fonte foto: CAI_Club_Alpino_Italiano

Cambiamenti clima: il documento del CAI diventa una risoluzione per COP21

Comunicare a gran voce che le montagne sono la parte del pianeta che più soffre a causa dei problemi correlati al surriscaldamento: è lo scopo del documento redatto dal Club Alpino Italiano e della Federazione alpinistica nepalese, approvato oggi a Seoul e che verrà presentato a Parigi alla conferenza sul clima COP21

Approvato all'unanimità a Seoul (South Corea) il documento sui "cambiamenti climatici" proposto da Club alpino italiano Federazione alpinistica nepalese (Nepal Mountaineering Association).
il documento è stato approvato dalla General Assembly dell'UIAA (Union Internationale des Associations d'Alpinisme),  - organizzazione internazionale che raggruppa decine di associazioni alpinistiche nazionali  - e verrà presentato come "risoluzione UIAA" il prossimo dicembre alla Conferenza sul clima di Parigi COP21.
Il documento
esprime la preoccupazione per gli effetti negativi dei cambiamenti climatici su tutte le risorse della terra in generale, e su quelle delle zone di montmre a Parigi a CPO21Vagna e sulle comunità che le abitano in particolare, poiché è proprio nelle zone montuose che tali effetti sono più evidenti: regresso dei ghiacciai, fusione degli strati nivali e innalzamento di quota della presenza del permafrost con relative problematiche alle quote inferiori (un tempo interessate dalla presenza dello strato di terreno perennemente ghiacciato), intensificazione dei processi di erosione e le conseguenti variazioni negli ecosistemi di alta quota, cedimenti strutturali e disgregazione fisica delle rocce. Oltre a ciò è posto l'accento sul contributo che la comunità alpinistica, con il suo bagaglio di conoscenze ed esperienze, può dare per la comprensione del fenomeno.
"Con questo documento - scrive il CAI - ci siamo proposti di sensibilizzare in modo diverso e più solidale gli alpinisti e di raggiungere un pubblico più vasto, perché la montagna è il luogo che racchiude importanti valori ambientali che devono essere conservati in tutto il pianeta, quali: l'acqua dolce, le pietre e i metalli, i boschi e le foreste, e la biodiversità, che l'umanità non può dissipare, bensì deve conservare per le generazioni che verranno".

"Non va anche dimenticato - prosegue il CAI -  che le montagne sono 'torri d'acqua' per miliardi di persone, in ogni continente, e che, se svuotate, causeranno non solo problemi ambientali, ma vere e proprie crisi umanitarie, e problemi politici su vasta scala".

red/pc
(fonte: CAI)