Giovanni Dima (foto: Wikipedia)

Calabria: priorità assoluta alla
riforma della Protezione civile

Dal 30 aprile 2013 la Regione Calabria ha un nuovo Sottosegretario alla Protezione Civile regionale. Giovanni Dima, che succede a Franco Torchia, intervistato dal nostro giornale, ha illustrato le sue priorità e i suoi prossimi impegni

Dal 30 aprile scorso il nuovo Sottosegretario alla Protezione Civile della Regione Calabria è il Dott. Giovanni Dima, a cui il nostro giornale ha rivolto alcune domande in merito alle sue priorità di mandato e alla situazione generale della Protezione civile calabrese.

Dott. Dima, quali sono a Suo avviso le maggiori criticità del territorio calabrese?
"La Calabria è una Regione estremamente 'difficile' a causa della sua particolare morfologia, che ne fa, da sempre, una regione vulnerabile. Il territorio è montuoso, con quattro massicci importanti - il Pollino, la Sila, le Serre e l'Aspromonte - percorso esternamente da due mari, Tirreno e Ionio, con circa 750 km di costa. La Calabria quindi si può definire una montagna immersa nell'acqua, che affiora dal cuore del Mediterraneo, bellissima da un punto di vista paesaggistico ma, come detto, fortemente vulnerabile dal punto di vista fisico e territoriale.

Quali saranno le priorità del Suo mandato?
"La priorità assoluta è la riforma della legge regionale sulla protezione civile. Proprio in questi giorni me lo sono posto come primo obbiettivo. È datata 1997, sono passati ormai 16 anni da allora, e sto già lavorando in questa direzione, per adeguare il sistema normativo legislativo regionale alle esigenze di oggi, anche sulla base anche delle nuove norme nazionali che nel frattempo sono intervenute.


Dott. Dima, qual è la situazione del volontariato in Calabria?
"Ho avuto modo di notare una grande partecipazione del mondo del volontariato calabrese. Ho visto in queste prime due settimane di lavoro presso il Dipartimento, che non c'è comune della Calabria che non abbia un'associazione, un elemento di volontariato. Ho visto che questa pratica è ormai abbastanza diffusa in Regione. È chiaro che bisogna organizzarli meglio, prepararli agli eventi, dare ai volontari una formazione completa; ho notato che questo mondo è ancora un po' 'primitivo', bisogna fare uno sforzo di qualificazione".

All'indomani della sua nomina Lei ha manifestato l'intenzione di compiere a breve un sopralluogo nel Pollino e di incontrare il Capo Dipartimento:
"Sì è vero, il sopralluogo nel Pollino è fissato per il 25 maggio. Quanto all'incontro con il Prefetto Gabrielli, proprio in questi giorni ne ho fatto richiesta ed attendo a breve una risposta.


Per quanto riguarda la situazione dei piani comunali di emergenza, la Calabria a che punto è?
"Non tutti i comuni sono al passo, c'è una fase istruttoria presso i nostri uffici del Dipartimento regionale per verificare quanti comuni e in che ordine si sono adeguati. Pur non essendo una regione molto popolosa la Calabria ha, in rapporto alla popolazione, un altissimo numero di comuni, ben 409. Si tenga presente che questa forte frammentazione municipale è in gran parte nell'interno della Regione, vicino alle colline e alle montagne: o
ggi la popolazione forse è più residente sui due dorsali esterni, Ionio e Tirreno, ma gran parte dei municipi calabresi sono collocati nelle parti interne. Pertanto, come facilmente immaginabile, e viste le caratteristiche del territorio, non è così facile creare un raccordo e un'organizzazione organica della gestione del territorio in questi piccoli nuclei abitati".


Patrizia Calzolari