Clima, foreste e Kyoto bis
sul tavolo a Cancún

Ultimo giorno di lavori della sedicesima Conferenza Onu sul clima: al centro delle discussioni i fondi per il clima, la tutela delle foreste e la possibilità di realizzare un Kyoto bis

Si chiudono oggi i lavori della sedicesima Conferenza Onu sul clima, in svolgimento a Cancún, in Messico, dal 30 novembre. Queste sono infatti le ultime ore di negoziati per arrivare ad un accordo tra le Nazioni da sottoporre all'assemblea plenaria per l'approvazione. Al centro delle discussioni tra i quasi 200 Paesi partecipanti ci sono la finanza per il clima, i progetti su deforestazione e degradazione forestale e la possibilità di realizzare un Kyoto bis, cioè un secondo periodo di impegni di mitigazione dopo la scadenza del Protocollo di Kyoto nel 2012.
 
Ed è proprio questa la questione più spinosa, soprattutto perché alcuni Paesi, tra cui Cina, Brasile e Sudafrica, contrapponendo il proprio sviluppo economico alle esigenze ambientali globali, ritengono che il trattato non sia più negoziabile. L'unica piccola apertura è arrivata dall'India, che si è detta disponibile al dialogo per un accordo internazionale con limiti di emissione vincolanti per tutti. L'auspicio è che non vengano fatti passi indietro: "Siamo in una fase molto delicata" - ha spiegato Alberto Zoratti, responsabile clima di Fair, organizzazione equosolidale italiana - "Il protocollo di Kyoto, strumento globale di lotta al cambiamento climatico, rischia di essere indebolito da un accordo di basso livello".

Il vertice rischia quindi di non produrre nessun nuovo accordo vincolante in termini di obblighi di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, ma potrebbero essere fatti passi avanti per quanto riguarda gli aiuti economici ai Paesi più poveri per fronteggiare gli effetti negativi dei cambiamenti climatici. I finanziamenti per i Paesi in via di sviluppo minacciati dal riscaldamento globale (30 miliardi di dollari l'anno entro il 2012) sono ormai considerati un punto fermo, mentre è ancora sul tavolo il fondo da 100 miliardi di dollari l'anno fino al 2020. Qualche novità anche per quel che riguarda le foreste: si parla infatti di un fondo da 5-6 miliardi di dollari dal 2010 al 2012 e di interventi per impedire la deforestazione, per coprire un terzo dell'obiettivo del 40-50% di riduzione di CO2 entro il 2050.

Manca poco quindi al temine della Conferenza, ma Christiana Figueres, segretaria esecutiva della Convenzione Onu sul clima, è comunque ottimista e giudica alla portata del vertice il raggiungimento di un "pacchetto equilibrato" di decisioni, che assicuri la conferma degli impegni di Copenaghen e l'apertura verso il Kyoto bis.



Elisabetta Bosi