Cesari, Oger: il terremoto
non uccide, uccidono i crolli

Si terrà domani a Ferrara un incontro aperto ai cittadini organizzato dall'ordine dei Geologi dell'Emilia Romagna su "Prevenzione e Riduzione del Rischio Sismico" a cui parteciperà il vertice del Consiglio Nazionale dei Geologi

"Non è il terremoto ad uccidere, ma il crollo dei fabbricati" così Gabriele Cesari, neo Presidente dell'Ordine dei Geologi dell'Emilia, introducendo l'evento in programma domani, venerdì 12 Aprile, a Ferrara.
A quasi un anno dal drammatico terremoto che il 20 e 29  maggio sconvolse l'Emilia,  i geologi saranno sui luoghi del sisma per confrontarsi , con il contributo dei cittadini, su "Prevenzione e Riduzione del Rischio Sismico"
L'incontro è organizzato dall'Ordine dei Geologi dell'Emilia Romagna e dalla Consulta Provinciale di Ferrara e vedrà la partecipazione di Gian Vito Graziano, Presidente del CNG - Consiglio Nazionale dei geologi - e del Vice  Presidente Vittorio D'Oriano (ore 9:30 - Sala Estense).
 
"E distanza di un anno dal terremoto - ha affermato Gabriele Cesari - viviamo oggi, ancora una volta, un'altra emergenza: le frane diffuse in gran parte della regione. Dall'incubo di Boschetto con una grande frana che sta ingoiando la Massese a Modena e anche a San Benedetto Val di Sambro  e Monghidoro (BO) dove abbiamo una frana impressionante".
Rischio idrogeologico e rischio sismico dunque: "Già nel 1993 - ha proseguito Cesari - proprio a Ferrara, i geologi posero l'attenzione sul rischio a cui il territorio è esposto".

"L'Emilia Romagna è però sulla strada giusta - ha dichiarato Paride Antolini, geologo romagnolo e Consigliere Nazionale -. E' l'unica regione ad avere un Servizio Geologico Regionale ed è tra le poche ad avere completato la cartografia. Sono i geologi a conoscere il territorio, la composizione del sottosuolo e soprattutto a poterne leggere la storia. A Ferrara sono ancora evidenti i segni del terremoto del 1570 riscontrabili in molti edifici di culto e storici.
 
Secondo il rapporto Cresme del 2010, in Emilia Romagna il 37,4% degli edifici scolastici e il 36,1% degli edifici ospedalieri sorgono in zone potenzialmente ad elevato rischio sismico nelle quali risiedono 1.308.443 persone e sono presenti 329.591 edifici fra  pubblici, privati, residenziali e non residenziali.

red/pc


(fonte: CNG)