Boschi: "Contro il rischio sismico occorrono costruzioni adeguate"

In una lettera al Tirreno e in un comunicato Boschi ribadisce che il rischio sismico è reale e che occorrono regole edilizie adeguate. "Non è colpa dei sismologi".

"Meglio un popolo ignaro" - ha polemizzato così pochi giorni fa il giornalista Giustino Parisse, riferendosi all'idea di Enzo Boschi di oscurare le notizie sui terremoti. Accuse che Boschi trova "inaccettabili". In una lettera inviata al Direttore del Tirreno, il presidente INGV ha fatto sapere di essere in grado di "dimostrare, al di là di ogni ragionevole dubbio, che da circa quindici anni il sottoscritto e buona parte della Comunità geofisica nazionale indica L'Aquila come zona a massima pericolosità sismica". Riferendosi poi alle accuse rivolte alla Commissione Grandi Rischi, Boschi ha nuovamente sottolineato di aver evidenziato, anche il 31 marzo dello scorso anno, "l'alta pericolosità sismica dell'Aquila". E parla di "indifferenza generale: nessuno si è mai preoccupato di verificare la capacità degli edifici di resistere a sollecitazioni sismiche". Eppure basterebbe davvero poco per controllare gli edifici e metterli in sicurezza - quando possibile - o abbandonarli.

"Noi sismologi non abbiamo intenzione di fungere da capri espiatori" -
continua la lettera. Per risolvere il problema del rischio sismico in Italia occorrono costruzioni adeguate, ma questo "è un compito della politica, e della politica locale". Concetto ribadito anche in una nota dell'INGV, firmata dallo stesso Boschi, in cui si spiega che l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, con la collaborazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha redatto una Mappa di Pericolosità Sismica del territorio nazionale, dove sono indicate le zone maggiormente soggette a forti accelerazioni del suolo e quindi a rischio per gli edifici. "Purtroppo questa mappa viene - spesso o talvolta - ignorata". In questo senso i media - gli stessi media accusati di travisare i dati sugli eventi sismici e favorire così gli allarmismi tra la popolazione - "potrebbero fare molto".
 
E probabilmente i media hanno sbagliato a non dare troppa attenzione al terremoto di magnitudo 7.1 che ha colpito la Nuova Zelanda: ma "un terremoto fa notizia solo se e in quanto produce vittime e devastazioni", e non era questo il caso, visto che in Nuova Zelanda si sono registrati solo danni alle infrastrutture e nessuna vittima. Eppure sarebbe stata l'occasione per "far arrivare alla popolazione un messaggio semplice e comprensibile a chiunque lo voglia comprendere". Evitare situazioni catastrofiche come quella dell'Aquila dello scorso anno è possibile: "Se un terremoto che ha rilasciato un'energia pari a circa trenta volte quella che ha scosso l'Abruzzo non ha causato neppure una vittima, la spiegazione non può essere cercata nella buona sorte dei neozelandesi o nella bassa densità abitativa della Nuova Zelanda" - ha spiegato Boschi.
D'altra parte, i media devono anche fare attenzione a non fornire interpretazioni errate dei dati, che possono favorire allarmismi a volte infondati. Perché anche se è vero che solo nell'ultima settimana sono state localizzate più di 300 scosse in tutta Italia, solo una piccola parte era abbastanza forti da essere percepita. "Appena qualche anno fa, con la rete ad un livello tecnologico ben diverso da quello di oggi, solo 8 di queste 327 scosse sarebbero state localizzate, e quindi solo 8 scosse sarebbero apparse sul nostro sito. L'aumento della sensibilità della rete porta dunque ad un aumento della sismicità che è solo apparente".

"Contrariamente a quello che si è sentito dire in questi ultimi giorni, l'INGV vuole continuare ad informare con sistematicità la popolazione, gli amministratori e i ricercatori sull'attività sismica in atto" - ha spiegato Boschi - "ma in maniera veramente utile e cioè con completezza, tempestività e imparzialità, e soprattutto senza prestare il fianco a chi usa in modo distorto la grande facilità d'accesso alle informazioni per mettersi in evidenza o lanciare messaggi di stampo catastrofista, facendo leva sulle naturali paure della gente".



Elisabetta Bosi