(Fonte foto: Pixabay)

Clima, uno studio rivela: "le temperature in Italia seguono una nuova legge"

I record estremi di caldo e freddo, come calcolato in una ricerca del Cnr-Iia, non seguirebbero più l'andamento di un clima costante, ma sarebbero dovuti a una nuova legge di comportamento

L’Italia si sta riscaldando in termini di temperature medie annuali. Ma ciò che tutti noi percepiamo non è il riscaldamento medio, bensì gli estremi di caldo (o di freddo). Non è un caso che sui media si senta spesso parlare del superamento di nuovi record di temperatura. Ma questi eventi estremi sono effettivamente aumentati rispetto al passato? Solo la climatologia, che si basa su analisi statistiche delle misure meteorologiche, può dare un’informazione affidabile. Antonello Pasini, ricercatore dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iia), è coautore di uno studio al riguardo, condotto con Stefano Amendola, dottorando in fisica dell’Università di Roma Tre, e altri colleghi, pubblicato sull’International Journal of Climatology.

“È interessante analizzare l’andamento dei record storici, cioè di quelle temperature estreme che non sono mai state registrate prima”, spiega Pasini: “in particolare, l’andamento dei record delle temperature medie mensili nel corso degli anni ci può dare informazioni sulle variazioni dell’impatto di lunghe ondate di caldo o di freddo”.

In questo studio i ricercatori si sono chiesti: il numero dei nuovi record di caldo e di freddo in Italia segue ancora il normale comportamento degli estremi in un clima costante?. Oppure questo comportamento è effettivamente cambiato, e segue ora una legge diversa?”

Analizzando con un metodo innovativo i dati di 54 stazioni italiane nel periodo 1961-2016, gli autori hanno estratto le informazioni della variabilità di temperatura nel ventennio 1961-1980. Utilizzato una tecnica numerica probabilistica, nota come metodo Monte Carlo, i ricercatori hanno calcolato il numero di record mensili di caldo e freddo che si sarebbero registrati dal 1981 in poi se non fossero cambiate le condizioni di temperatura e variabilità. Se davvero il clima è rimasto costante, questi andamenti estremi sono rimasti nella media?

“Una volta confrontati questi andamenti con i dati osservati realmente abbiamo trovato che, specialmente in estate, il numero di nuovi record di caldo ha superato abbondantemente quelli attesi in un regime di clima costante”. Rispetto allo scenario ipotizzato, quindi, ci sono state lunghe ondate di calore, più frequenti e più intense. La frequenza dei nuovi record di freddo va invece calando, specie dagli anni '90”, conclude Pasini.

La conclusione quindi è che “siamo in presenza di una nuova legge di comportamento di questi eventi estremi e di una netta deriva climatica, ben al di là della variabilità naturale del clima italiano. In particolare, dobbiamo aspettarci tempi di ritorno molto più brevi per i record di caldo e un po’ più lunghi per quelli di freddo”.

red/gp

(Fonte: CNR)