CIPE: 679,7 milioni di euro
per il rischio idrogeologico

Il CIPE sblocca risorse per il contrasto del rischio idrogeologico in sette regioni del Mezzogiorno e per la difesa della viabilità e del suolo in montagna

Tra le priorità che si è dato il CIPE, Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, nel corso della seduta di ieri 20 gennaio, spiccano il Mezzogiorno, le infrastrutture, l'edilizia abitativa e scolastica, il risanamento ambientale, la conferna del finanziamento del Fondo Sviluppo e Coesione.
Il CIPE quindi ha assunto ieri importanti decisioni sul fronte della riqualificazione e dell'accelerazione della spesa di quattro settori-chiave per lo sviluppo del Paese, fra i quali il contrasto del rischio idro-geologico.
Come si legge infatti in una nota di Palazzo Chigi "ampi territori del nostro Mezzogiorno, attualmente minacciati da rischi di calamità naturali, saranno infatti resi di nuovo pienamente fruibili ed i cittadini potranno presto riappropriarsene".

"Questo sarà possibile - illustra la nota - grazie alla delibera "frane e versanti" approvata in data 20 gennaio dal Cipe, che finanzierà con 679,7 milioni di euro (di cui 352 milioni messi a disposizione dalle Regioni sui Programmi attuativi regionali e 262 milioni attraverso i Programmi attuativi interregionali) la realizzazione di 518 interventi identificati tra il 2010 e il 2011 attraverso un processo di leale collaborazione tra le sette Regioni del Sud interessate, il Ministero per l'Ambiente e la Coesione Territoriale. Le sette Regioni del Mezzogiorno che beneficeranno degli interventi saranno Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia"

"Sbloccati dal Cipe anche 39 milioni di euro per il Fondo nazionale per la montagna per interventi di viabilità e difesa del suolo e 15 milioni di euro per la compensazione dei territori che ospitano centrali nucleari dismesse e impianti del ciclo combustibile nucleare".

red/pc


fonte: Presidenza del Consiglio dei Ministri