(foto: Comune San Lazzaro)

Caro bollette e risparmio energetico: la risposta del Comune di San Lazzaro (BO)

In risposta al notevole incremento delle tariffe di energia elettrica e gas e per una maggiore e più responsabile gestione dei consumi, il Comune di San Lazzaro di Savena (BO), ha messo in campo una serie di misure per il risparmio energetico. Ne parliamo con l'assessore all'energia, Luca Melega

Sono diversi i comuni italiani che stanno applicando misure di risparmio energetico per far fronte alla crisi climatica e alla più recente crisi di approvvigionamento energetico. Il Comune di San Lazzaro, cittadina del bolognese con all’incirca 32.600 abitanti, in risposta al notevole incremento delle tariffe di energia elettrica e gas, ma anche per una maggiore e più responsabile gestione dei consumi finalizzata alla riduzione dell’inquinamento, ha messo in campo una serie di misure per il risparmio energetico su più fronti.

Su quello esterno, negli ultimi anni e mesi sono stati fatti investimenti a medio e lungo termine, come ad esempio:
- sostituzione di gran parte dell’illuminazione pubblica con più moderne ed efficienti luci a led,
- installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti degli edifici pubblici,
- lavori di efficientamento termico di scuole e palestre sulla quasi totalità del patrimonio edilizio comunale.

Il Comune inoltre, in quanto socio dell’AESS (Agenzia Energia e Sviluppo Sostenibile), sta portando avanti uno studio di fattibilità per la costituzione di una comunità energetica locale (sulla base della legge regionale approvata a maggio di quest’anno), che mira a partnership pubblico-private per l’autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

A queste misure, si è aggiunta recentemente l’ordinanza sindacale n.2 del 2022, che prevede:
• una riduzione del flusso luminoso del 30% (dopo la mezzanotte) su 446 punti luce stradali appena efficientati,
• lo spegnimento mattutino anticipato e l’accensione serale ritardata di 30 minuti di tutta l’illuminazione pubblica (quasi 5.000 punti luce).



La stessa ordinanza invita anche i dipendenti stessi del Comune e tutte le persone che a vario titolo usufruiscono degli immobili e degli spazi all’aperto comunali, ad adottare comportamenti virtuosi e azioni quotidiane rivolte al risparmio energetico, quali ad esempio:

- spegnere luci, condizionatori e dispositivi elettrici in uffici e locali quando non vi sono persone all’interno;
- regolare al minimo il riscaldamento nel periodo autunnale/invernale mantenendo (se non in particolari circostanze debitamente motivate) una temperatura di massimo 20 gradi;
- sempre nel periodo autunnale/invernale, durante il funzionamento dell’impianto di riscaldamento, evitare di tenere aperte le finestre per più di 15 minuti ogni ora, in presenza di più persone nell’ufficio, o 5 minuti ogni ora negli altri casi;
- evitare per quanto possibile l’uso dei condizionatori, particolarmente energivori, durante il periodo estivo, limitandosi alle ore più calde;
- chiudere porte e finestre quando non sono più presenti persone nei locali.

Ne parliamo con Luca Melega, assessore all’Energia, Mobilità sostenibile e Trasporti:
 
Assessore Melega, i cittadini hanno compreso le motivazioni delle vostre disposizioni in merito di risparmio energetico? Come le hanno accolte?
«Al momento non abbiamo ricevuto proteste, la cittadinanza ha compreso la scelta. D'altronde tutti noi viviamo quotidianamente nelle nostre case il caro energia e seguiamo con apprensione gli aggiornamento riguardanti le gravi motivazioni internazionali che costituiscono la causa più significativa, anche se non l'unica, di tali rincari e dei conseguenti disagi».

Avete già qualche dato sul risparmio ottenuto con queste misure? Che obiettivo misurabile di risparmio vi siete dati?
«Abbiamo già riscontrato un risparmio del 25% in termini di consumi sulla illuminazione pubblica rispetto allo stesso periodo (gennaio-aprile) dell'anno precedente».

Non solo i cittadini ma anche la stessa amministrazione comunale si è data delle regole in materia di risparmio energetico: temperatura massima di 20 gradi nei locali in autunno e inverno e limitazione dell’uso dei ventilatori e condizionatori in estate. Come hanno reagito i vostri dipendenti? E come assicurate che tali regole vengano rispettate?
«I dipendenti hanno reagito con spirito collaborativo e comprensivo. Per il controllo delle misure, è bene specificare che non si tratta di regole bensì di raccomandazioni, non sono previsti né limiti né controlli. Non c'è nessun divieto assoluto di uso dei condizionatori né di accensione delle luci negli uffici. Si confida nel senso di responsabilità e collaborazione di tutti i lavoratori. Si tratta come dicevo, di raccomandazioni».

La grave crisi climatica in atto impone di rivedere completamente tutti i nostri modelli di produzione e consumo di energia, di risparmio idrico e di riduzione di tutti i fattori inquinanti: lei come cittadino e come assessore quale livello di priorità ritiene che questi temi debbano avere nel suo Comune e in generale nelle agende di politici e amministratori?
«La massima priorità. Peraltro gran parte della cittadinanza alla luce della guerra in corso in Ucraina e delle relative gravi conseguenze economiche, prima fra tutte l'impennata dei costi dell'energia e il rischio di mancanza di approvvigionamento di fonti energetiche, ha capito l'importanza strategica di ridurre la dipendenza da altri paesi. E' ora di modificare il modello di produzione dell'energia e di gestione e approvvigionamento delle risorse idriche. Bisogna passare a impianti capillarmente distribuiti sul territorio di produzione idroelettrica (nel territorio metropolitano abbiamo già esempi come la centrale sotterranea del Cavaticcio nel centro di Bologna e la centrale sul Savena in Comune di Pianoro) e fotovoltaica. Bisogna inoltre realizzare capillarmente invasi da piccoli a medi che fungano, da un lato da casse di espansione atte a disinnescare il potenziale distruttivo degli eventi alluvionali estremi (sempre più frequenti), dall'altro da riserve d'acqua destinate ai diversi usi (agricoli, civili, industriali)».

patrizia calzolari