La frana che ha seploto Blatten (credit foto: Etat du Valais)

Blatten, una situazione drammatica

Il giorno dopo la frana, causata dal crollo del ghiacciaio Birch, che ha sepolto il villaggio svizzero (già evacuato), si teme lo straripamento del lago formato dai detriti sul fiume Lonza. Continuano le ricerche della persona scomparsa

“A Blatten la situazione è drammatica”. Queste le parole utilizzate stamane da Matthias Ebener, responsabile dell'informazione dello Stato Maggiore del Comando Regionale del Lötschental, dopo i diversi metri cubi di materiale proveniente dal ghiacciaio Birch e dal Kleiner Nesthorn che ieri pomeriggio si sono abbattuti sul villaggio svizzero nella Lötschental (già evacuato il 19 maggio dopo i primi crolli, che non avevano provocato danni), seppellendone la gran parte.

Il crollo ha formato un lago
“A seguito del massiccio crollo del ghiacciaio, il fiume Lonza e il torrente Gisentella hanno iniziato a ingrossarsi e hanno formato un lago dietro i depositi di frana a Blatten”, ha spiegato Ebener all'agenzia di stampa vallese Pomona.
Di conseguenza, le aree potenzialmente a rischio in prossimità dei fiumi, nei comuni di Wiler e Kippel, sono state evacuate ieri in tarda serata per evitare danni in caso di alluvione. 

Una persona scomparsa
Continua intanto la ricerca della persona scomparsa da ieri, un 64enne del posto, alla quale partecipano anche alcuni cani da ricerca, come confermato un portavoce dello Stato maggiore regionale di condotta.

Più di 100 case sepolte a Blatten
Le prime stime parlano di una distruzione del 90% delle abitazioni di Blatten e di 3 milioni di metri cubi di materiale sceso dalla montagna.
A Blatten sarebbero oltre 100 le case sepolte secondo Melaine Le Roy, dendroglaciologa dell'Università della Savoia Monte Bianco. Le case all'ingresso del villaggio erano state inizialmente risparmiate, ma sono ora a rischio inondazione a causa dello sbarramento del fiume Lonza e del torrente Gisentella.

Le modalità di intervento dell'esercito sono ancora in fase di definizione
Secondo il portavoce dell'esercito, Mathias Volken, sono attualmente in corso i lavori di preparazione delle operazioni, sia per le autorità civili che per l'esercito. Non appena saranno prese le decisioni necessarie, si procederà con una comunicazione attiva.
Martin Pfister, capo del DDPS (Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport) ha assicurato durante la conferenza stampa di ieri sera: “Offriremo tutto il necessario”, aggiungendo che un distaccamento avanzato del Battaglione di Pronto Soccorso in caso di catastrofe sia in arrivo nella Lötschental per valutare quali compiti l'esercito può svolgere. Pfister ha menzionato possibili misure come il pompaggio dell'acqua dalla centrale di Lonza.

Valutazione dei rischi 
“Voli di ricognizione sono previsti per determinare i rischi residui per quel che riguarda montagna e ghiacciaio”, ha spiegato stamattina a Keystone-ATS Antoine Jacquod, vice capo della sicurezza civile e militare del Vallese.
Come riporta il sito di Rsi, la preoccupazione principale delle autorità è legata al fiume Lonza e al ruscello Gisentella. Il lago che si è formato dopo il crollo del ghiacciaio tende a ingrandirsi ora per ora. “Proveremo oggi a renderci conto delle sue dimensioni”, ha detto Jacquod. “C’è il forte rischio di un blocco, che potrebbe allagare la valle sottostante”.
Per ridurre al minimo l’impatto di un eventuale straripamento, le autorità hanno deciso di aumentare la zona di protezione della diga di Ferden, già di 900mila metri cubi. Quanto la zona sarà in sicurezza, l’obiettivo sarà quello di installare le pompe del Cantone e dell’esercito nel lago. “Sapere quando potremo concretamente intervenire è attualmente impossibile”, ha concluso Jacquod.

Red/la
Fonti: Pomona, Rsi