Come gestire i rifiuti durante e dopo una catastrofe? La risposta della Regione Marche

Sgomberare e ripulire dai rifiuti durante e dopo un'emergenza richiede uno sforzo organizzativo notevole: la Regione Marche ha predisposto un apposito piano che verrà illustrato il 12 settembre a Senigallia in occasione del meeting AssoDIma. Intervista all'ing Susanna Balducci, relatrice al convegno

Le catastrofi naturali, terremoti, alluvioni, frane, valanghe, incendi, hanno come comune denominatore di essere altamente distruttive, per la vita umana, nel peggiore dei casi, e per tutto ciò che incontrano sul loro cammino. Nell'immediato post-emergenza, superato lo shock iniziale, quando, come di usa dire, "ci si rimbocca le maniche e si guarda avanti" si pone il problema di sgomberare e ripulire strade e proprietà da macerie di edifici, fango, alberi abbattuti, mobili e suppellettili inutilizzabili, carcasse di animali, auto distrutte.
Un lavoro imponente che necessita un'organizzazione precisa e a tutto tondo: la Regione Marche, sulla scorta dell'esperienza dell'alluvione del 2006 nell'anconetano, ha scelto di istituire, per lo smaltimento dei rifiuti prodotti, una specifica Funzione di supporto presso il Centro operativo del Comune maggiormente colpito, coordinata dalla Protezione Civile Regionale. Decisione che si è rivelata vincente e efficace anche in successive emergenze, come ad esempio l'alluvione di Senigallia del 2014.
Ed è proprio a Senigallia che il prossimo 12 settembre verrà illustrato il modello marchigiano di gestione dei rifiuti in emergenza: in occasione del 5° meeting AssoDima - Associazione nazionale Disaster Manager - nell'ambito della giornata dedicata ai seminari, è stato infatti organizzato il workshop "Gestione dei rifiuti in emergenza: il modello marchigiano" (ore 9 - 12.45), a cura dell'Ing. Susanna Balducci, responsabile "Pianificazione speciale e Sala operativa" e "Modulo sanitario campale" della Protezione Civile della Regione Marche.

Ing. Balducci, quando si verifica una calamità naturale, e la vostra Regione in particolar modo ha sperimentato negli ultimi anni pesanti eventi alluvionali, si presenta, fra le altre, la necessità di smaltire in tempi brevi enormi quantità di detriti. Può darci un'idea in termini quantitativi (tonnellate o metri cubi) della massa di rifiuti causata, ad esempio, dall'alluvione di Senigallia del 2014?
"Circa 10.000 t. L'alluvione di Senigallia ha prodotto una quantità di rifiuti paragonabile a quella prodotta in 4 giorni mediamente in tutto il territorio della Regione Marche in condizioni di normalità".

Quali sono le prime azioni determinanti da mettere in atto nell'immediato per la raccolta detriti post-emergenza?
"Sicuramente e banalmente, appena possibile e, condizioni meteo permettendo, si deve procedere alla perimetrazione del territorio colpito, per capire quali tipologie di rifiuti dovremo smaltire e le relative necessarie attivazioni. Nel 2006 l'alluvione aveva colpito per lo più una zona artigianale/industriale, mentre l'evento di Senigallia nel 2014 ha interessato zone residenziali e a forte vocazione turistica. Contestualmente va attivata la specifica funzione operativa per la gestione dei rifiuti in emergenza, coinvolgendo tutti gli attori deputati a tale gestione, in primis gli amministratori locali che vanno sicuramente supportati dagli enti sovraordinati, anche per le molteplici competenze che la complessa materia dei rifiuti prevede".

In quale modo la Regione supporta i Comuni colpiti da calamità? Quali le maggiori difficoltà che un comune di trova ad affrontare nella gestione delle macerie post emergenza?
"La Regione Marche crede fortemente nella necessità di "fare sistema" in ambito protezione civile e particolarmente in emergenza. La nostra legge regionale n. 32/2001, istitutiva del sistema regionale di PC, prevede espressamente che i Comuni comunichino sempre e tempestivamente con la SOUP (Sala Operativa Unificata Permanente), proprio per garantire che la macchina regionale possa attivarsi immediatamente laddove necessario. In tal caso vengono attivate le procedure che ci permettono di garantire il flusso delle comunicazioni interne ed esterne al sistema e le attività amministrative necessarie alla gestione dell'emergenza, di inviare personale esperto del nostro dipartimento regionale a supporto dei Comuni, di attivare il Centro Funzionale e il CAPI per la messa a disposizione di materiali e attrezzature, di organizzare il volontariato a supporto dei territori colpiti. Nella gestione delle macerie post emergenza le maggiori difficoltà che un comune deve affrontare sono rappresentate da un lato dalla necessità di ripulire il più velocemente possibile il territorio per motivi legati anche all'igiene, alla salute e alla sicurezza dei cittadini oltre che al ritorno alla normalità, dall'altro che lo smaltimento deve essere realizzato, oltre che in modo veloce, soprattutto rispettando normative complesse che comportano il coinvolgimento di molti enti e strutture operative, quali i VVF, l'ARPA, la sanità pubblica, la sicurezza degli alimenti, la rete dei gestori ambientali che svolgono attività di raccolta, trasporto e smaltimento rifiuti, le discariche, etc.. Nello specifico, riguardo la gestione dei rifiuti in emergenza, la Regione Marche garantisce il supporto ai Comuni colpiti nel coordinamento della funzione di supporto istituita in seno ai centri operativi attivati e il coinvolgimento, oltre che del Dipartimento regionale di PC, anche di tutti gli altri servizi regionali competenti in materia di ambiente e salute umana. Inoltre la Regione ha siglato protocolli d'intesa, in sinergia con ANCI e UPI, che permettono la collaborazione nelle attività di protezione civile con la rete regionale dei soggetti gestori di servizi pubblici locali, operanti nel settore idrico e del gas, dell'igiene urbana e ambientale, delle emergenze infettive sulle popolazioni animali, del trasporto pubblico locale e ciò diviene un supporto strategico in emergenza".

Quanto è importante la tempistica dello sgombero rifiuti nel processo di normalizzazione post-evento calamitoso?
"La tempistica è fondamentale, poiché, comprensibilmente, oltre al fattore psicologico, laddove non vengano sgomberati velocemente i rifiuti, specie a seguito di alluvione, intervengono problematiche legate all'igiene, alla salute pubblica, alla salvaguardia ambientale e alla sicurezza (odori sgradevoli, carcasse di animali, alimenti deteriorati, dispersione di gasolio e altri liquidi pericolosi, ..), che impongono la velocità delle operazioni. Va sottolineato che per poter procedere velocemente allo sgombero dei rifiuti, occorre individuare sui territori colpiti siti temporanei di stoccaggio, da cui poi conferire in discarica oltre che, naturalmente, poter disporre di risorse umane e strumentali nella necessaria quantità per garantire che la raccolta e il trasporto dei rifiuti siano realizzati celermente: anche queste rappresentano attività strategiche e non sempre di semplice attuazione. Il Sindaco di Senigallia chiese a tutti gli operatori, durante la gestione dell'emergenza, di porre particolare attenzione alle attività di sgombero rifiuti, che in questa occasione si sono concluse, e lo riteniamo un buon risultato, in una settimana".

Si riesce ad attuare una sorta di raccolta differenziata anche in emergenza?
"Sì, ma certo non nel senso classico del termine. La normativa prevede deroghe in queste situazioni e a Senigallia si è proceduto allo stoccaggio temporaneo di rifiuti indifferenziati misti, di RAEE, di rifiuti pericolosi o da caratterizzare, di rifiuti provenienti dalla pulizia della spiaggia, oltre che delle strade e dei giardini (terra, ghiaia,...). Poi, per esempio, per le attività produttive o le carcasse di animali sono stati previsti canali differenziati di smaltimento, naturalmente. Se ce ne fosse bisogno vanno ricordate, anche in queste situazioni, la necessità e l'utilità di attuare campagne informative indirizzate alla popolazione, affinchè collabori e comprenda che cosa si sta organizzando ma soprattutto come può efficacemente supportare il lavoro degli operatori di protezione civile".

Esiste un aumentato rischio di inquinamento ambientale dovuto ai rifiuti post-calamità? Può citarci qualche caso?
"Sì. Sia a seguito delle alluvioni del 2006 e del 2014 abbiamo rilevato sversamenti di gasolio da serbatoi posizionati negli scantinati delle abitazioni o da attività produttive; si sono rinvenuti fusti abbandonati contenenti sostanze da caratterizzare in aree non adibite allo stoccaggio dei rifiuti; a seguito di segnalazioni abbiamo realizzato sopralluoghi presso ditte che utilizzavano tipologie diverse di vernici o presso un corso d'acqua, nel quale era stata sversata una sostanza che emanava un forte odore di trementina, poiché nella zona c'erano attività artigianali che trattavano legname".

Sono state previste misure specifiche per questa eventualità?
"In tali situazioni si prevedono e si individuano aree di stoccaggio, dedicate a materiali pericolosi o da caratterizzare e si istituiscono team con esperti qualificati per realizzare sopralluoghi mirati presso attività produttive. A Senigallia si è lavorato tempestivamente e in sinergia con strutture ospedaliere e di cura, in cui intere aree erano state interessate dall'alluvione, p.e. il magazzino dei farmaci o la sezione della diagnostica.
il piano di supporto che avete elaborato e sperimentato con successo nelle due ultime alluvioni, è applicabile e funzionale per ogni tipo di calamità?".

Le macere post-terremoto sono diverse dal fango delle alluvioni o dalle ceneri di un ipotetico vasto incendio...
"Come ben sappiamo ogni evento emergenziale presenta peculiarità proprie, qualunque sia il rischio di che trattasi, poiché colpisce territori con caratteristiche di volta in volta differenti e differisce anche la magnitudo con cui si manifesta. Il nostro protocollo di intervento regionale è molto semplice e si basa sull'attivazione di tutte le componenti del sistema necessarie e, soprattutto, del loro coordinamento attraverso esperti di settore. In particolare dal 2004 è stato costituito nella nostra Regione, con decreto del Presidente della Giunta Regionale, il gruppo Operativo Regionale Emergenza Sanitaria (GORES), per le problematiche connesse all'organizzazione della risposta nelle maxiemergenze, relativamente a rischi di diversa natura. Tale gruppo ha la sua sede nella SOUP (H24) regionale e si compone di esperti che afferiscono al settore protezione civile, alla sanità (prevenzione, tossicologia, veterinaria, comunicazione del rischio..), all'ambiente (rifiuti, nucleare - radiologico..); il coordinatore del gruppo, inoltre, diviene componente del Centro Operativo Regionale (COR), laddove l'evento ne presupponga l'attivazione. Attraverso l'attivazione di questo gruppo abbiamo negli anni affrontato pianificazioni ed emergenze di varia natura ed entità, che ci hanno permesso di consolidarne l'efficienza e soprattutto di mettere a sistema linguaggi e modalità operative.

Ing. Balducci, qual è l'importanza di parlare di questi argomenti al meeting AssoDima di Senigallia?
"Considerate la frequenza e la magnitudo con cui si manifestano nel nostro paese negli ultimi anni, per esempio, gli eventi alluvionali, credo sia strategico parlarne e soprattutto credo sia giunto il momento di affrontare la tematica a livello nazionale per arrivare alla definizione di indicazioni e protocolli omogenei da attivarsi in emergenza e su cui prepararsi in tempo di normalità.
Non è un caso che il DPC abbia chiesto alle regioni di individuare referenti per la tematica della gestione dei rischi ambientali indotti in contesti emergenziali, al fine di avviare un dialogo con i responsabili regionali dei settori protezione civile e ambiente per valutare un percorso condiviso finalizzato alla definizione di specifici strumenti.  Nel frattempo, a livello regionale, abbiamo intrapreso un percorso con la Facoltà di Scienze dell'Università Politecnica delle Marche e in particolare con la sezione "Sostenibilità ambientale e protezione civile", che ci permetta di approfondire adeguatamente, e su basi scientifiche, tali tematiche per garantire interventi in emergenza sempre più efficaci".


Patrizia Calzolari