fonte foto: ECMWF

Centro meteo Ecmwf: al via i sopralluoghi a Bologna per il nuovo data center

"Siamo pronti a investire le risorse necessarie e dare tutto il supporto che occorre, perché la presenza di questo centro è strategica e completa una visione politica di impegno sui cambiamenti climatici". Così il ministro per l'Ambiente Gian Luca Galletti rivolgendosi alla delegazione del Centro europeo ECMWF in visita da ieri a Bologna per la scelta della nuova sede per il data center

Hanno avuto inizio ieri sopralluoghi per la scelta della nuova sede destinata a ospitare il data center del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf). Il centro, il cui acronimo è ECMWF (European Center Medium Weather Forecast), è un'organizzazione intergovernativa con sede a Reading (UK), sostenuta da 20 Stati membri europei e 14 Stati cooperativi. E' uno dei maggiori complessi di supercomputer in Europa, collegato  ai sistemi informatici dei servizi meteo nazionali degli stati sostenitori da linee di telecomunicazione ad alta velocità. Il sistema informatico del Centro contiene il più grande archivio al mondo di dati numerici di previsione del tempo. Attualmente il centro è alla ricerca di soluzioni per ricollocare il proprio data center.
Il governo italiano ha quindi proposto di collocare il
data center dell'Ecmwf presso il Tecnopolo di Bologna (ex manifattura Tabacchi), un'area di proprietà della Regione Emilia-Romagna dove  un edificio, attualmente in ristrutturazione, già destinato dal Comune a ospitare le organizzazioni di ricerca e innovazione. Il progetto italiano  prevede la realizzazione di un data center, una sede moderna ed efficiente dal punto di vista energetico, in grado di ospitare i super computer dell'Ecmwf e le relative attrezzature connesse, con infrastrutture logistiche di alto livello, in un ambiente scientifico innovativo correlato a una comunità di ricerca competitiva, stimolante e appassionante come quella bolognese. La decisione sulla sede che ospiterà il nuovo data center verrà presa nel febbraio 2017, dopo che l'Ecmwf avrà scelto tra le proposte presentate dai Paesi membri.

E ieri,
21 novembre, una delegazione dell'EMSWF in visita per valutare il progetto italiano, è stata ricevuta a Bologna dal ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, dagli assessori regionali Patrizio Bianchi (politiche europee, scuola e ricerca) e Palma Costi (attività prodittive), dal vice sindaco di Bologna Marilena Pillati e dal rettore dell'Università di Bologna Francesco Ubertini.

"Questa operazione - ha assicurato il ministro Galletti - è fortemente voluta dal Governo e da tutti i livelli istituzionali, Regione, Comune, università e centri di ricerca. Siamo pronti a investire le risorse necessarie e dare tutto il supporto che occorre, perché la presenza di questo centro è per noi strategica e completa una visione politica di impegno sui cambiamenti climatici".
L'assessore Bianchi ha poi fatto presente alla delegazione che il territorio regionale emiliano romagnolo ospita il 70% della capacità di calcolo e di storage nazionale, grazie alla presenza di Cineca (Consorzio Interuniversitario formato da 70 università italiane, 6 enti di ricerca Nazionali e  MIUR) e Infn - Istituto nazionale di Fisica nucleare, oltre a una delle più importanti comunità europee sul tema di big data, con oltre 1.700 ricercatori coinvolti. A ciò si aggiunge il lavoro di Aster, l'agenzia regionale per l'innovazione e il trasferimento tecnologico che ha operato per rafforzare questo sistema, ed infine la presenza dell'Università che rende il territorio ancor più attrattivo.

Alla delegazione in visita è stata presentata la situazione logistica di Bologna e della sede del Tecnopolo, dal punto di vista dei collegamenti con le direttrici nazionali ed europee stradali e ferroviarie e dell'aeroporto. L'area che verrebbe assegnata al Centro dati dell'Ecmwf è di 9 mila metri quadri, compresa la zona per le attrezzature computerizzate ad alta performance al piano terra e per gli uffici, disponibilità di spazi che potrà essere ulteriormente ampliata, con altri 6 mila metri quadri e con la possibilità di ospitare altre attività di ricerca correlate. Il progetto doterebbe il data center di una struttura efficiente e sostenibile dal punto di vista energetico e con una connessione di 100 giga byte al secondo.

red/pc