Cambiamento climatico: gli scienziati di "Energia per l'Italia" chiedono una Conferenza Nazionale

"L'Italia, situata in mezzo al Mediterraneo, è uno dei punti più critici del pianeta in fatto di cambiamento climatico e necessita urgentemente di appropriati interventi di mitigazione e di adattamento". Da qui l'appello di un gruppo di docenti e ricercatori di Bologna che ha chiesto a Gentiloni la convocazione di una Conferenza Nazionale sul cambiamento climatico.

Si chiama "Energia per l'Italia", il gruppo di docenti e ricercatori dell'Università e dei Centri di ricerca di Bologna presieduto dal Prof. Vincenzo Balzani, che ha chiesto, con una lettera aperta al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, la convocazione di una Conferenza Nazionale sul cambiamento climatico.

"Sentiamo il dovere di dare un contributo, attraverso la condivisione di conoscenze e informazioni scientificamente corrette, per superare le difficoltà poste dal cambiamento climatico nel nostro Paese - scrivono gli scienziati  -.
Per questo motivo abbiamo deciso di lanciare, attraverso il sito energiaperlitalia, un appello al suo Governo affinché i problemi dovuti al cambiamento climatico vengano urgentemente discussi in una Conferenza Nazionale al fine di mettere in atto appropriati interventi di mitigazione e di adattamento".
L'Italia, collocata in mezzo al Mediterraneo, è uno dei punti più critici del pianeta in termini di cambiamento climatico, fenomeno globale dovuto principalmente alle emissioni di gas serra causate dalle attività umane
. "Non c'è settore economico e sociale che non sia colpito (se non addirittura sconvolto) dal cambiamento climatico - ricorda il gruppo di studiosi-: l'agricoltura, fortemente danneggiata dalla siccità; la sanità, che deve far fronte agli effetti diretti (canicola, inquinamento atmosferico) e indiretti (nuovi vettori di malattie); il turismo invernale, che non può più contare sulla neve naturale, e quello estivo, danneggiato dalla erosione delle spiagge; il territorio, degradato da disastri idrogeologici (frane, alluvioni) che hanno forti conseguenze sulla abitabilità e sulla viabilità; gli ecosistemi, devastati dal cambiamento climatico; le città che, come Roma, hanno gravi difficoltà di approvvigionamento idrico".
"In Italia - scrive
Energia per l'Italia - , in media ogni persona ogni anno provoca l'emissione di gas serra per una quantità equivalente a sette tonnellate di anidride carbonica", emissioni che sono l'inevitabile conseguenza di decisioni politico-amministrative errate, a vari livelli. Ad esempio: le scelte urbanistiche, la mobilità che favorisce  l'uso dell'auto; gli incentivi diretti e indiretti e a vario titolo ai combustibili fossili; la costruzione di infrastrutture superflue o addirittura inutili (autostrade, gasdotti, supermercati); la mancanza di una politica che privilegi il trasporto merci su rotaia; le limitazioni e gli ostacoli burocratici che frenano lo sviluppo delle energie rinnovabili; gli incentivi alla produzione e consumo di carne; la mancanza di una politica culturale che incoraggi la riduzione dei consumi e l'eliminazione degli sprechi.

"Le risorse del pianeta sono limitate, l’uso dei combustibili fossili va pertanto rapidamente abbandonato a favore di un altrettanto rapido sviluppo di energie rinnovabili: nella Strategia Energetica Nazionale e nei piani di sviluppo dell'ENI - scrive ancora il gruppo di docenti nella missiva a Gentiloni - si parla della necessità di passare dall'uso dei combustibili fossili a quello delle energie rinnovabili, ma questa transizione è collocata in un futuro non ben definito e comunque lontano, che sarà possibile raggiungere, si dice, solo aumentando il consumo di metano".  Si parla anche della necessità di sviluppare la produzione di biocombustibili, ma il settore dei trasporti va verso un mondo 'elettrico' con un'efficienza almeno 50 volte maggiore rispetto alla produzione e uso di biocombustibili. Anche la transizione dall'uso dei combustibili fossili a quello delle energie rinnovabili, pur necessaria - sottolinea Energia per l'Italia, "non è però di per sé sufficiente per mitigare il cambiamento climatico: indispensabile è anche la riduzione del consumo di energia e di ogni altra risorsa, particolarmente nei paesi sviluppati come il nostro dove regna lo spreco". Una riduzione dei consumi non basata solo su un aumento di efficienza delle "cose" che usiamo (automobili, condizionatori, lampade ecc.), ma preceduta dalla diffusione di una cultura della sufficienza per far sì che le persone diventino consapevoli dei vantaggi di vivere in un modo sobrio, riducendo l'uso delle 'cose' stesse. La sobrietà è uno degli elementi fondamentali per il successo di adeguate politiche di mitigazione e adattamento climatico.

La missiva al premier Gentiloni si chiude con un appello al mondo accademico e ai cittadini: "
Chiediamo ai colleghi delle Università e Centri di ricerca italiani e a tutti i cittadini che condividono quanto sopra riportato di firmare questo appello sul sito energiaperlitalia per stimolare il Governo ad organizzare una Conferenza Nazionale sul cambiamento climatico e a mettere in atto i provvedimenti necessari".

patrizia calzolari