Città resilienti, a settembre
un incontro a Matera

Si riuniranno a Matera a settembre, per la prima volta in Italia, le 52 città italiane che hanno aderito al protocollo dell'Onu 'Making Cities Resilient'. Lo ha annunciato l'assessore lucano Luca Braia, che propone che la resilienza si espliciti attraverso regole condivise con le comunità locali

"Coinvolgere direttamente le amministrazioni comunali in un progetto di caratura mondiale come quello promosso dall'Onu su "Making Cities Resilient", per favorire l'applicazione a livello locale del generale principio di urbanizzazione sostenibile, quale modalità per ridurre l'effetto degli eventi disastrosi, attraverso il tema della resilienza territoriale". Così Luca Braia, assessore regionale alle Infrastrutture della Basilicata,  nel corso di un incontro svoltosi ieri a Potenza con i sindaci e le strutture tecniche comunali per fare il punto sullo stato di attuazione dei piani comunali di Protezione civile e discutere di come progettare città resilienti. In base ai dati recenti (aggiornamento del 04/07/12), in Basilicata 120 Comuni su 131 (pari al 92%) dispongono del piano comunale di emergenza.

"L'obiettivo - ha spiegato Braia - è immettersi in un percorso decisionale che porta i territori a divenire più resistenti agli effetti dei disastri naturali e avere la capacità di rigenerarsi anche in modo più efficiente. Investire sull'attività di prevenzione è più conveniente che investire sul fronte dell'emergenza. Si tratta - ha continuato - di un percorso di condivisione con le comunità locali attraverso l'adozione di un decalogo di dieci regole da approvare magari anche attraverso un atto politico in Consiglio comunale (non obbligatorio) e, di adeguare le politiche di gestione, edificazione e riqualificazione urbana ai principi della sostenibilità. Se di queste dieci regole ne sono rispettate almeno cinque all'anno allora significa che le città possono candidarsi ad essere città modello. Così nasce una sorta di competizione virtuosa tra i territori per poter nel tempo mettere insieme azioni che rendono un territorio più resistente. Aderire al progetto - ha precisato - non significa sottoscrivere solo un atto formale, ma assumere impegni verso la comunità che si amministra ed accogliere una sfida per città più sicure".

Durante l'iniziativa l'Assessore ha annunciato che a fine settembre è in programma l'organizzazione, per la prima volta in Italia, di un incontro a Matera con le 52 città italiane che hanno aderito al programma Onu (di queste venti sono ad oggi i comuni lucani *) per un tavolo di confronto di livello internazionale.

"L'obiettivo - ha affermato - è di portare in quell'occasione una delegazione lucana più folta di amministrazioni che vi hanno aderito. Come Dipartimento stiamo già agendo sull'aspetto formativo, sulla messa in sicurezza del territorio e degli edifici strategici, nel prossimo futuro è in programma un importante piano di riparto sulla mitigazione del rischio in ambito di edilizia scolastica, sulla messa in sicurezza degli edifici strategici come gli ospedali e lo studio sulla microzonazione sismica. Bisogna condividere ed accelerare tutti insieme il percorso verso una Basilicata più virtuosa e diversa".


red/pc


(fonte: regione Basilicata /DPC)


(*) I Comuni lucani che ad oggi hanno aderito al protocollo delle città resilienti sono: Avigliano, Banzi, Colobraro, Fardella, Forenza, Genzano di Lucania, Grassano, Guardia Perticara, Maratea, Marsico Nuovo, Montescaglioso, Muro Lucano, Roccanova, Rotondella, Salandra, San Costantino Albanese, Scanzano Jonico, Terranova di Pollino, Tolve, Tursi e Viggiano.