Convenzione delle Alpi: ancora no al Protocollo Trasporti

Le restrizioni per minimizzare l'impatto sull'ambiente non possono ostacolare la costruzione e lo sviluppo delle infrastrutture nel territorio alpino.

L'esame del disegno di legge di ratifica ed esecuzione dei Protocolli di attuazione della Convenzione internazionale per la protezione delle Alpi, conclusosi il 12 maggio, ha avuto esito negativo per quanto riguardo il Protocollo Trasporti. La cancellazione di quest'ultimo, già deliberata nella Commissione Esteri, è stata confermata dal centrodestra che ha respinto una proposta di reinserimento presentata dal Pd e dal deputato valdostano Roberto Nicco (gruppo misto).

Il provvedimento stralciato prevedeva la rinuncia alla costruzione e al potenziamento delle infrastrutture stradali sulle Alpi, tematica che ha trovato molte ostilità da parte delle principali associazioni di categoria dell'autotrasporto (che ritenevano tale provvedimento un grave danno allo sviluppo dei traffici stradali sull'arco alpino). L'obiettivo della Convenzione delle Alpi - sottoscritta da Francia, Svizzera, Austria, Lichtenstein, Principato di Monaco, Germania, Slovenia ed Italia - è quello della conservazione e protezione delle regioni alpine e il loro sviluppo sostenibile assicurando un uso responsabile e durevole delle risorse, e la salvaguardia degli interessi economici delle popolazioni residenti. Nell'area coperta dalla Convenzione si è diffusa l'opinione che l'Italia, con la bocciatura del Protocollo, voglia anteporre il fattore economico a quello ambientale, non ascoltando i vari pareri delle diverse amministrazioni locali coinvolte.
 
Spiega Roberto Nicco: "Consideriamo la Convenzione ed i Protocolli uno strumento importante per la salvaguardia di quel patrimonio paesaggistico, ambientale e naturalistico che costituisce una fonte di ricchezza essenziale per le popolazioni delle vallate dell'arco alpino". "Questo rifiuto - afferma Hans Heiss, consigliere provinciale dei Verdi - è l'ennesima dimostrazione di come dietro a0lle decisioni prese dalla commissione parlamentare competente ci siano le forti lobby degli autotrasportatori italiani, appoggiati da diverse forze politiche. Evitando di adottare necessari provvedimenti normativi l'Italia si isola dal resto dell'Europa”. Anche l'assessore provinciale all'ambiente della provincia di Bolzano Michl Laimer ha manifesta il suo disappunto accusando il Parlamento italiano di voler metter sullo stesso piano di altre realtà l'area alpina, mostrando così di non aver alcuna sensiblità per il sistema Alpi.

Senza la ratifica del protocollo Trasporti della Convenzione delle Alpi resta alto il timore e l'apprensione per gli eventuali ecomostri, ciò per la scarsa sicurezza che il divieto di costruzione di nuove arterie transalpine venga rispettato.



Sara Anifowose