Codice rosa: dalla Toscana
un'iniziativa vincente

Iniziata nel 2010, l'iniziativa della Regione Toscnana 'Codice Rosa' prevede, presso i pronto soccorso delle Asl, un percorso di accoglienza per le tutte le vittime di maltrattamenti, oltre a 'sentinelle' sul territorio addestrate a riconoscere le possibili vittime

E' partita nel 2010 a Grosseto e, dall'inizio del 2012, la sperimentazione si è allargata a Prato, Arezzo, Lucca e Viareggio e si entenderà progressivamente a tutti i pronto soccorso della Toscana:si tratta del "codice rosa", un percorso di accoglienza riservato alle vittime di violenza, donne, ma non solo, anche bambini, anziani, omosessuali, immigrati.

Dal suo avvio, il "codice rosa" ha prestato assistenza a circa 1.000 vittime di violenza, grazie al lavoro di una "task force multidisciplinare" composta da personale sanitario, magistrati, forze dell'ordine, che si attivano su ogni singolo caso al momento in cui si verifica l'episodio di violenza.

Ieri l'Assessore al Diritto alla salute della Regione Toscana, Daniela Scaramuccia presentando i primi risultati della della sperimentazione, ha affermato di aver creduto in questo progetto sin dalla sua nascita a Grosseto e  di voler estendere l'esperienza ad altre Asl. "Ora, con un effetto domino inarrestabile - ha dichiarato Bramerini - il "codice rosa" sta contagiando tutte le aziende, riceviamo richieste da tutta la Toscana e d'accordo con la Procura valuteremo se estenderlo ad altri pronto soccorso. Il percorso rosa, quello che inizia appena la persona viene individuata come vittima di violenza, e l'accompagna poi nell'assistenza medica, psicologica, sociale, legale, è soprattutto un atteggiamento di fronte alle vittime, una rivoluzione culturale-professionale. Grazie al codice rosa, siamo riusciti a far emergere tanti casi di violenza che altrimenti sarebbero rimasti sommersi".

Protocollo siglato nel giugno 2011 dall'assessore Scaramuccia e dal Procuratore generale di Firenze Beniamino Deidda, con l'estensione della sperimentazione avviata nel 2010 a Grosseto ad altre 4 Asl (Arezzo, Lucca, Prato e Viareggio), il codice rosa prevede, nei pronto soccorso in cui è in funzione, un percorso riservato alle vittime di violenza, cui vengono immediatamente prestate cure mediche e sostegno psicologico, avviando contemporaneamente le indagini delle forze dell'ordine per identificare e perseguire gli autori delle violenze.
Gli operatori coinvolti hanno partecipato ad un primo corso di formazione in febbraio, di cui è prevista una seconda edizione a maggio 2012.

I risultati di codice rosa non si sono fatti attendere: oltre 800 i codici rosa attivati alla Asl 9 di Grosseto (con una media è di oltre 30 casi al mese, più di uno al giorno), 15 casi alla Asl 2 di Lucca, 39 casi alla Asl 4 di Prato, 38 alla Asl 8 di Arezzo e 2 alla Asl 12 di Viareggio dove codice rosa è partito a metà febbraio 2012.
I casi segnalati riguardano maltrattamenti, stalking, violenze, molestie e abusi, di cui sono stati vittime, nel 2011, il 75% di donne e il 25% di uomini. Per quanto rigurda le fasce di età si segnala un aumento dei casi relativi agli ultra65enni: 34 nel 2011, rispetto ai 15 casi del 2010.

"Nelle ultime settimane, - si legge in una nota della giunta regionale Toscana - praticamente tutte le Asl toscane e numerose Società della Salute hanno preso contatti con la task force del "codice rosa" di Grosseto, sia per "visitare" i luoghi del percorso rosa (stanza rosa nel pronto soccorso, Centro coordinamento vittime di violenza, ecc.), sia per avere supporto nella stesura delle procedure. Ed è molto probabile che entro la fine del 2012 il "codice rosa" sia una realtà in tutti i pronto soccorso della Toscana. Il progetto ha già varcato i confini regionali: per ora, sono interessate a replicare l'esperienza Sicilia, Puglia, Calabria, Veneto, Lazio".
Altro grande elemento di forza di cui si avvale questo progetto sono le cosiddette "sentinelle": 400 operatori socio-sanitari e amministrativi della Asl 9, 40 donne e uomini delle forze dell'ordine, 35 farmacisti e circa 80 insegnanti, insomma più di 500 persone addestrate a riconoscere le possibili vittime e a favorirne l'accesso ai servizi di aiuto presenti sul territorio.

Dall'esperienza del codice rosa è nato anche un libro "Codice rosa. Il magico effetto domino" (ed. Pacini), scritto da un giornalista, Giuseppe Meucci, con la collaborazione di Vittoria Doretti, medico della Asl 9, responsabile della task force del codice rosa di Grosseto, e Giuseppe Coniglio, sostituto Procuratore di Grosseto. Il libro racconta storie, riporta le testimonianze degli operatori, e dà conto dello spirito di squadra, della sinergia di risorse, della stretta integrazione tra istituzioni che caratterizza il prezioso lavoro della task force. L'effetto domino del titolo fa riferimento al circolo virtuoso che la task force mette in moto, sia "contagiando" tutti gli operatori che ne vengono a contatto, sia stimolando le vittime a denunciare, portando alla luce casi che altrimenti resterebbero sommersi. Il libro verrà presentato alla libreria Feltrinelli di Firenze, lunedì 12 marzo alle ore 17.30.




red/pc




fonte: uff. stampa Giunta regionale Toscana