Drone (fonte foto: Heli Lab)

Catania, droni per salvare i migranti in mare: l'idea di una start up siciliana

Una start up di Catania ha presentato lunedì 23 gennaio a Milano il progetto "Heli mose" per ridurre i rischi in fase di soccorso preparando i migranti all'arrivo delle imbarcazioni e degli operatori e facilitare lo svolgimento degli interventi in emergenza.

Una start up specializzata in droni per aiutare gli sbarchi dei migranti che arrivano in Italia dal mare: è quello che è venuto in mente ai giovani di "Heli lab", start-up catanese nata un anno fa che si è specializzata nell'utilizzo dei dispositivi volanti e che ne ha proposta l'applicazione anche nelle fasi di salvataggio dei barconi. Dopo lo sviluppo nei campi dell'agricoltura, nel cinema e in diversi ambiti industriali, a Catania hanno pensato: perché non aiutare le vedette della Capitaneria di porto e i mezzi di soccorso nelle fasi di emergenza?
Alla base dell'idea lo studio delle tante immagini dei soccorsi trasmesse dalla televisione. Le esili barche, spesso sovraccariche di migranti, si sono più di una volta rovesciate all'arrivo dei mezzi di soccorso, anche a causa di comportamenti errati da parte delle persone ammassate e spaventate a bordo. Con il drone, dotato di telecamera e connesso a internet, è possibile registrare e trasmettere immagini, comunicare con le persone presenti sulla barca e fornire indicazioni di comportamento su come funzioneranno le operazioni di soccorso.
Il drone si trasforma così in una piattaforma di comunicazione che, volando, si avvicina alle imbarcazioni di fortuna senza spaventare i presenti, evitando i frequenti rovesciamenti e risparmiando enormi somme di denaro rispetto all'utilizzo degli elicotteri. Il progetto, sostenuto dal Parco Tecnologico di Lodi Science Park, è stato battezzato "Heli mose" ed è stato presentato il 23 gennaio a Milano nella sede comunale di Palazzo Marino.

Red/fu