Carrara: ritrovati i corpi dei due cavatori sepolti da tonnellate di marmo

Una tragedia immensa, un altro incidente sul lavoro: tre cavatori sono rimasti coinvolti ieri nel crollo di una parete di marmo su cui stavano lavorando. Due di loro non hanno avuto scampo, un terzo si è salvato grazie all'imbragatura. E oggi si ripropone il tema della sicurezza dei lavoratori delle cave. Discussione a cui Roberto e Federico, questi i loro nomi, non potranno più partecipare

"E' con grande sofferenza e angoscia che ho appreso del terribile incidente in una grande cava di marmo a Carrara che ha drammaticamente coinvolto alcuni lavoratori. E' un incidente gravissimo e inaccettabile su cui è necessario fare piena luce e accertare eventuali carenze legate alla sicurezza. Il nostro pensiero va prima di tutto alle famiglie dei cavatori coinvolti, a cui esprimo a nome mio e di tutta la Toscana la nostra vicinanza e il nostro dolore. In questi anni, come Regione, ci siamo dati da fare per la prevenzione e la sicurezza, ma non basta. Dobbiamo impegnarci ancora di più. Così come devono farlo tutti gli organi preposti e le aziende del settore".
A dirlo è il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, recatosi ieri a Carrara, nella cava di marmo di Colonnata, distretto delle Alpi Apuane, dove nella mattinata una frana ha causato il distacco di circa 5000 mq di materiale roccioso (secondo le stime finora eseguite). Il crollo ha coinvolto tre lavoratori, che sembra si  trovassero sulla sommità del monte per controllare il taglio di una parete di marmo e per rimuovere la macchina tagliatrice dai binari. Quando la parete si è sbriciolata, ai tre operai è mancata la terra sotto i piedi: due di loro, che non erano imbragati, sono precipitati per trenta metri e sono rimasti sepolti sotto tonnellate di marmo, il terzo si è invece salvato perché è  rimasto sospeso nel vuoto agganciato all'imbragatura. In seguito è stato recuperato dall'elicottero dei soccorritori.

Sin da subito si è capito che le speranze che i due cavatori precipitati potessero essersi salvati erano davvero fievoli, e la tragica conferma è arrivata questa mattina: alle 6.20 è stato trovato il corpo del primo operaio,  Roberto Ricci, di 55 anni, e alle 8.30 quello del suo collega Federico Benedetti, di 46. Il loro compagno di lavoro coinvolto nell'incidente è stato condotto in ospedale, dove gli è stata diagnosticata una prognosi di 30 giorni. Colto da malore il direttore della cava, che  è stato ricoverato d'urgenza in ospedale, pare a causa di un infarto.

Immediati i soccorsi:
squadre dii vigili del fuoco sono stati al lavoro per tutta la notte per mettere in sicurezza la parte instabile della parete (circa 20 metri x 30)  che, altrimenti, avrebbe reso estremamente rischiosa l'operazione di ricerca dei due operai. E' stato allestito un vero e proprio campo base, con oltre 50 Vvf  dai vari comandi della Toscana, unità cinofile, Usar (Urban search & rescue) per la ricerca tra le macerie, unità Saf (speleo alpino fluviali). Sul posto anche alcune componenti della colonna mobile Toscana, con gruppi elettrogeni e gruppi fari. In supporto un elicottero AB412 del reparto Volo di Arezzo.

E, dopo la sospensione dei lavori in tutte le cave ieri, oggi in provincia di Massa Carrara i sindacati hanno proclamato uno sciopero generale per l'intera giornata di oggi. Per le organizzazioni sindacali la situazione "sul fronte della sicurezza sul lavoro e' diventata insostenibile". Lo  sciopero riguarda l'intero comparto del marmo:  si fermeranno le cave, i laboratori e le segherie. Dalle 10 le sigle sindacali e i cavatori saranno in presidio sotto il comune di Carrara per un sit-in di protesta contro le condizioni di lavoro degli operai. "Chiederemo al sindaco di Carrara il ritiro della concessione per chi non rispetta le norme di sicurezza in cava - ha detto il segretario della Cgil di Massa Carrara Paolo Gozzani-. Quei ragazzi lì sotto non ci dovevano stare; è ora di finirla di raccontare frottole ai lavoratori".

Sulla medesima linea il Presidente Rossi: "Prima viene la vita e poi il denaro. In meno di un anno quattro morti alle cave di Carrara - ha scritto Rossi in un post su facebook - . Si può ancora sostenere che si tratta di sviluppo umano, di equilibrato sfruttamento della natura, e che la ricchezza è distribuita e che la sicurezza è garantita? Sono stato sul posto e ho parlato con i lavoratori, compagni dei morti. Mi hanno detto con le lacrime agli occhi che quello è il loro lavoro. Non sono d'accordo: di lavoro non si deve morire".  "Insieme - prosegue Rossi -  dobbiamo trovare il modo perché questo principio morale e giusto si realizzi. In cava si muore principalmente quando non si rispettano le procedure. Non basta la solidarietà alle famiglie. Dobbiamo fare in modo che la sicurezza prevalga sugli interessi economici. L'idea dei sindacati è di togliere o sospendere per un periodo lungo la concessione alle cave dove si hanno incidenti mortali e si accerta che la causa è il mancato rispetto delle procedure. Parliamone, verifichiamo se ci sono i fondamenti giuridici per un provvedimento di questa natura. Io dico subito che sono a favore: prima viene la vita e poi il denaro".

 
red/pc
(fonre: ANSA/AGI/Reg.Toscana)