Casa dello Studente, oggi le motivazioni delle condanne

La Casa dello Studente era stata progettata male e ristrutturata peggio: così potrebbero riassumersi le motivazioni, rese note oggi, che hanno portato alla condanna dei 4 tecnici responsabili della ristrutturazione dell'edificio che crollò rovinosamente la notte del 6 aprile 2009 uccidendo 8 studenti universitari

Sono state depositate oggi le motivazioni della sentenza che il 16 febbraio scorso aveva portato a 4 condanne, 4 assoluzioni e 2 non luogo a procedere nel processo per il crollo della Casa dello Studente a l'Aquila, nella tragica notte del terremoto del 6 aprile 2009.

La Casa dello Studente, situata in via XX Settembre, è stato uno degli edifici più colpiti, praticamente raso al suolo. Sotto le macerie hanno perso la vita otto studenti, mentre quattro si sono miracolosamente salvati, anche se con gravi ferite. I quattro superstiti hanno voluto assistere alle udienze del processo, seguendo in prima persona le ricostruzioni che hanno portato alla condanna dei tecnici, per i quali il pubblico ministero, Flavio Picuti, aveva chiesto una condanna a quattro anni di reclusione definendo la Casa dello Studente "un castello di carte".

La perizia di 1300 pagine, presentata per conto del Tribunale dalla Prof. Gabriella Mulas del Politecnico di Milano, evidenzia le cause di natura tecnica che hanno portato al crollo dell'edificio. La palazzina, costruita nel 1965 come edilizia residenziale, nel 79 fu trasformata in alloggi per studenti universtitari e successivamente, nel 1982, presa in carico dalla Regione Abruzzo. Già in sede di costruzione, secondo la perizia, l'edificio presentava difetti strutturali, aggravati ulteriormente dai lavori di restauro e adeguamento dei locali avvenuti nel 2000 (i periti individuarono in una pesante parete antincendio, costruita senza alcuna valenza strutturale, uno degli elementi che favorirono il crollo).

"I tecnici hanno colpevolmente e reiteratamentente ignorato tutte le prescrizioni": ha infatti scritto il giudice Giuseppe Grieco nelle circa cento pagine di motivazioni della sentenza, riferendosi a tre dei quattro tecnici condannati, Bernardino Pace, Pietro Centofanti, Tancredi Rossicone, che nel 2000 gestirono la ristrutturazione della Casa dello Studente.
I tre tecnici sono stati condannati ad una pena di 4 anni di reclusione per omicidio colposo, disastro colposo e lesioni colpose, al pagamento di 2 milioni di euro di provvisionale e all'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. Pena più lieve per  Pietro Sebastiani, tecnico dell'azienda  per il diritto allo studio universitario de L'Aquila condannato a due anni e mezzo per "non aver provveduto a fare il collaudo statico dell'immobile".



"Il terremoto dell'Aquila non rappresenta un caso eccezionale nel quadro della sismicità tipica dell'area e, addirittura, le sue caratteristiche sismogenetiche rientrano perfettamente in quanto previsto negli elaborati di pericolosità utilizzati per aggiornare l'assegnazione dei comuni alle zone sismiche e per definire gli spettri della nuova normativa di settore" ha affermato ancora il giudice. Sulla scorta delle indicazioni tecniche, secondo Grieco il terremoto nel capoluogo abruzzese "non era affatto imprevedibile, essendosi verificato in quello che viene definito periodo di ritorno, cioè nel lasso temporale di ripetizione di eventi previsto per l'area aquilana (325 anni dall'anno 1000)".
"Il vero discrimine per gli edifici crollati - ha quindi sottolineato -  non è consistito nella violenza del terremoto e dei relativi picchi di accelerazione, bensì nei vizi progettuali, nelle carenze costruttive, negli errati interventi di manutenzione che hanno caratterizzato".

Alla lettura della sentenza, il 16 febbraio scorso,  gli avvocati dei condannati annunciarono il ricorso in appello, mentre le parti civili annunciano un'azione civile contro la Regione Abruzzo, in quanto, come spiega Wania Della Vigna, avvocato che segue alcuni dei familiari delle vttime, è la Regione Abruzzo il titolare dell'immobile.

Al momento, ciò che ancora avanza della Casa dello Studente è sotto sequestro giudiziario, ma il Sindaco de L'Aquila Massimo Cialente qualche giorno fa ne ha annunciato la demolizione per questioni di sicurezza. Oggi Cialente, alla lettura delle motivazioni della sentenza, ha commentato: "Se la giustizia ha stabilito che ci sono delle colpe da parte dei tecnici è giusto che paghino".


red/pc