Boschi: Non si possono dare
colpe ai sismologi
se avvengono delle catastrofi

"La verità è che in Italia si fa zero prevenzione. E si dovrebbero rispettate le regole".

Lo 'sciame sismico' che da mesi si sta verificando in Italia, soprattutto sui Monti Reatini, sta ovviamente allarmando la popolazione. Anche ieri alle 15,23 sui monti Reatini è stata registrata una scossa di magnitudo 2.5. "Una lieve scossa", come ha specificato il bollettino della Protezione civile, che ha indicato come epicentro i comuni di Montereale, Cagnano Amiterno e Borbona. "Lieve" anche quella nella serata di ieri tra le province di Ascoli, Teramo e Rieti, di magnitudo 2.6 con epicentro tra Acquasanta Terme e Valle Castellana. Altri terremoti sono stati registrati sui monti della Laga e nel distretto sismico del Gran Sasso (magnitudo 2.1 alle 2,53 e alle 10,32). Enzo Boschi, presidente dell’'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, a proposito delle scosse ai confini abruzzesi ha dichiarato: "Si tratta di zone sismiche, come ce ne sono tantissime altre in Italia, e dove continuamente si verificano sequenze di questo tipo. Nell’'ottanta, novanta per cento dei casi continuano e poi si arrestano senza creare problemi. Non chiedetemi previsioni, non le faccio". E per quanto riguarda l'apprensione della popolazione, Boschi dice: "È normale avere apprensione. Ma un’'osservazione del genere andrebbe fatta a chi ha il potere politico di gestire determinate situazioni e prendere decisioni. Chi ha potere deve per esempio valutare la presenza di edifici a rischio. Se accadono tragedie, non si possono dare colpe ai sismologi. Posso però sottolineare che storicamente, in una zona sismica come quella dei monti Reatini, ci sono stati terremoti forti".

Sullo sciame sismico che dura dal giugno 2009, quindi da quattordici mesi aggiunge: "Degli sciami in Romagna sono durati anche per tre anni consecutivi. Può essere una caratteristica tipica della sismicità che abbiamo in Italia. Ci troviamo in una zona di confine fra due placche: quella africana e l’'altra euroasiatica. La placca africana spinge verso nord est e quando avviene lo scontro si generano l'’attività sismica e quella vulcanica che abbiamo nel Mediterraneo. Le catene montuose come gli Appennini sono una conseguenza di questi movimenti naturali". Sulla possibilità del verificarsi di una grande scossa, dopo un'attività sismica tanto frequente, il presidente dell'Ingv afferma:" Se le dico di no mi accusano di mancato allarme, se le dico di sì faccio procurato allarme. Una cosa è certa. In 20, 30 anni di attività l’'Ingv ha fatto una mappa della pericolosità del territorio nazionale. È facilissimo per un funzionario pubblico verificare dove si trova il proprio paese. Quella al confine fra Lazio e Abruzzo è una zona ad alta pericolosità. Lì si verificheranno forti terremoti. Non so quando. Ma si verificheranno".


In seguito alla vicenda della Commissione Grandi Rischi in relazione al sisma aquilano e il mancato allarme prima del 6 aprile 2009, Boschi afferma: "Non ho ancora capito di cosa sono accusato.. Rispondiamo come possiamo, nei limiti delle attuali conoscenze. Sennò chi ci critica vada dai maghi o dagli indovini. Con la mappa della pericolosità siamo in grado di dire qual è l'’accelerazione al suolo massima, punto per punto, più di questo. Non si possono dare colpe ai sismologi se avvengono delle catastrofi". Bisognerebbe quindi puntare sulla prevenzione ed usare della prudenza, almeno nelle situazioni evidentemente rischiose, come è successo nei giorni scorsi nelle isole Eolie, con i divieti ignorati sulle spiagge a rischio: "la verità è che in Italia si fa zero prevenzione. E si dovrebbero rispettate le regole".

Nei paesi che tremano la gente ha però paura e in questi ultimi giorni sono state chiuse e poi riaperte anche le chiese. Al proposito Boschi commenta: "Non è uno dei nostri compiti. Ci sono ingegneri pagati dai Comuni, assessori provinciali, regionali e sindaci che devono pensare alla Protezione civile. Che si rivolgano a loro. Una domanda la faccio io: in queste località ci sono piani di emergenza o di evacuazione?" E sulla situazione delle faglie, conclude: "Le controlliamo 24 ore su 24 e non c’è niente di particolare. Se non una normale attività sismica. Sarò monotono: non facciamo previsioni scientifiche, non le fa nessuno. Chi ci prova racconta balle".

 

(Julia Gelodi)