Concordia: sale a 5
il bilancio delle vittime

Sono stati ritrovati i corpi senza vita di due persone anziane intrappolate in una cabina nella parte sommersa della Concordia.
I dispersi al momento risultano 15. Le indagini proseguono ed è stata aperta la scatola nera.

Il naufragio della nave Costa Crociere Concordia continua ad ingrandire la propria tragedia: i sommozzatori hanno ritrovato i corpi senza vita di due anziani nella parte sommersa dell'imbarcazione. I due anziani avevano addosso i giubbotti di salvataggio, ma devono essere rimasti intrappolati all'interno della loro cabina.
Il bilancio ufficiale delle vittime della sciagura sale così a cinque persone.
Il numero dei dispersi, che oggi a mezzogiorno sembrava essere di 38 persone, è sceso attualmente a 15.

I soccorritori hanno sentito ulteriori rumori provenire dall'interno della nave, tanto che i vigili speleologi stanno controllando una ad una tutte le 1.500 cabine della nave per cercare di capire da dove provengano.
"Ogni secondo è buono e prezioso per trovare i superstiti, è una corsa contro il tempo, per ora il meteo ci sta aiutando", ha detto il comandante della Guardia costiera, sottolineando che "la speranza di trovare altri superstiti c'è" e che i soccorritori confidano nel fatto che nella parte sommersa della Costa Concordia "si siano formate bolle d'aria".

La nave al momento poggia su un fondale di 37 metri, il che sta permettendo, insieme alle buone condizioni meteo, le ricerche da parte dei sommozzatori. Ma è presente il rischio che la Concordia scivoli fino a 70 metri di profondità, inabissandosi completamente.

Dall'inchiesta che stanno conducendo i pm di Grosseto emerge che la Costa Concordia al momento dell'impatto con gli scogli si trovava a una distanza di circa 150 metri dalla riva, una distanza eccessivamente vicina considerate le dimensioni e la stazza dell'imbarcazione.
La Procura ha inoltre avuto modo di acquisire le registrazioni della scatola nera, dalle quali emergerebbe per il momento che l'allarme sarebbe stato lanciato intorno alle 22.43, mentre l'impatto con gli scogli si sarebbe verificato un'ora prima, alle 21.45.
Il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, ha spiegato che la scatola nera è "importante in particolare sia per conoscere i comandi dati dal comandante della nave dal momento dell'impatto contro lo scoglio in poi, sia per sapere quali comunicazioni ci siano state tra la nave e la capitaneria di porto di Livorno a seguito dell'incidente".

A sua difesa il comandate Schettino riferisce che la nave sarebbe stata avvicinata così tanto alla costa per evitare che affondasse in mare aperto, ma le tante dichiarazioni avute tra ieri e oggi lasciano una certa confusione sul perché di diverse manovre: inizialmente sembrava che l'urto fosse avvenuto di fronte all'Isola del Giglio, adesso invece l'urto sarebbe avvenuto in mare aperto e la nave sarebbe stata avvicinata alla costa per evitare il disastro di dimensioni colossali. Si percepisce poca chiarezza e ancora, date le scarse informazioni e le tante supposizioni, risulta difficile capire l'esatta dinamica e il perché di determinate manovre.
La Procura conferma che il comandante Francesco Schettino avrebbe abbandonato la Concordia ore prima della fine delle operazioni di salvataggio, conclusesi verso le 6 del mattino: testimoni affermano di averlo visto sugli scogli già intorno alla mezzanotte.




Redazione/sm