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Commissione Ue presenta il piano per agricoltura e biodiversità

E Greenpeace si augura che sia "l'occasione per allineare le politiche agricole comunitarie agli obiettivi di tutela della salute e dell'ambiente"

La Commissione Ue presenta oggi il piano per una produzione agricola più rispettosa dell'ambiente e per una maggiore biodiversità – piano che rientra nell'ambito del Green Deal europeo. Lo scopo è quello di ridurre l'uso di pesticidi e antibiotici e migliorare i fertilizzanti, stando a una bozza visionata dalla Dpa. Anche il benessere degli animali deve essere migliorato, la pesca deve essere resa più sostenibile, e si prevede la riduzione della quantità di rifiuti alimentari e di imballaggi scartati.

Il secondo punto della strategia è quello di garantire la biodiversità, soprattutto attraverso l'espansione delle aree protette: il 30% delle aree terrestri e marittime europee deve essere protetto, e il 10% deve essere lasciato praticamente intatto – o con condizioni di tutela particolarmente rigide.

Greenpeace nel frattempo chiede che la presentazione dei piani su agricoltura e biodiversità diventi "l'occasione per allineare le politiche agricole comunitarie agli obiettivi di tutela della salute e dell'ambiente". La crisi legata al Covid-19 ha messo ulteriormente in luce la necessità di un profondo cambiamento del sistema agroalimentare, per fronteggiare la crisi climatica in corso e scongiurare nuove epidemie. Per questo Greenpeace chiede anche una profonda revisione dell'attuale Pac (Politica Agricola Comune), che finora ha favorito modelli di agricoltura e allevamento intensivi, destinando un terzo dei sussidi complessivi all'1% delle aziende agricole europee, in relazione alle grandi estensioni di terre che esse controllano, mentre 4,2 milioni di aziende agricole, per lo più di piccole dimensioni, sono scomparse. In particolare, fa sapere Greenpeace, il sistema agroalimentare europeo si caratterizza per una forte produzione di alimenti di origine animale, al punto che circa il 70% dei terreni agricoli dell'Ue viene utilizzato per l'alimentazione del bestiame, e assorbe circa un quinto del bilancio totale dell'Ue.

Riguardo all'insorgenza di nuove epidemie, gli scienziati stimano che il 31% delle epidemie di malattie emergenti siano legate al cambiamento di uso del suolo e all'invasione umana nelle foreste pluviali tropicali. Allevamento e agricoltura industriali ne sono tra le principali cause: motore della distruzione delle foreste, della perdita della biodiversità e della riduzione del loro importante contributo alla lotta ai cambiamenti climatici.

''Produciamo troppa carne”, commenta Federica Ferrario, responsabile campagna agricoltura di Greenpeace Italia. “Anche in Italia il settore era già in crisi molto prima della pandemia di Covid19; non a caso parte dei fondi già stanziati dal governo e di quelli che saranno resi disponibili con il Decreto Rilancio sono destinati proprio a far fronte a questa crisi di sovrapproduzione, attraverso misure come lo stoccaggio delle carni o l'ammasso di formaggio e cagliate".

"Mai come in questo momento è dunque necessaria una visione ampia e strategica su come utilizzare le risorse, incoraggiando modelli di produzione e consumo ecologici e restituendo dignità a chi lavora sul campo per produrre il cibo che arriva sulle nostre tavole. Le strategie europee in uscita oggi, devono affrontare questi nodi'', conclude la responsabile di Greenpeace Italia.

red/gp

(Fonte AdnKronos)