Cesvot su 5 per mille: uno
scippo da 200mln di euro
ai danni del volontariato

Ancora una volta la legge di stabilità ha posto il tetto massimo di 400mln di € per il 5 per mille, indipendentemente da quanto effettivamente versato dai contribuenti. Dura la reazione del Cesvot, che parla di "ennesimo scippo ai danni del terzo settore"

"Gli italiani continuano a non esser liberi di versare il loro 5 per 1000 a sostegno delle associazioni impegnate ogni giorno nel sociale e al servizio dei più deboli. La Legge di Stabilità rappresenta l'ennesima mancanza di riconoscenza per tutto il mondo del volontariato e del terzo settore". Lo sostiene Federico Gelli Presidente del Cesvot - Centro Servizi per il volontariato Toscana -, deputato PD e membro della Commissione affari sociali, facendo riferimento al mancato abbattimento del tetto del 5 per mille destinato al sociale e che sarebbe dovuto essere inserito all'interno della Legge di Stabilità.
Come noto ogni cittadino italiano può, in sede di dichiarazione dei redditi, destinare il 5 per mille del proprio reddito Irpef a favore di una associazione o istituzione o ente operanti nel campo del volontariato dell'assistenza, o del sociale in genere. Ma non tutta la somma che i cittadini destinano alle associazioni viene poi effettivamente distribuita: infatti nel caso
le somme complessive delle scelte operate dai contribuenti risultino superiori al tetto previsto dalla legge di stabilità, l’Agenzia  delle Entrate,  su richiesta del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, provvede a rimodulare la ripartizione degli importi spettanti sulla base delle effettive disponibilità.

il 27 dicembre 2013 il Parlamento ha definitivamente approvato la legge di stabilità per il 2014 (Legge 27 dicembre 2013, n. 147), nella quale, anche per quest'anno viene confermato (comma 205) lo stanziamento di 400 milioni per il 5 per mille. Ciò significa che anche quest'anno le associazioni destinatarie del 5 per mille non riceveranno l’intero ammontare devoluto, ma solo una cifra complessiva pari a 400 milioni. Nel 2011, ad esempio, i contribuenti avevano scelto di devolvere tramite il 5 per mille quasi 490 milioni  a fronte di circa 400 che sono stati poi effettivamente destinati alle associazioni.

"A nulla sono serviti i nostri sforzi e il lavoro delle Commissioni per dare al volontariato quello che gli spetta - ha proseguito Gelli - e cioè l'intera somma provento della scelta di milioni di persone di destinare parte del proprio reddito a quelle associazioni che ogni giorno sul territorio lavorano al servizio della comunità. Il tetto previsto nel 5 per mille negli ultimi 3 anni ha portato ad uno 'scippo' ai danni del terzo settore di 200 milioni di euro. Una scelta che rappresenta un vero e proprio autogol visto che spesso molti servizi che dovrebbero essere garantiti, e pagati, dal servizio pubblico sono svolti gratuitamente da donne e uomini che hanno fatto del volontariato e dell'aiuto al prossimo un motivo di vita. Basti pensare - prosegue il Presidente del Cesvot - all'assistenza degli anziani non autosufficienti, alle persone disabili, ai senzatetto e l'elenco potrebbe essere lungo. A tutte queste persone lo Stato dovrebbe garantire il massimo sostegno possibile perché senza di loro l'intero sistema assistenziale italiano si bloccherebbe. Invece si volta dall'altra parte, trattiene quanto di diritto alle associazioni e, cosa ancora più grave, persevera nell'ignorare il ruolo svolto dall'associazionismo. Non siamo qui a chiedere un aiuto di Stato, ma di dare la possibilità ai cittadini di sostenere le associazioni. Continueremo la nostra battaglia in Parlamento facendoci forza delle raccomandazioni proposte dalla Corte dei Conti per la stabilizzazione dell'istituto del 5 per mille compreso l'abrogazione del tetto, e insieme ad un gruppo di parlamentari abbiamo depositato lo scorso 10 gennaio un'interpellanza urgente al Presidente del Consiglio e al Ministro dell'Economia. Siamo ancora in attesa di una risposta - conclude Gelli - e continueremo a lavorare senza sosta per eliminare per sempre questa anomalia italiana".

red/pc