Il Presidente della P.A di Bolzano L.Durnwalder in visita a Civil Protect 2011

Civil Protect 2013: punto di incontro per il mondo dell'emergenza

Mancano circa 20 giorni dall'inizio della 4° edizione di Civil Protect Bolzano 2013: un'intervista ce ne anticipa novità, progetti, temi e aspirazioni

Intervista a Fabio Da Col, Responsabile Commerciale e Project Manager di CIVIL PROTECT 2013, fiera specializzata per protezione civile, antincendio, emergenza, in programma a Bolzano da venerdì 22 a domenica 24 marzo 2013

Dott. Da Col, a breve avrà inizio la quarta edizione di Civil Protect: innanzitutto quali sono le novità di quest'anno?

"Civil Protect 2013 si presenta quest'anno fitta di convegni e congressi, molti di più delle precedenti edizioni e ospiterà numerose aziende sia dall'Italia sia dall'estero. Contiamo espositori da Francia, Russia, Germania, Austria, Svizzera. Saranno esposti tanti prodotti e tecnologie per i nuclei di protezione civile, i vigili del fuoco e le organizzazioni di emergenza. Il programma dei convegni offre spunti di grande interesse per le istituzioni pubbliche, concentrandosi sulle tecnologie di comunicazione e sul rischio idraulico, uno dei principali fattori di rischio del nostro paese, e darà particolare risalto anche al trattamento del trauma e dalla medicina d'urgenza".

Può darci qualche anticipazione sui contenuti dei convegni, a chi si rivolgono?
"Il congresso internazionale di Civil Protect che si terrà il 22 marzo, in apertura di evento, si rivolge  soprattutto alle Itituzioni, trattando i temi importanti della comunicazione e del rischio idraulico e vedrà  la partecipazione di numerose regioni oltre all'Alto Adige, tra cui il Friuli Venezia Giulia e l'Emilia Romagna. Il giorno successivo, 23 marzo, il congresso riguarderà il soccorso sanitario e affronterà temi quali il trattamento del politrauma, il management delle vie aeree e il trattamento preclinico di diverse tipologie di trauma. Ricordo che la partecipazione è gratuita, è sufficiente registrarsi nella sezione apposita del sito www.civilprotect.it, dove è anche possibile scaricare un biglietto d'ingresso gratuito alla fiera".

La prima edizione di Civil Protect si è svolta nel 2007: quali le sostanziali differenze nell'offerta espositiva rispetto alle precedenti edizioni?
"Innanzitutto l'evento è cresciuto nelle dimensioni e nella qualità dell'esposizione. In questi anni abbiamo sviluppato contatti importanti nel settore e possiamo presentare oggi una fiera di livello e un programma di convegni ampio e qualificato che vede oltre al nostro congresso, numerosi altri eventi formativi organizzati da importanti istituzioni e associazioni del settore. Inoltre abbiamo la presenza in fiera di tante Istituzioni, segno che la manifestazione è divenuta un importante punto di incontro per il settore dell'emergenza".

Il vostro è un pubblico prevalentemente specializzato o anche il 'cittadino comune' visita manifestazioni dedicate all'emergenza? Avete un quadro della tipologia dei vostri visitatori?
"La maggior parte del pubblico di Civil Protect (circa il 90%) è costituito da operatori specializzati delle Istituzioni dell'emergenza e del mondo del volontariato. Grande affluenza anche dei nuclei di protezione civile e dal settore dell'anticendio ed è in crescita anche la presenza del soccorso sanitario. Il 'cittadino comune' naturalmente è il benvenuto all'evento e riteniamo che ciò sia di importanza strategica affinché possa comprendere ed apprezzare a fondo il grande lavoro svolto da chi interviene nelle situazioni di calamità e di emergenza".

Negli anni scorsi era stata manifestata la volontà di creare una sinergia tra fiere di settore, tant'è che Civil Protect e Reas di Montichiari si presentavano come "Sistema fiere": come procede questo progetto? Che cosa rappresenta oggi il "sistema fiere" e quale ruolo intende avere nel mondo dell'emergenza e della protezione civile?
"Il Centro Fiera di Montichiari, organizzatore di Reas ha attivato di recente una nuova collaborazione con la fiera Interschutz che si terrà ad Hannover nel 2015, ma i nostri rapporti con il Reas di Montichiari restano ottimi e di fatto continueremo a darci una mano a vicenda. Anche loro saranno presenti a Civil Protect con un'area espositiva e abbiamo già programmato di essere presenti anche noi al Reas a ottobre di quest'anno. Durante la collaborazione di questi anni si è instaurato un bel rapporto anche di amicizia e, in un settore di forte competizione come quello fieristico, siamo orgogliosi di aver fornito un esempio che ci sono anche altre strade da percorrere".

Lei crede che il 2012, particolarmente funestato da grandi eventi calamitosi, abbia aperto alla cultura della protezione civile e della prevenzione un maggior numero di cittadini?
"Senz'altro eventi come quelli del 2012 lasciano il segno nella popolazione e contribuiscono a sviluppare una sensibilità particolare verso la prevenzione e il lavoro svolto dagli operatori e volontari di protezione civile. Ancora una volta si è visto il grande valore di un patrimonio unico di cui disponiamo e che fa parte del "dna" di noi italiani. L'augurio è che questo messaggio venga recepito anche dalle giovani generazioni e che queste continuino un impegno che appartiene alla tradizione e alla cultura del nostro paese".

L'Alto Adige vanta una lunga e radicata tradizione di volontariato nel mondo della protezione civile, settore ora più che mai in evoluzione: dal vostro punto di vista come e in che direzione sta cambiando?
"In alto Adige c'è una forte volontà da parte del privato cittadino a rendersi disponibile ed adoperarsi per il bene comune, partecipando alle varie associazioni territoriali: il sistema dei vigili del fuoco volontari, ad esempio, con oltre 13.000 iscritti su una popolazione di poco più di 500.000 abitanti viene considerato a livello nazionale un esempio assoluto. Ma posso menzionare anche altri settori dove l'atteggiamento positivo verso il prossimo viene esercitato in maniera esemplare come il CNSAS (Soccorso alpino e speleologico), la Croce Bianca, la Croce Rossa e altri. Dall'altra parte osserviamo che anche a livello nazionale prende sempre più piede questa volontà di adoperarsi per il prossimo in situazioni di emergenza, e le associazioni di protezione civile e di soccorso in Italia sono sempre più qualificate. Questo positivo sviluppo incontra però alcune difficoltà legate, da un lato, alla reperibilità di fondi e a normative non sempre all'altezza, e dall'altro dalla tendenza generale del cittadino di voler sempre trovare, anche per tutto ciò che accade accidentalmente, un responsabile. Mi spiego: se questa attitudine della ricerca del colpevole a tutti i costi prendesse il sopravvento, il rischio è che nessuno voglia più saperne di fare il volontario per paura di doversi assumere responsabilità che non gli competono".

Voi come organizzatori di questa manifestazione di settore, vi sentite coinvolti nella diffusione della cultura della prevenzione e della protezione civile? In che modo?
"Assolutamente sì! Nonostante la fiera si rivolga principalmente agli operatori, ci consideriamo una piattaforma informativa e formativa di supporto per il settore della protezione civile. Vogliamo essere un punto di incontro per le tante associazioni e nuclei e uno dei nostri obiettivi per i prossimi anni è coinvolgere sempre più il mondo dei giovani per dar loro la possibilità di conoscere ed entrare nel mondo della protezione civile e nelle associazioni di volontariato".


Patrizia Calzolari