Campagna AIB, come funzionano gli elicotteri dei Water Bomber

Durante la presentazione della settimana scorsa, il comandante Laneve ha spiegato come si spengono gli incendi boschivi

Hanno i nomi dei tre storici capi indiani, "Orso Bruno", "Geronimo" e "Toro Seduto", gli elicotteri usati dai "Water Bomber", i bombardieri d'acqua, che spegneranno gli incendi boschivi, di montagne e vallate, per la campagna anti-incendi 2010, coordinata dal Coau - Centro operativo aereo unificato - della Protezione Civile.

Durante la presentazione della flotta aerea dello Stato dello scorso 9 giugno, Antonio Laneve, pilota e adesso Water Bomber, ha spiegato che "volare su un incendio per spegnerlo è una sensazione diversa da tutte le altre che ho provato. Non possiamo arrivare troppo bassi perché le turbolenze provocate dalle nostre eliche potrebbero ravvivare le fiamme, né troppo altri perché l'acqua che sganciamo rischia di trasformarsi in vapore, a causa dell'intenso calore del terreno, e quindi in ossigeno. E anche in quel caso il fuoco aumenterebbe". Il Capitanto Laneve ha raccontato di essere stato due volte in Iraq, in Kosovo, nei Balcani e in moltissime operazioni di soccorso in Italia, soprattutto in mare, e di trasporto di persone malate. E ora, sulla sua tuta di volo, c'è anche lo stemma della Protezione Civile. "Può sembrare una contraddizione ma non lo è" ha precisato Laneve, spiegando che "tutti noi abbiamo dovuto sostenere esami civili e ottenere un brevetto approvato dall'Enac".

"E' un'emozione unica spegnere un incendio scaricando sulle fiamme 10 mila litri d'acqua" ha aggiunto, spiegando che per caricare l'enorme serbatoio bisogna abbassarsi sul mare o sui laghi, ma anche su bacini molto più piccoli, restare in hovering (cioè immobile in aria) e attendere che il braccio meccanico del velivolo aspiri l'acqua che andrà poi sganciata.

(red - eb)