CNSAS Veneto_Esercitazoine Spluga

CNSAS: addestramento costante. A -550 mt o in forra

Allenamento, formazione, coordinamento  e aggiornamento costante sono strumenti indispensabili per chi dedica la propria vita al soccorso delle vite altrui

A partire da domani sera, venerdì 24 maggio, fino a domenica mattina, 26 maggio, una quarantina di speleologi del CNSAS - Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico si alterneranno in un addestramento all'interno della Spluga della Preta (abisso carsico nel territorio del Comune di Sant'Anna d'Alfaedo, VR), fra i più conosciuti al mondo.  Lì gli speleologi porteranno a termine la simulazione di due interventi di recupero a diverse quote.
"Per la prima volta in questa grotta - si legge in  una nota del CNSAS Veneto -, una delle simulazioni, il soccorso a una persona sfinita dalla stanchezza, partirà alla profondità di -550 metri dove si trova il pozzo Chiodo. La seconda emergenza ipotizzata sarà il trasporto di un ferito in barella, da quota -400 fino all'uscita".

All'esterno dell'abisso, che si sviluppa dentro il Corno d'Aquilio sotto i monti Lessini, sarà posto il campo base da cui saranno coordinate le operazioni. Visto l'elevato afflusso di appassionati, per facilitare le comunicazioni all'interno della Spluga della Preta è già stato posizionato un cavo telefonico fisso che raggiunge i -250 metri circa di profondità. Se le condizioni meteorologiche non dovessero garantire le condizioni di sicurezza per gli operatori, l'esercitazione sarà rinviata.


E sempre nell'ambito gli addestramenti periodici, importantissimo elemento della della formazione dei soccorritori, nello scorso week end, 
sabato 18 e domenica 19 maggio 2013, il Servizio Regionale CNSAS Umbria ha organizzato un'esercitazione in forra, a cui hanno partecipato ben cinque Servizi Regionali del Cnsas (Abruzzo, Campania, Lazio, Molise ed Umbria).
Il soccorso in forra, è un'operazione piuttosto complessa e difficoltosa:  "La forra - spiega un addetto del CNSAS molisano - è una gola, una sorta di canyon, stretto e ripido, dovuto ad erosione, sul fondo della quale scorre di solito un corso d'acqua. In alcuni periodi dell'anno, il rivolo può aumentare in maniera considerevole la portata d'acqua, rendendo la percorribilità dell'orrido particolarmente difficile. Il soccorso potrebbe interessare gruppi di escursionisti che, ormai sempre più numerosi, percorrono di frequente le nostre montagne".

Sabato 18 l'esercitazione si è svolta  presso la Forra S. Michele ( Parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise, comune di Castel S. Vincenzo) e domenica 19 nella Gola di S. Nicola, che confluisce nella Forra del Quirino ( comune di Guardiaregia) in provincia di Campobasso.

"Oltre alla valenza didattica ed all'addestramento tecnico - illustra un comunicato del CNSAS Molise -  l'esercitazione era finalizzata a verificare, come un vero e proprio test, l'efficienza dei diversi Servizi Regionali coinvolti ed il lavoro svolto finora, in particolare nelle Regioni del Centro Sud, sul cosiddetto "soccorso forra", non soltanto da un punto di vista tecnico, ma anche sul piano sanitario, organizzativo e gestionale".

"L'obiettivo - prosegue il comunicato - è stato principalmente quello di tarare le procedure d'intervento sulla base di esperienze passate. Inoltre, si cerca di stimolare e di promuovere un approccio medicalizzato in zone impervie, che veda la componente tecnica e quella sanitaria lavorare costantemente in sinergia. Il protocollo attualmente operativo è finalizzato ad ammortizzare il più possibile i tempi morti dell'intervento".



red/pc


(fonte: CNSAS Veneto - CNSAS Molise)