Fonte: www.ecoo.it

Concordia:pronto il piano per
la rimozione del carburante

Si prevedono da due a sei settimane per la rimozione totale del carburante stivato nei serbatoi della nave Costa Concordia. Lo prevede il piano presentato ieri. Intanto Clini chiede lo stato di emergenza nazionale al fine di rendere più veloci le operazioni di emergenza.

Il colosso nautico Costa Concordia, naufragato il 13 gennaio nelle acque dell'Isola del Giglio, mantiene in allarme le autorità e la popolazione. Oltre alle azioni di soccorso intraprese per cercare i dispersi di questa tragedia, bisogna contemporaneamente guardare anche al rischio ambientale che è in agguato: la nave contiene più di 2.000 tonnellate di carburante nei propri serbatoi, le quali vanno rimosse in tempi rapidi.

Al momento sembra che non ci sia il rischio di una dispersione in mare del carburante stivato nelle cisterne, ma la nave si trova in bilico e sta continuando a muoversi, perciò il pericolo che la nave affondi completamente, o addirittura si spezzi, esiste concretamente, assieme al conseguente rischio di perdita di greggio in acqua.
Inoltre bisogna tenere conto del rischio meteorologico: se il mare dovesse ingrossarsi le operazioni di recupero carburante e quelle di soccorso e ricerca dei dispersi dovrebbero interrompersi, lasciando il gigante del mare in balia delle onde.


Ieri sera è stato presentato il piano di recupero del carburante, il quale prevede l'affidamento delle operazioni di rimozione del carburante alla società olandese "Smit Salvage", specializzata nel recupero di materiali dalle imbarcazioni in stato di emergenza.
Il piano verrà oggi valutato dalla Capitaneria di porto, dal ministro dell'Ambiente e dalla Regione Toscana.

Stando a quanto rilasciato dalle autorità competenti il piano prevede due tecniche alternative: la prima si attuerebbe attraverso il collegamento alle valvole di intercettazione dei serbatoi di ciascuna cisterna aspirando da essi il carburante contenuto all'interno; la seconda tecnica, che verrebbe messa in atto se la prima non fosse attuabile, attuerebbe il sistema di hot tapping: prelevare il carburante attraverso il foraggio della lamiera del serbatoio e l'introduzione di una pompa aspiratrice che contemporaneamente al recupero del greggio immetterebbe acqua in sostituzione di esso, in maniera tale da non compromettere la stabilità della nave inclinata.
Entrambe le tecniche prevedono poi il riscaldamento del carburante, al fine di renderlo più liquido, in quanto si suppone, con grandi probabilità che ciò sia vero, che il carburante si sia addensato a seguito del freddo e dei motori spenti da giorni.

Massimiliano Iguera, rappresentante italiano della Smit Salvage, ha dichiarato che: "Se tutte le variabili vanno al loro posto, le settimane per rimuovere il combustibile sono due; ma potrebbero aumentare fino a cinque o sei".
Non sarà dunque un'operazione veloce, e Franco Gabrielli, capo del Dipartimento di Protezione Civile nazionale, ha commentato: "se qualcuno pensa che quando sarà possibile operare il tutto si concluderà presto, nel giro di qualche giorno, ha sbagliato, ci vorranno giorni, a seconda delle condizioni meteo marine".


Il ministro dell'Ambiente Clini poi ha affermato che verrà richiesto lo stato di emergenza nazionale "per consentire e attuare le misure necessarie in tempi rapidi, cioè corrispondenti alla sfida di evitare la dispersione in mare di oltre 2.000 tonnellate di carburante stivate nei serbatoi. Abbiamo bisogno di procedere con urgenza, in tempo più brevi di quelli consentiti dalle procedure ordinarie", poi aggiunge che: "se la nave dovesse affondare avremmo bisogno di tutt'altre operazioni perché potrebbe anche spezzarsi. Se questo dovesse accadere è difficile fare una previsione ed è l'incubo che abbiamo da tre notti".

Le operazioni per la rimozione del carburante sono dunque "una corsa contro il tempo perché lo svuotamento non può essere fatto finché non terminano le operazioni di soccorso" ha affermato Clini, in quanto a bordo della Costa Concordia non deve trovarsi nessuno perché le operazioni di estrazione, nonostante quanto previsto dall Smit tramite l'hot tapping, potrebbero comunque causare lo sbilanciamento della nave, ed è un rischio che non può essere corso se non si ha la certezza che l'imbarcazione sia totalmente vuota.

Infine la Guardia Costiera rende noto che è stata attivata una procedura standard per intervenire nel caso di una improvvisa fuoriuscita di combustibile, e per il momento la parte emersa dei serbatoi è stata circondata con una specie di barriera di panne oleoassorbenti.



Sarah Murru