Fabio Macchi al lavoro

Comunicare la protezione civile: una ricerca fotografa i siti web delle pubbliche amministrazioni

Non solo calamità ma anche tante iniziative messe in campo per avvicinare protezione civile e cittadini: e se il cittadino vuole saperne di più, quali informazioni trova nei siti web istituzionali? E soprattutto, le trova facilmente? Un'indagine condotta dal giornalista Fabio Macchi fa un quadro approfondito della situazione

L'esperienza tragica del terremoto emiliano del maggio 2012 ha evidenziato l'importanza fondamentale della comunicazione in emergenza: Fabio Macchi, giornalista professionista per quasi vent'anni alla Gazzetta di Reggio e dal Duemila responsabile dell'Ufficio comunicazione e informazione della Provincia di Reggio Emilia, ha vissuto insieme ai colleghi dell'Ufficio stampa i momenti concitati delle scosse, la paura della gente, la richiesta pressante e continua di informazioni e di aggiornamenti, la responsabilità di chi nelle istituzioni deve far fronte all'esigenza improrogabile del cittadino di sapere cosa sta succedendo, fornendo informazioni puntuali, corrette e bilanciate. Un lavoro pesante e per certi versi anche rischioso, faticoso e senza sosta, che non si è esaurito con l'emergenza, ma è continuato e si è affinato nel tempo, modellandosi su una realtà in continua evoluzione, sia dal punto di vista della situazione oggettiva, sia da quello dei metodi e dei canali di comunicazione. La Provincia di Reggio Emilia infatti ha comunicato l'emergenza e il post emergenza sia tramite i canali convenzionali, ma soprattutto tramite il sito web e i social media, Facebook e Twitter. Da qui l'idea di Fabio Macchi di "scattare una fotografia" ai siti web dei vari livelli istituzionali, per scoprire quale attenzione le pubbliche amministrazioni riservano, in tempo di quiete, al tema della Protezione civile e alla sua comunicazione al cittadino. Per saperne di più abbiamo rivolto all'autore dello studio alcune domande:

Come è nata esattamente l'idea di questa ricerca, su cosa si focalizza e chi sono i soggetti istituzionali presi in esame?
"Nel marzo 2014 sono stato chiamato a far parte per conto dell'Upi, attraverso la responsabile della Protezione civile della Provincia di Reggio Emilia, Federica Manenti, di 2 dei 4 gruppi (Comunicazione e Enti territoriali) costituiti dall'Agenzia regionale di Protezione civile dell'Emilia-Romagna, d'intesa con Arpa-Simc, per lavorare a una revisione del Sistema di allertamento regionale. Convinto come sono - anche sulla base della fondamentale esperienza fatta in occasione del terremoto d'Emilia - delle potenzialità del web, ed in particolare dei social, ho iniziato a guardare un po' di siti istituzionali per vedere se e come le allerte di Protezione civile fossero diffuse. La risposta è stata purtroppo in gran parte negativa, ma soprattutto, con grande stupore, ho iniziato a notare come la Protezione civile nel suo complesso, e non solo il sistema di allertamento, fosse pressoché ignorata. Ho quindi deciso di analizzare i siti istituzionali di tutte le 9 Province e le rispettive Prefetture, nonché dei 10 Comuni principali (i 9 capoluogo più Cesena) della nostra regione, e di 11 Regioni a campione: oltre ovviamente all'Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana, Veneto, Piemonte, Liguria, Trentino Alto Adige, Lazio, Campania, Sicilia e Sardegna".


Come è stata condotta la ricerca? In base a quali criteri è stata valutata la difficoltà o la semplicità di reperimento delle informazioni all'interno dei siti  presi in esame?
"Molto semplicemente mi sono messo nei panni di un comune cittadino che, in emergenza o anche in tempo di pace, ha bisogno di contattare la Protezione civile, per informarsi su eventuali criticità in atto, per sapere quali sono i corretti comportamenti da tenere di fronte a qualsivoglia calamità, o anche semplicemente per avere una mail o un numero di telefono. Cercando di dimenticare la mia dimestichezza con il web e soprattutto con il modo di ragionare e di organizzarsi delle Pubbliche amministrazioni, che mediamente un cittadino non ha, mi sono chiesto: se qualcuno ha bisogno della Protezione civile e si collega a un sito istituzionale, trova subito una risposta di fronte a queste home-page? Home-page istituzionali che, se mi è consentito, spesso a causa delle varie normative sull'accessibilità sono tutt'altro che accessibili, nel senso di chiare..."


Cosa ne è emerso? Quale è il grado di attenzione i siti web delle le p.a. prese in esame riservano alla protezione civile rispetto ad altri ambiti?
"A mio avviso, purtroppo il grado di attenzione è decisamente scarso. La cosa più elementare, come la presenza di una voce "Protezione civile" tra i temi principali elencati in home-page appunto per agevolare i cittadini, è ignorata dal 50% dei siti istituzionali presi in esame, addirittura da 2 Regioni su 3. Le Province sono nel complesso gli enti più attenti, ma ben 2 su 9 hanno una voce "Cani, gatti e noi" e non l'hanno per la Protezione civile. Peggio ancora per il rilievo dato alle allerte di Protezione civile: un link fisso in home-page è presente solo in 1 ente su 5".

E in quanto ad accessibilità, le informazioni di protezione civile sono facilmente rintracciabili? Sono complete e aggiornate?
"L'accesso è decisamente complicato. Per citare proprio le Province, che pure sono quelle più attente visto che ben 6 su 9 hanno un link diretto in home-page, le 3 che non l'hanno costringono a cercare la Protezione civile all'interno della sezione Ambiente, un collegamento che se può essere immediato per un esperto di deleghe amministrative, non è molto agevole per il semplice cittadino. In un caso, addirittura, per trovare la pagina della Protezione civile serve una vera e propria caccia al tesoro: bisogna infatti cliccare su "La Provincia", poi su "Articolazione degli uffici", quindi su "Area Territorio e Ambiente" e infine su "Servizio Sicurezza del territorio e cave": solo al quinto clic, e dopo una serie di geniali intuizioni, appare finalmente l'Unità operativa Protezione civile. Peccato, perché poi, una volta raggiunta la sezione di Protezione civile, le pagine sono spesso ricche di materiale e ben strutturate: appaiono aggiornate, riportano contatti degli uffici e numeri di emergenze, piani di emergenza e documenti, link ai Coordinamenti delle associazioni di volontariato, spesso anche opuscoli (o link) sulle corrette norme di comportamento".

In sostanza come viene comunicata la protezione civile al cittadino tramite i siti web istituzionali?
"In generale la Protezione civile viene comunicata bene dalle istituzioni là dove sono presenti Uffici Stampa, nel senso che su diversi siti ho trovato numerosi comunicati, spesso legate all'attualità, alla viabilità e ad emergenze in atto: frane, alluvioni... Ma decisamente male per quanto riguarda il tempo di quiete e l'accessibilità alle apposite sezioni nelle home-page istituzionali. Comuni e Prefetture sono le istituzioni meno attente per quanto riguarda i contenuti e il loro aggiornamento, le Province quelle meno presenti sui social, le Regioni hanno i contenuti migliori, ma - soprattutto considerando che le allerte partono proprio dalle loro Agenzie - sono carenti per quanto riguarda la visibilità al sistema di allertamento. Quasi tutte non riportano in home-page un link diretto a bollettini o avvisi: e le pochissime che lo hanno, a parte la Toscana che spicca sicuramente in positivo, nascondono avvisi anche ben curati e dettagliati dietro una trafila di clic o sotto voci, decisamente poco... allertanti, come un generico Bollettino Meteo".

Un'indagine interessante, dunque, sia dal punto di vista dell'analisi della situazione attuale sia per le riflessioni che origina: volendo trarre le somme, la ricerca a quali conclusioni porta?
"Non sta a me trarre le conclusioni. Personalmente, mi limito a dire che per quanto riguarda l'attenzione riservata alla Protezione civile, tutte le istituzioni hanno sicuramente...ampi margini di miglioramento... Sui siti istituzionali, innanzitutto, ma anche sui social media, che rappresentano uno strumento meraviglioso per raggiungere il maggior numero di cittadini rapidamente e a costo zero, un aspetto che di questi tempi le pubbliche amministrazioni non possono purtroppo trascurare.
Noi come Provincia di Reggio Emilia abbiamo avuto riscontri molto positivi sia durante l'emergenza terremoto, sia da quando, circa un anno fa, abbiamo iniziato a utilizzare Facebook e Twitter per rilanciare le allerte dell'Agenzia regionale: i post e i tweet maggiormente condivisi e apprezzati sono proprio quelli relative alle allerte, che oggi raggiungono oltre 10.000 persone solo attraverso la nostra pagina istituzionale su Facebook. Sono fermamente convinto che l'informazione nei confronti dei cittadini sia fondamentale non solo in un'ottica di prevenzione, ma anche per aumentare la resilienza della comunità in caso di eventuali emergenze, come avvenuto in occasione del terremoto d'Emilia".


La ricerca di Fabio Macchi è già stata presentata a Bologna, nel corso di una riunione plenaria del Gruppo di lavoro sul sistema di allertamento promosso dall'Agenzia regionale di Protezione civile, ed è stata raccontata al convegno "#SocialProCiv2 Comunicare l'emergenza - buone prassi" al Festival del Volontariato di Lucca, dove Macchi presentava l'attività svolta dalla Provincia di Reggio Emilia attraverso i social in occasione del terremoto, alla presenza del direttore dell'Ufficio Volontariato, Formazione e Comunicazione del Dipartimento nazionale, Titti Postiglione.
"E' stata proprio in quella occasione - ricorda Macchi - che il direttore del vostro giornale ha coniato lo slogan "La Protezione civile in un clic", un obiettivo che condivido totalmente. Oltretutto, credo che basterebbe davvero poco per dare maggiore risalto alla Protezione civile sui siti istituzionali, semplificando la vita ai cittadini, e magari anche contribuendo a salvargliela..."


Patrizia Calzolari


L'intervento di Fabio Macchi al convegno "#SocialProCiv2 - Comunicare l'emergenza - buone prassi" - Lucca 11 aprile 2014: