fonte immagine: pixabay.com

Cambiamenti climatici: on-line la consultazione per l'elaborazione del Piano Nazionale

Sul sito del Ministero dell'Ambiente, una consultazione pubblica on-line finalizzata all'elaborazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC): rivolte ai principali portatori di interesse, le domande verteranno sulla percezione degli impatti e delle vulnerabilità in materia di adattamento e sulle principali azioni per farvi fronte

E' iniziata il 10 febbraio e si concluderà il 28, la consultazione pubblica per l'elaborazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC)
Nel
2015 l'Italia, (con DD n.86 del 16 giugno) ha approvato la Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (SNAC) che ha individuato i principali impatti dei cambiamenti climatici per una serie di settori socio-economici e naturali ed ha proposto azioni di adattamento a tali impatti. L'anno successivo, a maggio 2016 è stata avviata l'elaborazione del piano, il PNACC, per dare impulso all'attuazione della strategia, la SNAC.
Il PNACC si propone di incrementare il livello di adattabilità e la resilienza e di creare le condizioni per determinare opportunità di sviluppo territoriale, perseguendo alcuni obiettivi principali, quali:
- individuare le azioni prioritarie in materia di adattamento per i settori chiave identificati nella SNAC, specificando le tempistiche e i responsabili per l'implementazione delle azioni,
- fornire indicazioni per migliorare lo sfruttamento delle eventuali opportunità
- favorire il coordinamento delle azioni a diversi livelli.
Il PNACC sarà un documento di indirizzo per il Governo e le Istituzioni nazionali, regionali e locali, e uno strumento fondamentale per orientare le pianificazioni territoriali alla luce dei cambiamenti climatici.

La consultazione pubblica in corso si propone
, tramite un articolato questionario on-line, di individuare le necessità/esigenze degli stakeholder nei confronti dei cambiamenti climatici, di consolidare i passi fondamentali che costituiscono un Piano Nazionale di Adattamento e di individuare i principali ostacoli all'attuazione di azioni e misure di adattamento. Sul sito del ministero dell'Ambiente, è possibile rispondere alle domande, rivolte ai principali portatori d'interesse, sulla percezione degli impatti e delle vulnerabilità in materia di adattamento, oltre che sulle principali azioni per farvi fronte.
Il questionario è suddiviso in 4 sezioni:
- una scheda anagrafica

- una sezione generale sui cambiamenti climatici e l'adattamento

- una sezione relativa alle azioni necessarie e prioritarie per adattarsi ai cambiamenti climatici

- una sezione relativa alla governance per l'adattamento
Il Piano-identifica sei macroregioni climatiche e diciotto settori particolarmente vulnerabili ai mutamenti del clima: a seconda della sua area territoriale di appartenenza e del settore di riferimento, l'utente potrà indicare quali azioni tra quelle previste ritenga prioritarie, assegnando un livello di rilevanza a ciascuno dei nove criteri: efficacia, efficienza economica, esistenza di opportunità senza elementi di conflittualità con altri obiettivi di politica pubblica, esistenza di opportunità "win-win", robustezza, flessibilità, percorribilità socio-istituzionale, multidimensionalità e urgenza".
Il tempo stimato per la compilazione è  di circa 20 minuti. Il questionario resterà online fino al 28 febbraio 2017.


"Il territorio italiano - ha dichiarato il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti - va preparato per tempo e attraverso una strategia condivisa all'impatto dei cambiamenti climatici. L'accordo di Parigi e il 'rules book' scritto nella Cop22 di Marrakech ci chiamano a una politica climatica globale che va declinata sulle singole realtà, ognuna diversa dall'altra. Dal nostro grado di adattamento a condizioni climatiche di crescente complessità dipendono la sicurezza del territorio e dunque dei cittadini, ma anche le nostre possibilità di uno sviluppo sostenibile, in linea con gli impegni internazionali".

red/pc

(fonte: Minambiente)