Concordia: operazioni quasi concluse. La parola al meteo

Dopo più di 900 giorni, la Concordia potrebbe lasciare il Giglio domani stesso, condizioni meteo permettendo. Intanto la nave è riemersa di 7,5 metri

"È finalmente e lentamente uscita dall'acqua la prua della Concordia". Lo rende noto la struttura commissariale per l'emergenza Concordia.
"Al momento - spiega la nota - la nave è riemersa di 7,5 metri e il pescaggio medio è di 23,85 metri: ne mancano quindi 6,3 per arrivare ai 17,5 metri considerati come il livello di emersione target"
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Numeri e i dettagli sul rigallegiamento della nave sono stati forniti, come sempre, da Franco Porcellacchia, responsabile del progetto di rimozione, nell'incontro con la stampa di ieri.

"Manca da collegare un solo cavo per concludere l'aggancio dei cassoni allo scafo della nave - fa sapere la struttura Commissariale - e i tecnici stanno lavorando all'abbassamento degli ultimi cinque cassoni: quando questi raggiungeranno la loro posizione finale riemergeranno anche il ponte 4 - già in gran parte uscito dall'acqua - e il ponte 3".

Per quanto è dato da sapere ad oggi, la Concordia dovrebbe lasciare l'isola del Giglio domani martedì 22 luglio, otto giorni dopo l'avvio della fase di rigalleggiamento iniziata lunedì 14 e dopo oltre novecento giorni da quando, il 13 gennaio 2012, naufragò nel mare toscano. Le condizioni meteo, come previsto, oggi sono troppo sfavorevoli.  Poi si vedrà in giornata come si evolveranno. Se il meteo sarà favorevole, le operazioni per l'allontanamento del relitto inizieranno domani mattina  subito dopo l'arrivo del primo traghetto da Porto Santo Stefano, atteso per le 8.30. Per sistemare i rimorchiatori nella giusta posizione e mettere il convoglio nella condizioni di partire serviranno, è stato detto, dalle quattro alle sei ore. La Concordia potrebbe dunque salpare tra le 13 e le 15. Fino ad allora nessuna nave potrà avvicinarsi all'isola.

La nave sarà rialzata, come previsto, fino ad un pescaggio di 17,5 metri, a cui si aggiunge un metro per l'imbragaggio. Come detto, i tecnici stanno sistemando l'ultima catena dell'ultimo cassone. Durante il viaggio la nave sarà però abbassata fino a circa venti metri, perché in questo modo si ridurranno notevolmente i rischi dovuti alle sollecitazioni sulle strutture da parte del vento e delle onde. Poi, davanti al porto di Voltri, sarà rialzata nuovamente. L'errore sul tonnellaggio stimato del galleggiante è ampiamente rientrato nei limiti di tolleranza del progetto.

Il relitto, con il suo 'ciambellone' di trenta cassoni nel suo viaggio verso Genova di circa 200 miglia marine,verrà trainato ad una velocità di appena 2 nodi l'ora da due rimorchiatori: il Blizard,  nave il capofila con  equipaggio olandese, e da un  suo gemello batte bandiera del Valuato, paese del Pacifico.
Nessuno, salvo i natanti autorizzati, si potrà avvicinare al convoglio a meno di tre miglia, ovvero una distanza di circa sei chilometri. A bordo della Concordia non ci saranno più di dodici persone allo stesso tempo. Del convoglio faranno parte quattordici mezzi, a tutela della sicurezza del relitto e dell'ambiente

Il ponte quattro, il ponte Grecia, intanto sta continuando ad emergere. E' il ponte dove sono stati recuperati quasi tutti morti e oggi al Giglio è arrivata una delegazione delle vittime francesi. Erano in 462 a bordo, tra i 4.229 passeggeri e membri dell'equipaggio. Morirono in sei: sei delle trentadue vittime di quella sciagurata notte. Con il ponte quattro definitivamente fuori dall'acqua uscirà dal mare anche la prora della nave. Ieri è riemersa invece su un fianco la scritta Concordia, consumata e corrosa. L'ultimo atto sarà la riemersione del ponte Belgio. Per quanto riguarda la rotta che sarà scelta per allontanare il relitto dal Giglio, tra le due autorizzate, la più probabile è quella che piega a nord e poi a ovest.


red/pc

(fonte: Struttura commissariale/ Regione Toscana)