Blocco agevolazioni imprese
per calamità naturali: ANCI
chiede incontro al ministro

Piero Fassino, neo presidente ANCI, ha chiesto un incontro al Ministro Moavero per discutere sulle conseguenze dell'ingiunzione con la quale la CE ha chiesto all'Italia di bloccare le agevolazioni a favore delle imprese delle zone colpite da calamità naturali nelle Marche, Umbria, Molise, Puglia e Abruzzo

Bloccare le agevolazioni introdotte a favore delle imprese delle zone colpite da calamità naturali fino a che non sarà stabilita la compatibilità con la normativa dell'Unione europea sugli aiuti di Stato: questo è quanto la Commissione europea ha ingiunto all'Italia.

La Commissione europea nell'autunno 2012 aveva avviato un'indagine approfondita per capire se le agevolazioni fiscali e previdenziali introdotte dall'Italia a favore delle imprese delle zone colpite da calamità naturali - principalmente terremoti e inondazioni - rispettassero la normativa dell'Unione sugli aiuti di Stato. Tali norme infatti stabiliscono che gli aiuti pubblici destinati a ovviare ai danni causati dalle calamità naturali non devono superare il danno realmente subito. La Commissione teme che "non tutti i beneficiari degli aiuti siano imprese che hanno subito realmente un danno causato da una calamità naturale, che in alcuni casi il danno non sia stato causato unicamente da una calamità naturale e che gli aiuti non si limitino sempre a compensare questo danno".

L'attenzione della Commissione si è concentrata sull'esistenza, dal 2002, di una serie di riduzioni di imposte e di contributi previdenziali e assicurativi obbligatori in favore di imprese in zone colpite da calamità naturali. Lo Stato italiano fra l'altro non avrebbe notificato queste misure alla Commissione, contravvenenedo così agli obblighi previsti dal TFUE, il trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Se la Commissione europea stabilirà che le misure sono incompatibili con la normativa dell’Unione sugli aiuti di Stato, l’Italia dovrà recuperare gli aiuti versati ai beneficiari. Per evitare che lo Stato italiano continui a sostenere una spesa che potrebbe dover recuperare in un secondo momento, la Commissione ha chiesto all’Italia di bloccare le misure fino a quando non ne avrà accertato definitivamente la compatibilità (ingiunzione di sospensione).


E Piero Fassino, sindaco di Torino e neo presidente ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani -, ha chiesto un incontro al ministro per gli Affari europei, Enzo Moavero Milanesi, per individuare una soluzione a tutte le pesanti  problematiche che una tale richiesta porta con sé.

La proposta di incontro è contenuta in una missiva in cui dopo aver ricordato le motivazioni dell'indagine, Fassino sottolinea che le misure oggetto dell'attenzione della Commissione "riguardano in particolare una serie di riduzioni delle imposte e dei contributi previdenziali e assicurativi obbligatori a favore delle imprese delle zone colpite da diverse calamità naturali nelle Marche e in Umbria nel 1997, in Molise e in Puglia nel 2002 e in Abruzzo nel 2009''.

"Nelle more della conclusione dell'indagine - prosegue la lettera di Fassino - la Commissione ha emesso una ingiunzione di sospensione con la quale ha chiesto all'Italia di bloccare le misure fino a quando non ne avrà stabilito definitivamente la compatibilità''.

"Tale indagine - evidenzia il Presidente ANCI - suscita forte preoccupazione ed apprensione nei territori interessati: i Comuni, gli operatori economici, il mondo imprenditoriale, il tessuto sociale tutto condividono tale disagio, che li colloca in un a situazione di impasse che determina una stagnazione di tutte le attivita' del territorio e una ricaduta sulla solidita' economica delle imprese''.

Per questo motivo l'ANCI chiede la Ministro Moavero di valutare la possibilità di un incontro insieme ad un rappresentanza dei Sindaci, tra cui il primo cittadino di Perugia e dell'Aquila, e dei soggetti imprenditoriali dei territori interessati''.


Patrizia Calzolari