(fonte foto: greenreport)

Concordia: si lavora per consentire le ricerche dei dispersi

Il lavoro sulla Concordia non è ancora finito: i tecnici stanno mettendo in sicurezza il relitto in maniera da consentire la ricerca delle due persone ancora disperse e la prosecuzione dei lavori per rimuovere la nave dall'Isola del Giglio

Ora che la Concordia è tornata in asse, la tragedia che si consumò la notte del 13 gennaio 2012 torna alla memoria con ancora più imponenza: la fiancata riemersa, con la sua deformazione e il colore muschiato, mostra le reali sembianze di un relitto che tra le sue cabine, corridoi, balconi, ponti ha visto morire 32 persone. Se da un lato si è soddisfatti e contenti per il successo del progetto di rotazione della nave, dall'altro non si può non pensare che all'interno di quel palazzo galleggiante è nitido il ricordo di un profondo dramma.

Sono ancora 2 i corpi che il relitto non ha restituito ai familiari, e adesso che è stato sganciato dal fondale e riposizionato in verticale, si attende il momento per cominciare le ricerche delle due persone ancora disperse: Russel Rebello e Maria Grazia Trecarichi. Prima che ciò avvenga però è fondamentale che la Costa Concordia venga messa in sicurezza: i tecnici continuano infatti a lavorare attorno al gigantesco corpo di questa nave affinché gli operatori che vi entreranno per cercare i due dispersi non corrano rischi per la propria incolumità.

L'enorme scafo poi deve in ogni caso essere stabilizzato per affrontare l'autunno e l'inverno col nuovo assetto: saranno montati dei tiranti per bloccare la nave e verranno realizzate altre opere finalizzate a tenere fermo il gigantesco relitto.
"Si stanno studiando opere per il rinforzamento della fiancata danneggiata in modo da poter collocare i cassoni che dovranno in seguito far rigalleggiare lo scafo" ha sottolineato Franco Gabrielli, capo della Protezione Civile. In proposito "si è evidenziato che 5 di questi cassoni confliggono con il fondale e quindi la nave andrà sollevata e spostata per poterli montare". Una volta montati tutti i cassoni si passerà alla fase di rigalleggiamento.

La strada è ancora lunga e non priva di difficoltà e rischi. Il team che ha lavorato alla rotazione del relitto continuerà a impegnarsi per ridare l'Isola del Giglio ai suoi abitanti. Un lavoro che necessiterà dei suoi tempi: passo dopo passo si arriverà, probabilmente nella primavera dell'anno prossimo, a rimuovere la Concordia dalle acque dell'Isola. Nel frattempo inizieranno le ricerche dei due corpi ancora dispersi dalla notte di 610 giorni fa: "è nostro dovere recuperare i dispersi ancora intrappolati lì" ha riferito il premier Enrico Letta. Al momento però la data di inizio ricerche non è ancora nota, tutto dipende dai tempi di messa in sicurezza.

Ad un giorno dalla rotazione si registrano buone notizie in merito al rischio contaminazione delle acque intorno al relitto. Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana) comunica che, dai risultati parziali delle analisi, idrocarburi e solventi sono inferiori alle soglie di rilevabilità analitica, ma che vi è una leggera e diffusa presenza di tensioattivi in concentrazione però paragonabile ai giorni precedenti l'operazione di parbuckling. Inoltre fosforo, metalli e ftalati sono inferiori alle soglie di rilevabilità analitica. Le analisi microbiologiche ed ecotossicologiche che richiedono tempi di esecuzione di 48 h, sono ancora in corso.


Redazione/sm