fonte immagine: WMO

Cambiamenti climatici: il 2016 si conferma l'anno più caldo

Secondo uno studio diffuso dall'Organizzazione Meteorologica Mondiale, che ha preso in esame i primi undici mesi del 2016, lo scorso anno si conferma l'anno più caldo dall'inizio delle rilevazioni, con  temperature globali  di circa 1,2°C più elevate rispetto ai livelli pre-industriali

Secondo l'Organizzazione Meteorologia Mondiale - World Meteorological Organization (WMO), il 2016 molto probabilmente risulterà essere l'anno più caldo mai registrato: nell'anno appena conclusosi infatti, le temperature globali sono state di circa 1,2°C più elevate rispetto ai livelli pre-industriali. Le temperature medie globali hanno superato anche i record del 2015, attestando il 2016, secondo i dati relativi ai primi undici mesi, come l'anno più caldo mai registrato dall'inizio delle rilevazioni, effettuate a partire dalla metà del 1800. Fra l'altro tutti gli anni più caldi mai registrati (ad eccezione del 1998 caratterizzato da un El Niño eccezionale), sono stati in questo secolo.
Nel 2016 il fenomeno
El Niño è stato particolarmente intenso, di conseguenza le temperature hanno avuto un picco nei primi mesi e nell'ultima parte dell'anno sono rimaste per molto tempo ben al di sopra della media. Inoltre si confermano gli indicatori di lungo termine relativi al cambiamento climatico causato dall'uomo, che vedono fra le conseguenze le alte concentrazioni di biossido di carbonio, la fusione dei ghiacciai e la riduzione del ghiaccio marino.
"Il clima ha battuto ogni record nel 2016
- ha dichiarato Petteri Taalas, Segretario generale della WMO - In atmosfera si sono registrati livelli di anidride carbonica al di sopra del livello simbolico di 400 parti per milione. Negli oceani, le temperature record hanno contribuito a un diffuso sbiancamento della barriera corallina. E per quanto riguarda la terra ferma, siccità, inondazioni e cicloni tropicali hanno causata la morte di milioni di persone, e fermato i progressi verso lo sviluppo socio-economico. Una parte di questi disastri possono essere ricollegati ai cambiamenti climatici."

"Le temperature nella regione artica sono state particolarmente elevate - ha aggiunto Taalas -, il  ghiaccio marino artico è stato eccezionalmente basso, soprattutto durante la prima parte del 2016 e nel periodo di ri-congelamento di ottobre-dicembre. In contrasto con la tendenza degli ultimi anni, nel mese di novembre anche l'estensione del ghiaccio antartico è stata la più bassa mai registrata. E ciò che succede ai Poli non rimane ai Poli ma impatta sui modelli climatici su scala emisfericai".
L'Artico si sta riscaldando di circa il doppio rispetto alla media globale, ed è stato evidenziato come che  la persistente tendenza al riscaldamento e la perdita di ghiaccio marino vi inneschino grandi cambiamenti.
"Gli studi scientifici stanno  dimostrando
sempre più il legame tra gli eventi meteorologici estremi, in particolare il calore, ed il cambiamento climatico indotto dall'uomo con i gas serra - ha concluso Taalas -. Questo aumenta la necessità di investire per assicurare migliori previsioni del tempo in grado di prevedere gli impatti di tali eventi e sistemi di allarme rapido per salvare vite umane e sostenere l'adattamento ai cambiamenti climatici, ora e nei prossimi decenni a venire".
A breve Il WMO diffonderà report finale sullo stato del clima nel 2016.

patrizia calzolari

(fonte: WMO)

a questo link il rapporto provvisorio completo del WMO