(fonte_immagine: video_Enea)

Come isolare sismicamente un edificio esistente? Il progetto ENEA-POLITO

A uccidere non è il terremoto, sono le case malcostruite e l'Italia ha pagato un prezzo altissimo a questa mancata consapevolezza. Ma come difendere le costruzioni esistenti, soprattutto quelle di grande valore storico-artistico? Dall'ENEA il progetto di una innovativa piattaforma isolante, realizzato in collaborazione col Politecnico di Torino

Realizzare una piattaforma antisismica da inserire sotto le fondazioni di singoli edifici o aggregati edilizi esistenti,  anche di grandi dimensioni (situazione tipica dei centri storici italiani), senza in alcun modo intervenire sulla costruzione sovrastante:  è la sintesi del progetto realizzato dall'Enea in collaborazione con il Politecnico di Torino e  presentato recentemente in occasione del convegno "Tueor ergo ero" a Roma. Una soluzione innovativa che permetterebbe di intervenire anche laddove fino a poco tempo fa era impensabile farlo.

Vediamo, per sommi capi in che cosa consiste l'intervento proposto dall'Enea. Si parte scavando una sorta di trincea su un lato dell'edificio che si vuole isolare sismicamente; quindi,  mediante tecnica "spingitubo" o "micro-tunneling", si inseriscono in orizzontale al di sotto dell'edificio, una serie di tubi per tutta la lunghezza interessata dall'intervento. I tubi vengono inseriti affiancati l'un l'altro:  possono essere in cemento armato o altro materiale ed hanno un diametro interno sufficiente per consentire la posa in opera degli isolatori sismici e la loro successiva ispezionabilità.
La profondità della posa va definita caso per caso e deve essere tale da lasciare inalterata l'intera costruzione sovrastante e consentire, ove necessario, la realizzazione di un efficace collegamento tra la fondazione dell'edificio e i tubi stessi (ed eventualmente anche di ricavare un piano interrato). I tubi non sono un unico corpo cilindrico, ma sono composti da due "semitubi" (detti settori circolari), superiore e inferiore, connessi tra di loro tramite elementi di collegamento rimovibili, che permettano ai settori circolari in un secondo tempo di venir disgiunti e resi indipendenti l'uno dall'altro. Una volta posizionati tutti i tubi, si "separano" i settori circolari inferiori da quelli superiori (rimuovendo gli elementi di collegamento) e si collegano fra loro i settori inferiori adiacenti  (tramite elementi di collegamento in acciaio o c.a.). La medesima operazione verrà eseguita in seguito con i settori superiori, una volta posizionati gli isolatori.

A questo punto si provvede all'inserimento dei dispositivi di isolamento sismico: si tratta di dispositivi elastomerici, costituiti da strati alterni di gomma e acciaio o dispositivi a pendolo scorrevole, che verranno fissati tramite apposite zanche ai settori circolari superiori ed inferiori. In questo modo questi resteranno collegati tra loro esclusivamente tramite gli isolatori che costituiranno l'unica parte mobile della struttura.  Al verificarsi di una scossa sismica, l'energia trasferita dal terreno ai settori inferiori sarà filtrata e dissipata dagli isolatori stessi ma non trasmessa ai settori superiori e, quindi, all'edificio sovrastante.
Infine, lungo il  perimetro dell'edificio vengono poste due serie di "pareti" interrate: una (quella più interna) verrà connessa ai settori circolari superiori, in modo da costituire una "vasca interna" che contiene l'edificio; l'altra, la più esterna, verrà collegata ai settori circolari inferiori con i quali costituirà una vasca esterna. Le due serie di pareti saranno separate tramite giunti sismici; in questo modo la vasca interna "galleggerà" sugli isolatori rispetto a quella esterna, essendo isolata sismicamente e libera lateralmente grazie ai giunti.
Questa "piattaforma isolante" consente di realizzare un sistema d'isolamento sismico su edifici esistenti col grande vantaggio che la struttura e l'architettura dell'edificio non vengono minimamente intaccate,  fattore  importante soprattutto per gli edifici di interesse storico-artistico; anche eventuali locali sotterranei non vengono toccati e fanno parte della sovrastruttura isolata.

Abbiamo chiesto all'Ing Paolo Clemente, responsabile del progetto Enea, qualche informazione sullo stato dell'arte di questa innovativa applicazione:
Ing. Clemente, la piattaforma che avete presentato al convegno è un progetto recente? E' in fase progettuale o è già stata testata e applicata?
"Il sistema di isolamento sismico per edifici esistenti non è un progetto recentissimo: si tratta di un brevetto presentato qualche anno fa in collaborazione con il Politecnico di Torino e proposto per l'adeguamento sismico di alcuni edifici storici all'Aquila dove, però, i "decisori" sembrano preferire le tecniche tradizionali, che non possono però garantire lo stesso grado di sicurezza".

Ci sono in vista progetti di applicazione attuativa per questa piattaforma?
"Il sistema è attualmente oggetto di una proposta di un progetto di ricerca in via di preparazione in ambito europeo, con numerosi partner italiani e stranieri. Una delle prime applicazioni dimostrative potrebbe essere realizzata in Italia ma al momento è ancora prematuro parlarne".

Esistono soluzioni similari a quella da voi proposta? Se sì in che cosa si differenzia la vostra?
"Soluzioni similari propriamente dette non esistono. Altre soluzioni prevedono di intervenire sulla costruzione, modificandone l'aspetto architettonico e/o strutturale".

La piattaforma, si è detto, viene realizzata sotto le fondazioni, senza alcun intervento sulla costruzione sovrastante, né interventi invasivi per le strutture e le architetture interessate: si può quindi affermare che questo sistema è in grado di rispondere ad ogni tipo di esigenza e a ogni tipo di costruzione o presenta invece dei limiti ti di applicazione?
"Il sistema può applicarsi a qualsivoglia costruzione, di piccole o grandi dimensioni, anche a interi aggregati edilizi (come i nostri centri storici). Non va trascurata la possibilità di utilizzarla per l'adeguamento sismico di impianti a rischio di incidente rilevante, come quelli nucleari e chimici".


Patrizia Calzolari



Guarda il video dimostrativo del progetto ENEA- POLITO: