Fonte Cnsas

Cnsas: Gli interventi degli ultimi giorni

I tecnici del Soccorso alpino hanno salvato una comitiva bloccata in un rifugio ad Imperia. Sul monte Cavallo, in provincia di Pordenone si è alzato in volo anche un elicottero militare con visione notturna per salvare quattro escursionisti che hanno richiesto aiuto. Elisoccorso in azione anche nel modenese per una donna caduta sulla via Ducale

Brutta avventura per una comitiva di giovani sul monte Saccarello in Provincia di Imperia. Ci sono voluti due giorni ai tecnici del soccorso alpino della Liguria per riportare un gruppo di 7 ragazzi a valle. I giovani erano saliti sulla cima lo scorso 5 gennaio senza l'equipaggiamento adatto dalla località Monesi in direzione del rifugio, quando si sono resi conto che il rientro sarebbe stato troppo rischioso ed hanno richiesto il supporto dei tecnici del Cnsas. I ragazzi hanno così trascorso la notte presso il rifugio e una volta raggiunti dal gruppo dei tecnici soccorritori gli sono stati forniti ramponi imbrago e tutto il necessario per poter rientrare in sicurezza lungo il sentiero. Nel pomeriggio del 6 gennaio le 4 ragazze e i 3 ragazzi sono quindi arrivati alle loro auto a Monesi (IM) per il rientro a casa.

Nelle stesse ore ma in Friuli Venezia Giulia, precisamente sul Cimon del Cavallo ad Aviano, provincia di Pordenone, quattro escursionisti hanno chiesto aiuto intorno alle 17.30 al NUE112 mentre stavano scendendo dalla Cresta del Monte Cavallo. Per recuperarli però, in questo caso è intervenuto anche l’elicottero militare UH90 del 5° Reggimento AVES "Rigel" di Casarsa della Delizia che, operando con i sistemi di visione notturna, è riuscito, con tre rotazioni e con l'aiuto dei tecnici del Soccorso Alpino presenti a bordo e calati sulla cresta con il verricello, a portare in salvo tutti, in primis il giovane del 1995 di Aviano, che presentava sintomi di congelamento agli arti e leggera ipotermia, condizioni confermate dopo la visita del medico del Soccorso Alpino presso l'ambulanza del 118 al campo base, che lo ha condotto poi all'ospedale di Pordenone per ulteriori controlli. Il ragazzo era inizialmente in compagnia di altri due amici che durante la salita avevano deciso di ritornare indietro, mentre lui ha voluto proseguire da solo verso la cima. Il ragazzo, seppur attrezzato con ramponi, si è trovato in difficoltà e ad accorgersene sono stati altri tre escursionisti, tutti pordenonesi, che per un tratto hanno deciso di stargli vicino durante la discesa finché hanno capito che, visto l'approssimarsi del tramonto e il terreno non banale, era il caso di chiedere ulteriore aiuto. Gli escursionisti recuperati sono stati in tutto sei perché  i due compagni del ragazzo in difficoltà hanno deciso di unirsi ai soccorritori del Soccorso Alpino e Speleologico - in totale quattordici uomini delle stazioni di Maniago e Pordenone del Soccorso Alpino e Speleologico FVG - che in gruppi di tre squadre inclusi alcuni Vigili del Fuoco, si sono recati a piedi fino alla quota di 2000 metri circa per dare supporto alle operazioni di salvataggio. Le operazioni si sono concluse positivamente con il rientro di tutti alla base poco dopo la mezzanotte. Sul posto l'ambulanza del 118 e i Carabinieri.

Ed è salva anche la 46enne toscana vittima di una brutta caduta mentre col marito e i due figli stava camminando sulla Via Ducale, nel territorio di Pievepelago (MO). L'incidente si è verificato verso le 15 e 30 in un punto dove lungo il sentiero erano ancora presenti tratti di neve ghiacciata, la donna è scivolata: il piede destro le si è girato all'indietro e cadendo ha riportato la probabile frattura di tibia e perone.  In assenza di copertura telefonica, il marito ha dovuto percorrere quasi 4 km per trovare segnale e dare l'allarme, ma la telefonata si è interrotta e ai soccorritori sono rimaste solo informazioni parziali sul luogo. Si sono così attivati in forze i tecnici del Saer Cimone insieme a un collega del Sast toscano e a quelli del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, di stanza all'Abetone: percorrendo tutta la Via Ducale da Casa Coppi sono arrivati dritti al punto dell'incidente, poco distante dal valico di Foce a Giovo. La donna, oltre ad accusare fortissimi dolori, era in condizioni di ipotermia, a quota 1.200 metri. È stato quindi mobilitato l'elisoccorso, sul posto con il Pegaso 3 di Massa Carrara., su cui i tecnici hanno caricato l'infortunata dopo averla trasportata per 500 metri circa in barella. È stata quindi condotta in ospedale, con un trauma importante ma senza pericolo di vita. 

Red/cb
(Fonte: Cnsas Liguria, Cnsas Fvg, Saer)