(foto: © Filippo Vinardi)

Concordia: a giugno iniziera' la rimozione dalle acque del Giglio

Il relitto della Concordia verrà rimosso dalle acque dell'Isola del Giglio a giugno di quest'anno e il porto di destinazione verrà deciso a marzo. E' quanto comunicato oggi in conferenza stampa

"La prossima stagione turistica non vedrà la Concordia al Giglio". Sono parole del Ministro dell'Ambiente Andrea Orlando sottolineate stamattina in una conferenza stampa relativa alle tempistiche della rimozione del relitto. Dopo quasi due anni dal naufragio della Costa Concordia, avvenuto il 13 gennaio 2012, si cominciano infatti ad avere tempi precisi sulla rimozione del titanico relitto dalle acque dell'Isola del Giglio. "Ad oggi confermiamo che la tempistica per la rimozione della nave sarà quella del mese di giugno" ha riferito il Capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, nonché Commissario delegato per l'emergenza, anch'egli presente in conferenza stampa.

Un lavoro lungo e pieno di rischi quello messo in piedi per la rimozione della Concordia: il corpo della nave, lungo 290 metri, è stato stabilizzato, dopodiché si è costruito un cantiere intorno al relitto per riuscire a riportarlo in assetto verticale (il tutto cercando di evitare danni all'ambiente marino circostante e compatibilmente con le condizioni meteomarine), a ciò ha fatto seguito la messa in sicurezza della nave e adesso si lavora perchè la stessa possa essere fatta galleggiare nuovamente e trainata verso lo smaltimento. Ogni passaggio va calcolato e studiato nei minimi dettagli.
Il fatto che ora si cominci a vedere all'orizzonte la fine dell'operazione di rimozione "è anche il segno della bontà delle cose fatte - ha proseguito Gabrielli - e della correttezza che la parte pubblica e la parte privata in questi mesi hanno sempre cercato di tenere. Riterremo chiusa la partita quando la nave avrà lasciato l'Isola del Giglio: quello è il risultato finale".

Per quanto riguarda invece il porto di destinazione per lo smantellamento del relitto "contiamo di decidere entro marzo" ha dichiarato il Capo Dipartimento. "Si sono offerti dodici porti per la destinazione della nave e, tra questi, cinque sono in Italia" ha spiegato Gabrielli. "Se dovesse essere a una distanza tale da non consentire direttamente il traino a destinazione, la nave sarà collocata fino a settembre-ottobre in un porto intermedio".

Il Governo "preferirebbe una destinazione nazionale" per smaltire la Concordia, ha riferito il Ministro Orlando. "I porti italiani che hanno manifestato interesse sono: Genova, Palermo, Civitavecchia e Piombino. Ci sono anche due società che hanno avanzato la loro proposta per lo stesso porto cioè Piombino". "Meno strada si fa meglio è, perché significa ridurre i rischi di carattere ambientale" ha sottolineato il Ministro. Inoltre "per noi non è solo importante come viene trasformata la nave, ma anche che fine fanno i rifiuti che deriveranno dallo smantellamento".

Se la Concordia dovesse venir smaltita all'estero il relitto verrà imbragato dalla mega nave "Vanguard", in grado di trainarlo anche a grandi distanze.  Ad oggi, comunque, "non ci sono decisioni definitive e tutto è al vaglio" avverte Gabrielli. La decisione, conclude, "verrà attribuita agli organi competenti, quindi Provincia di Grosseto, Regione Toscana e Ministero dell'Ambiente".
"All'alternativa della Vanguard, preferiamo la soluzione del traino tradizionale mediante rimorchiatori, ma ciò presuppone la scelta di un porto non troppo lontano" ha invece sottolineato Orlando. In ogni caso, "la priorità resta il rispetto dei tempi: se l'Italia non sarà pronta, sarà fatta un'altra scelta".

All'incontro hanno preso parte anche l'amministratore delegato di Costa Crociere, Michael Thamm, e il responsabile del progetto di rimozione, Franco Porcellacchia.
Thamm ha sottolineato come la realizzazione del progetto di rimozione della Concordia dall'Isola del Giglio abbia raggiunto gli oltre 600 milioni di euro di costi, esclusi quelli per il trasporto. "Questo incidente fa parte del nostro dna, non ce lo dimenticheremo mai, la nostra mission è fare in modo che non accada mai più non solo alla Costa ma in tutto il settore crocieristico" ha concluso Thamm.

L'investimento, è stato ribadito in conferenza stampa, non peserà assolutamente sul bilancio pubblico italiano.


Redazione/sm