Concertone di Campovolo:
i dubbi del M5S sui costi,
la risposta di Errani

Dubbi sui costi sostenuti per l'organizzazione del concerto di beneficenza pro terremotati "Italia Loves Emilia" di Campovolo: secondo il consigliere regionale M5S Andrea Defranceschi gli organizzatori non avrebbero badato a spese, sottraendo risorse ai terremotati

"Osservando il resoconto generale di "Italia Loves Emilia", il concerto ha portato complessivamente a poter usufruire di quasi 5 milioni di euro di donazioni, mentre il totale delle uscite, trattenuto per le spese di realizzazione del concerto, e dunque non devoluto, è pari a 1.839.467,92, riassumibili come costi di produzione. Il conto complessivo delle donazioni andato effettivamente in beneficenza come contributo alla ricostruzione delle scuole emiliane, è pari a 4.305.058,77 euro perché ai 3 milioni residui Live si sono andati a sommare successivamente i 1.229.380,46 di euro derivati dalla vendita del CD/DVD realizzato a seguito dell'evento". Questa, in sintesi, la ricostruzione dei conti e dei proventi del concerto di beneficenza di Campovolo (RE) riproposta dal consigliere regionale dell'Emilia Romagna, Andrea Defranceschi, in una interrogazione presentata ieri in giunta.

"Per quali ragioni - si chiede Defranceschi  - in occasione del Concerto a Campovolo  non si sono applicati gli stessi criteri e standard utilizzati per l'organizzazione del "Concerto per l'Emilia",  tenutosi a Bologna il 25 giugno 2012 per il quale i costi di produzione sono stati ridotti al minimo, grazie all'apporto gratuito di persone, strutture e servizi, fra cui quello degli Associati emiliani di Assomusica che hanno messo a a disposizione gratuitamente la loro opera, le loro conoscenze, le strutture ed il personale?"

Se così fosse stato, sostiene il consigliere pentastellato, si sarebbe avuto un "evidente risparmio di costi e di conseguenza maggiori ricavi da destinare alla beneficenza". Defranceschi inoltre confrontando i costi del concerto di Campovolo con quelli sostenuti per altri concerti, ha fatto presente che il Concerto per l'Emilia, a cui i 14 big hanno partecipato senza chiedere un euro, ha avuto spese di produzione doppie rispetto qualunque altro concerto realizzato per la televisione: "Il concerto del Primo Maggio di piazza san Giovanni a Roma - ha affermato - non ha raggiunto nemmeno i 600.000 di spese di produzione, riprese aeree incluse".

Defranceschi e il M5S si sono quindi rivolti al commissario per la ricostruzione Vasco Errani e alla giunta, chiedendo loro se non ritenessero opportuno "chiedere conto del motivo per cui la casa di produzione sia stato l'unico tra i soggetti coinvolti che non abbia ritenuto di dover contenere i costi, anzi, abbia dato l'idea di non aver badato a spese, e se non fosse il caso, anche in previsione  del prossimo concerto di Carpi, di effettuare un monitoraggio più attento degli eventi a carattere benefico".

E le risposte non si non fatte attendere: secondo gli organizzatori il Concerto per l'Emilia tenutosi allo stadio Dall'Ara di Bologna e il concertone del Primo maggio a Roma "nulla hanno a che vedere, in termini produttivi, con le necessità e lo spiegamento di professionisti e tecnica utilizzati per il concerto di Italia loves Emilia dello scorso 22 settembre. Uno spiegamento di risorse necessario anche per garantire la sicurezza del pubblico e di chi lavora in eventi di così grande portata" e che le accuse di Defranceschi sarebbero dovute a "una conoscenza-analisi superficiale delle problematiche affrontate e superate per la realizzazione di un concerto al quale hanno partecipato oltre 150mila spettatori paganti, in un contesto non deputato abitualmente all'effettuazione di spettacoli-manifestazioni o avvenimenti pubblici di qual si voglia genere".

"Non posso che apprezzare - è stato il commento del Presidente della Regione Vasco Errani - la risposta pronta e argomentata degli organizzatori del Concertone di Campovolo ai dubbi sui costi sollevati dal consigliere regionale Defranceschi. Aggiungo che la Regione Emilia-Romagna, in riferimento a quel grande evento, fu destinataria di importanti risorse a favore delle popolazioni terremotate, il cui importo e il cui impiego sono documentati pubblicamente nel sito Openricostruzione (www.openricostruzione.it)".

"Per questa generosità straordinaria - prosegue il Presidente della Regione - ringrazio ancora una volta gli organizzatori, gli artisti, i tecnici e i tanti cittadini che hanno partecipato e contribuito con convinzione e disinteresse. Queste risorse sono e saranno spese bene e in modo trasparente".

"Infine - ha concluso Errani- voglio dire che se esprimere dubbi è sempre lecito, e tali interrogativi debbono avere risposte serie, penso anche che sarebbe davvero ingiusto sfregiare o sporcare le cose buone fatte assieme, come nel caso di Italia Loves Emilia, evento importante sia per la solidarietà, che come fatto artistico, che per la coesione della nostra comunità".

Sul sito Italialovesemilia.it  che riporta le informazioni inerenti il Concerto per l'Emilia di Campovolo, c'è una sezione dedicata alla destinazione dei fondi raccolti (sezione "Obiettivo Trasparenza"), che riporta il riepilogo generale delle entrate e delle uscite  dell'intero evento.
In calce il testo integrale dell'interrogazione presentata consigliere M5S Andrea Defranceschi.


red/pc


 

Testo integrale dell' INTERROGAZIONE del consigliere Andrea Defranceschi

  Premesso che:

· Nei giorni immediatamente successivi agli eventi sismici che a maggio 2012 hanno colpito la popolazione dell'Emilia Romagna, 14 big della musica italiana hanno deciso di dare il loro sostegno alla popolazione emiliana con un grande e significativo concerto che si è tenuto il 22 settembre 2012 al Campovolo di Reggio Emilia;

· Osservando il resoconto generale del "Italia Loves Emilia", il concerto ha portato complessivamente a poter usufruire di quasi 5 milioni di euro di donazioni (4.915.146,233 di euro);

· Il totale uscite, secondo lo stesso resoconto, trattenuto per le spese di realizzazione del concerto, e dunque non devoluto, è pari a 1.839.467,92, riassumibili come costi di produzione;

· il conto complessivo delle donazioni andato effettivamente in beneficenza come contributo alla ricostruzione delle scuole emiliane, è pari a 4.305.058,77 euro perché ai 3 milioni residui Live (esattamente 3.075.678,31) si sono andati a sommare successivamente i 1.229.380,46 di euro derivati dalla vendita del CD/DVD realizzato a seguito dell'evento;

Considerato che:

· L'obiettivo dell'evento, a cui gli artisti hanno partecipato senza percepire alcun compenso, era "devolvere l'intero incasso a uno degli obiettivi primari che verranno sottoposti dalla Regione Emilia Romagna che, con il suo presidente Vasco Errani (nominato commissario per la ricostruzione), è promotrice dell'iniziativa";

· il ricavato è stato destinato alla ricostruzione di otto scuole emiliane danneggiate dal terremoto;

· Vasco Errani, presidente della Regione Emilia Romagna e commissario straordinario per la ricostruzione ha dichiarato: "Con il concerto di Campovolo questi artisti hanno fatto un gesto di grande umanità, per ricostruire in Emilia abbiamo bisogno di comunità e il loro è l'esempio migliore in questo senso. Dovrebbe essere seguito dall'intero Paese perché tutta l'Italia può essere così.";

· In occasione di un altro significativo evento benefico, il "Concerto per l'Emilia", tenutosi a Bologna allo Stadio Dall'Ara il 25 giugno 2012 gli organizzatori hanno dichiarato: "I costi di produzione saranno ridotti al minimo, grazie all'apporto gratuito di persone, strutture e servizi. L'estrema riduzione dei costi di produzione consentirà di devolvere l'intero incasso della biglietteria - eventualmente dedotti gli oneri della Siae - in un fondo della Regione, per la destinazione integrale alle finalità di solidarietà e ricostruzione" e anche "gli associati emiliani di Assomusica (l'associazione degli organizzatori e dei produttori di spettacoli di musica dal vivo) si sono mobilitati per organizzare l'evento mettendo a disposizione gratuitamente la loro opera, le loro conoscenze, le strutture ed il personale.", e che in quell'occasione nulla all'infuori del rimborso spese venne trattenuto dalla produzione né dal canale televisivo appaltante;

· i quasi due milioni di euro di spese di produzione appaiono icto oculi notevolissimi e pari a circa il doppio rispetto qualunque altro concerto realizzato per la televisione con il quale lo si voglia confrontare. Solo per fare un esempio, il concerto del Primo Maggio di Piazza San Giovanni a Roma, assolutamente paragonabile per pubblico, artisti che si esibiscono e impegni logistici e di produzione, non ha raggiunto nemmeno i 600mila euro di spese di produzione (all'incirca 580mila euro);

· i ricavi sarebbero stati versati sul conto della Regione Emilia-Romagna solo nel mese di maggio 2013, ritardandone un possibile pronto utilizzo nella cornice di una situazione emergenziale;

· è da ritenersi impensabile che qualcuno abbia voluto in alcun modo lucrare su una manifestazione a carattere benefico, che andava a toccare corde emozionali turbate dagli eventi sismici e, proprio per questa considerazione, è indispensabile fare piena chiarezza sulla bontà della rendicontazione;

· durante l'evento trasmesso la diretta televisiva conteneva anche diversi spazi pubblicitari;

· Il 25 giugno a Carpi si replicherà il "Concerto per l'Emilia" organizzato lo scorso anno per raccogliere fondi per la ricostruzione dopo il terremoto del 20 e 29 maggio, come annunciato dal presidente della Regione Vasco Errani, durante la visita del presidente del Consiglio Enrico Letta;

  L'interrogante chiede alla Giunta:

· Per quali ragioni in occasione del Concerto a Campovolo , non si siano applicati gli stessi criteri e standard utilizzati per l'organizzazione del "Concerto per l'Emilia", con evidente risparmio di costi e di conseguenza maggiori ricavi da destinare alla beneficenza;

· Per quali ragioni i ricavi della beneficenza siano stati versati dopo così tanti mesi;

· Se l'emittente televisiva che ha curato la messa in onda abbia versato parte o tutti i ricavi pubblicitari che ha introitato;

· Se non ritenga opportuno farsi carico di chiedere conto di questi costi, che stando alla comparazione con eventi analoghi appaiono evidentemente eccessivi, per fugare il dubbio che interessi diversi possano aver inquinato il funzionamento della macchina della beneficenza. Questo a beneficio dei cittadini che hanno donato o comunque contribuito alla raccolta fondi, degli artisti che hanno partecipato a titolo gratuito e di tutte le aziende che a vario titolo hanno voluto contribuire a contenere i costi per aumentare i ricavi netti;

· Se non ritenga opportuno, in previsione anche del concerto di Carpi, effettuare un monitoraggio più attento degli eventi a carattere benefico, che va a patrocinare e promuovere, e soprattutto, se non sia il caso di evitare un'intermediazione nella gestione e amministrazione di introiti e spese, com'è avvenuto nel caso del concerto di Campovolo.