Bloccati dal panico o al telefono coi genitori. Primo soccorso, studenti impreparati

Se un compagno di classe viene colto da malore, voi come vi comportereste? E’ stato chiesti a 9.500 ragazzi. Le risposte sono sorprendenti: 1 su 8 chiamerebbe i genitori anziché i soccorsi, il 5% resterebbe bloccato dal panico, il 20% non sarebbe in grado di capire se l’amico respira ancora. Su una cosa sono tutti d’accordo: il primo soccorso dovrebbe essere insegnato anche a scuola

Cosa accadrebbe se uno studente perdesse i sensi in un normale giorno di scuola? In un'ipotetica classe di 20 persone, una si farebbe prendere dal panico, 8 chiamerebbero un'ambulanza senza nemmeno assicurarsi che ce ne sia effettivamente bisogno e un paio inizierebbero a prendere a schiaffi il poveretto. Un caos che di certo non gli salverebbe la vita.
A dirlo sono i dati allarmanti di un'indagine svolta su circa 9.500 ragazzi dagli 11 ai 25 anni condotta da Skuola.net e da IRC, Italian Resuscitation Council, Associazione scientifica senza scopo di lucro che aderisce a European Resuscitation Council e che si occupa della formazione degli operatori sanitari e dei laici alla rianimazione cardiopolmonare, che promuove peraltro “Viva!”, la settimana per la rianimazione cardiopolmonare.
Proprio per inaugurare “Viva! 2016”, che è iniziata ieri e proseguirà fino al 23 ottobre con eventi in tutta Italia, Skuola.net e IRC hanno deciso di unire le forze per capire quale fosse la situazione nelle scuole italiane.
Cosa emerge dall’indagine? Che la quasi totalità (95%) degli studenti è assolutamente consapevole dell'importanza di sapere come rianimare una persona in arresto cardiaco. Lo conferma anche il fatto che quasi altrettanti vorrebbero rendere obbligatorio lo svolgimento di alcune ore di teoria e pratica di tecniche di primo soccorso a scuola. In quanto a tecniche di primo soccorso, però, i nostri studenti "non se la cavano brillantemente”, eppure quasi tutti riconoscono l'importanza di saperle applicare, “tanto che - si legge nel rapporto - vorrebbero introdurre l'insegnamento obbligatorio a scuola”.
In ogni caso almeno 2 intervistati su 5 avrebbero il sangue freddo di avvicinarsi e scuotere leggermente il compagno privo di sensi per vedere se riesce a riprendere conoscenza. Peccato che nel caso in cui questo non accada, più di 1 su 5 non sarebbe neanche in grado di capire se respira. Quindi i ragazzi chiamerebbero i soccorsi? Non tutti: 1 su 8 preferirebbe telefonare ai genitori del suo compagno, mentre un altro 5% si bloccherebbe in preda al panico.

red/gt