Centro Italia, dopo il terremoto è la pioggia a far paura

Al sisma è seguita la fase emergenziale. Ma poi? Come se non bastassero le basse temperature, presto ci si metterà anche la pioggia. A rischio non solo le tendopoli, ma anche le case danneggiate. Ecco i primi provvedimenti. “Spero arrivino presto moduli abitativi" dice il sindaco di Arquata del Tronto

Nelle ultime ore, nei campi allestiti dalla Toscana a Musicchio e a Cornillo Nuovo dove si è stabilizzato tra 40 e 50 il numero delle persone ospitate nelle tende (la metà hanno più di 60 anni), i circa 70 volontari all'opera, di cui una quindicina a carattere esclusivamente sanitario, si sono messi al lavoro per limitare il più possibile gli effetti della pioggia sulla vita del campo. Le precipitazioni dei giorni scorsi hanno infatti mostrato quanto si faccia difficile la situazione quando il terreno si trasforma in fango. Un problema che nelle prossime settimane potrebbe rappresentare un grosso ostacolo.
Occorre infatti difendersi dalla pioggia. Non solo nei luoghi in cui si accolgono gli sfollati. C’è infatti chi pensa anche alle case lesionate. Una di queste protezioni la si attuerà con la copertura dei tetti danneggiati con teli. Un lavoro imponente fatto, appena possibile, per difendere la staticità delle case già lesionate dalle infiltrazioni d'acqua piovana.
E' un momento ancora successivo, ma si comincia a pensare anche alle contromisure di tutela del patrimonio abitativo. La fase attuale è quella dell'organizzazione dei servizi e delle funzioni pubbliche - scuole, ambulatori, uffici postali... - e del recupero mirato, negli edifici, di beni materiali ad opera dei vigili del fuoco.
Sull'Appennino il freddo comincia a pungere prima che in pianura e presto cominceranno anche le piogge. Via dalle tende, ma dove? "Molti dormono in tenda o in roulotte, altri ancora in macchina. Presto però sarà freddo, pioverà, non potrà continuare. Spero che arrivino dei moduli abitativi e poi delle casette adeguate per viverci" ha detto il sindaco di Arquata del Tronto (Ascoli), Aleandro Petrucci, al neo-commissario Vasco Errani e al capo della protezione civile Fabrizio Curcio.

red/gt