Fonte twitter Comune di Bologna

Bologna, preoccupano le condizioni della torre Garisenda

Il compito di mettere in sicurezza la torre è stato affidato dal Comune alla ditta che si è occupata del raddrizzamento della Costa Concordia e della ricostruzione del Ponte Morandi di Genova

Da giorni a Bologna, e non solo, preoccupa lo stato di uno dei simboli cittadini più noti: la torre Garisenda, la più bassa e storta delle due che svettano al termine di via Zamboni.

Nuovi monitoraggi
Tutto è iniziato sabato scorso 21 ottobre quando la zona attorno alla costruzione del 1100 è stata transennata ed è stato bloccato il traffico in arrivo da via San Vitale. Nessuna auto o autobus da giorni e fino a venerdì 27 ottobre potrà più passare ai piedi della Garisenda per via dei nuovi monitoraggi avviati. Chiusa al pubblico, per lo stesso motivo, anche la vicina torre degli Asinelli. “Credo di essere il primo Sindaco nella storia della città che decide di penalizzare per una settimana, poi vedremo se la cosa continuerà, anche una parte dell’area attorno. - ha spiegato in apertura del Consiglio comunale lunedì scorso, 23 ottobre, Matteo Lepore. - Ho deciso di farlo, non perché come autorità di protezione civile ravvisavo un rischio per le persone, ma (...) perché occorre svolgere dei monitoraggi ulteriori, installare dei sensori, sostituire anche un sensore che è rotto, per poter avere informazioni compiute e definitive sullo stato di salute della Garisenda e ovviamente anche della Asinelli. Sensori acustici in alcuni casi, più un pendolo. Il pendolo chiaramente si muove, i sensori acustici ascoltano il rumore”.

In attesa della relazione definitiva
Il comitato tecnico-scientifico che si occupa della Garisenda è stato costituito nel 2018 e aggiornato nel 2022, da giugno del 2023 ha iniziato le proprie attività e da allora, oltre ai professori universitari, su incarico dell’università che sono presenti, ne fanno parte anche la sovrintendente e i rappresentanti del Comune. Proprio dal comitato il sindaco è venuto a sapere di un dibattito sui dati già a giugno scorso a seguito del quale ha chiesto più volte una relazione definitiva sullo stato della Garisenda “per poter assumere decisioni”. Al momento il documento non sembra essere ancora arrivato. Ma il primo cittadino ha già preso altre decisioni. 

Task force e Comitato per restauro
In primo luogo è stata nominata una task force, insediata il 13 ottobre scorso, che si occuperà del monitoraggio delle oscillazioni in corso. "I dati raccolti dai sensori durante la settimana forniranno ulteriori delucidazioni sulla situazione della Garisenda. Stiamo cercando di comprendere se ci sono anomalie nelle oscillazioni della torre, che si muove da quando è stata costruita", ha detto Lepore. Si è poi tenuto a inizio settimana un incontro con il gruppo di lavoro che dovrà selezionare gli esperti che andranno a costituire il “Comitato per il restauro della Garisenda” che nascerà entro questa settimana e sarà coordinato da Raffaela Bruni, ingegnere e nome noto in città perchè è stata per anni Capo Dipartimento dei Lavori Pubblici, Mobilità e Patrimonio, guidando la a riqualificazione della zona universitaria, in particolare di via Zamboni e piazza Verdi, e il coordinando le attività manutentive edilizie all’interno del Teatro Comunale, fino alla costituzione della omonima Fondazione. 

La ditta specializzata e gli esperti
Ad oggi si sa anche chi avrà il compito di mettere in sicurezza la Garisenda: si tratta della ditta che si è occupata in passato del raddrizzamento della Costa Concordia, naufragata all'isola del Giglio e della ricostruzione del Ponte Morandi di Genova. La società che è stata scelta dall'amministrazione comunale per “prendersi cura” della torre simbolo di Bologna, è la Fagioli Spa, già nota alle cronache. Inoltre ha dichiarato il sindaco “Abbiamo già un piano di protezione civile, in caso ovviamente di necessità conseguenti”. Il sindaco, dopo aver incontrato oggi, mercoledì 25 ottobre, il sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi e il prefetto Attilio Visconti, sul caso, avrebbe dichiarato che in futuro sarà pronto anche a adottare “scelte drastiche” come “cambiare il traffico della città”. Lepore, dalle pagine di Repubblica Bologna, ha poi escluso al momento la possibilità di un'evacuazione delle persone che abitano nella zona circostante.

Secondo i tecnici del Comune, che hanno analizzato le indicazioni provenienti dai sensori collocati sulla Torre Garisenda, non avrebbe causato “alcuna anomalia di rilievo” il terremoto avvenuto oggi, mercoledì 25 ottobre, alle ore 15:45 di magnitudo di 4.2 con epicentro in provincia di Rovigo. La scossa è stata avvertita distintamente anche a Bologna.

Aggiornato alle 17:00 del 25 ottobre

Claudia Balbi