Coldiretti: ''Dalle nutrie gravi danni agli argini''

"Non c'è dubbio che la proliferazione delle nutrie aggravi la situazione di dissesto idrogeologico": lo ribadisce oggi Coldiretti, che stima in 20 milioni di euro l'anno i danni provocati alle infrastrutture delle campagne da questo prolifico roditore

"La presenza delle nutrie in Italia è in continuo aumento così come i danni provocati nelle campagne alle infrastrutture come strade, canali ed argini con un impatto stimabile in 20 milioni di euro all'anno".
Uno studio effettuato dall' Università di Pavia sui danni all'agricoltura provocati dalla nutria parla di "una situazione critica per una specie che si è riprodotta in modo tale da avere un impatto negativo sulle colture e sulla stabilità idrogeologica del territorio". Sulla base di questo studio e con riferimento all'ultima ondata di maltempo con rottura di argini ed esondazioni, Coldiretti non ha dubbi: "La proliferazione delle nutrie ha aggravato una situazione di dissesto idrogeologico provocato dall'incuria. Le nutrie infatti, secondo lo studio dell'Università di Pavia, sono particolarmente dannose perchè creano le tane in prossimità di canali ed arginature scavando lunghe ed ampie gallerie provocando crolli ed esondazioni, dando origine a fenomeni di abbassamento delle strade poderali che, oltre a rendere difficoltosa e pericolosa il transito dei trattori, mettono in grave pericolo la sicurezza idraulica".

In Italia, la nutria, roditore originario dell’America Meridionale, è stata importata negli anni 30 allo scopo di allevamento quale animale da pelliccia (il cosiddetto ''castorino''). A partire soprattutto dagli anni 60, le nutrie fuggite dagli allevamenti o rilasciate dagli allevatori che chiudevano le attività, hanno colonizzato gli ambienti fluviali e le aree particolarmente ricche di corsi d'acqua e le zone agricole. La nutria è in grado di riprodursi durante tutto l’anno con una la media di due parti all’anno da ognuno dei quali nascono da 2 a 6 piccoli con un massimo di 10. L’abnorme presenza di famiglie di nutrie, che si nutrono dei germogli di piante erbacee ed arboree, e rasano i campi di cereali,  mette a serio rischio la produzione e la redditività delle imprese agricole locali.

red/pc

(fonte: Coldiretti)