

La moglie. "Mia moglie, professionista in giardini, ebbe lavori da Anemone per il Salaria Sport Center. Fece solo gli studi preliminari e ricevette 25mila euro, regolarmente fatturati. A mia moglie, dopo avere pagato i suoi colleghi, rimasero solo 7-8 mila euro, regolarmente denunciati nella dichiarazione dei redditi". Bertolaso ha affermato anche che "Anemone fece lavori di falegnameria nella casa dove abita, intestata a sua moglie. Per quei lavori diedi un assegno di 20mila euro"

Fiducia nella magistratura.
''Sognavo di poter commentare oggi l'archiviazione oppure lo stralcio di quella che e' la mia posizione dalla nota vicenda di questo procedimento penale in corso per i fatti che sono stati determinati anche da attivita' che mi hanno riguardato - ha detto Bertolaso -. Speravo che nell'arco di qualche settimana o di qualche mese la mia posizione fosse chiarita. Mi rendo conto che sulla base di tutto quello che accade ogni giorno probabilmente questa indagine sia destinata a protrarsi nel tempo e quindi, visti commenti e i riferimenti che vengono fatti continuamente al G8 e alla Protezione civile, era importante per me mettere un punto fermo e chiarire tutta una serie di situazioni''. Bertolaso ha ricordato di aver ''incontrato i magistrati di Perugia durante il mese di aprile, sono stato con loro per sei ore'', ammettendo di essere ''rimasto molto impressionato dalla loro serietà e dalla loro severità, ma anche dalla professionalita' e dall'equilibrio con il quale hanno gestito l'interrogatorio. Quindi - ha sottolineato il capo della protezione civile - confermo ancora una volta la mia totale fiducia nella magistratura e soprattutto nei magistrati di Perugia che, come e' noto, non sono la fonte di tutta questa vicenda''.

La Commissione Europea. "Si è detto che noi lavoriamo in spregio delle leggi nazionali ed europee", ha detto il capo della Protezione Civile, "ma la Commissione Europea ha riconosciuto che le procedure in materia di appalti per i Grandi eventi erano corrispondenti alla normativa. C'è stato chi fece ricorso alla Commissione per le procedure concorsuali - ha concluso - ma il fascicolo aperto fu archiviato così come tutti i procedimenti di infrazione aperti per l'ipotetica compromissione ambientale, sia per irregolarità nelle procedure concorsuali".

Il rapporto con Balducci. L'ex presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, Angelo Balducci, "con me è sempre stato un gentiluomo corretto, non ho mai avuto ragione di dubitare di lui. Ogni volta che abbiamo fatto un lavoro insieme lui ha fatto presto e bene", ha detto Bertolaso.

La battuta su Monica. Il capo della Protezione civile racconta di aver ricevuto una lettera con la quale l'ex presidente americano Bill Clinton si è complimentato "per il lavoro svolto dall'Italia ad Haiti". Poi, con riferimento alla parte dell'inchiesta in cui si parla dei massaggi che avrebbe ricevuto al Salaria Sport Village di Roma, si è lasciato scappare una frase infelice: "Volevo fargli una battuta (a Clinton, ndr): 'io e lei abbiamo un problema che ha lo stesso nome, Monica', ma poi ho rinunciato perché lui qualche problema reale lo ha avuto...".

La reazione dell'opposizione. "Bertolaso dovrebbe sapere che ci sono i tribunali, quella è la sede propria in cui ci si difende", ha commentato la deputata democratica Sesa Amici. "Non voglio neanche entrare nel merito delle questioni evidenziate da Bertolaso - afggiunge - faccio solo rilevare che è del tutto inusuale l'uso privato degli incarichi e degli spazi istituzionali". Dello stesso avviso il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi: "La conferenza stampa di Bertolaso è stata imbarazzante. Il sottosegretario dovrebbe andare a spiegarsi dai giudici non un comizio in tv", ha detto. Una conferenza stampa che, ha precisato Bertolaso, "è stata autorizzata stamattina dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi". Un Berlusconi sempre più modello per Bertolaso, secondo Alessandro Pignatiello, coordinatore della segreteria nazionale del PdCI - Federazione della sinistra: "'Bertolaso sempre piu' simile al premier' - sostiene il coordinatore - l'innocenza si dimostra nelle sedi competenti e non in tv, magari con l'uso del televoto. La realta' e' una cosa, il reality e' un'altra''.

(red)