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Centro meteo Europeo: struttura pronta in 2 anni

Buontempo: “Bologna sarà capitale dei big data ambientali”

"Siamo all'inizio, abbiamo cominciato a posare le prime pietre. Tutto prosegue bene, secondo i programmi, e non vediamo al momento alcun contrattempo. Quindi, dovremmo avere il nuovo centro funzionale nel giro dei prossimi due anni".

Così Carlo Buontempo, climatologo del Centro europeo per le previsioni meteo a breve termine (Copernicus department), aggiorna i lavori nell'ambito del nuovo data center dell'Ecmwf, atteso entro il 2020 nell'area dell'ex manifattura tabacchi di Bologna. L'occasione per fare il punto dopo gli annunci di fine 2018 la offre un convegno di Nomisma oggi in strada Maggiore a Bologna su gestione delle acque tra big data, cambiamenti climatici e valorizzazione turistica, in presenza di Hera e consorzi di bonifica. E' stata però anche e soprattutto la prima uscita pubblica nazionale del nuovo centro meteo.

Puntualizza Buontempo a margine dei lavori: "Il centro europeo è già di avanguardia mondiale, siamo in questo campo molto davanti agli Usa o all'Asia. In prospettiva, avere il centro di calcolo a Bologna vuol dire che Bologna diventerà la capitale di questi big data nei capitoli ambiente e tecnologia, avere il super calcolatore qui farà chiaramente la differenza anche per il territorio".

Aggiunge l'esperto sull'essenza del nuovo centro Ecmwf, contestualizzando: "Al momento, il modello meteorologico genera 200 terabyte di dati al giorno, è un numero spaventoso. Noi, di questi diamo agli utenti 40 terabyte al giorno. Per gestire numeri del genere non basta avere un pc ma serve appunto un'infrastruttura come quella che verrà realizzata a Bologna, che possa gestire i big data complessivamente e renderli utili agli utenti. Non basterà più qualche grafico con x e y, occorre la capacità di gestire petabyte di dati in modo efficiente da cui tirar fuori informazioni necessarie, come fanno Google e Amazon", traduce Buontempo.

In sostanza, non basta piu' guardare alle serie storiche per predire i fenomeni futuri, a maggior ragione nell'era dei cambiamenti climatici. Per questo servono i big data e serve un centro come quello che sarà attivo a Bologna. "Storicamente- prosegue il climatologo- si è sempre guardato al passato per caratterizzare il rischio idroclimatico. Ora, lo sguardo al passato non basta più per rappresentare quello che ci aspetta: abbiamo bisogno di nuovi strumenti per analizzare presente e futuro".

Sull'attuale siccità, ad esempio, segnala Buontempo: "Ci sono scale temporali diverse. Al di là di quello che capiterà al 2050 o a fine secolo, quindi un orizzonte a largo respiro, abbiamo bisogno ora di gestire le risorse in modo più efficiente. E per farlo ci servono sia previsioni meteo di buon livello sia di previsioni climatiche, stagionali, sui prossimi mesi e ad esempio sulla prossima estate: entrambi questi aspetti sono nuovi strumenti, disponibili grazie ai servizi meteorologici, che hanno bisogno di grandi infrastrutture di calcolo come appunto- conclude Buontempo - quelle del nuovo centro europeo al tecnopolo di Bologna, nell'area dell'ex manifattura".

Red/cb
(Fonte:Dire)