Coordinamento ricerca dispersi, il CONAPO risponde al CNSAS

Il CONAPO risponde al CNSAS. Pubblichiamo il comunicato stampa integrale

Era uscita ieri mattina la risposta ufficiale di Piergiorgio Baldracco, Presidente del CNSAS, Corpo nazionale Soccorso alpino e Speleologico, che dava seguito ad alcune affermazioni  del Conapo, sindacato autonomo del Vigili del Fuoco, sulla corretta interpretazione di due sentenze del Consiglio di Stato. La materia del dibattere è il coordinamento nella ricerca persone disperse.

Facciamo un passo indietro: il tutto è iniziato con due 
protocolli delle Prefetture di Piacenza e Terni che affidavano ai VVF  il coordinamento delle operazioni di ricerca delle persone disperse in ambiente montano, coordinamento che la legge legge 21 marzo 2001, n. 74,  art. 1, comma 2 (...nel caso di intervento di squadre appartenenti a diverse organizzazioni, la funzione di coordinamento è assunta dal responsabile del CNSAS), e la legge 27 dicembre 2002, n.289, art. 80 (..al CNSAS spetta il coordinamento dei soccorsi in caso di presenza di altri enti o organizzazioni, con esclusione delle grandi emergenze o calamità), invece affida al CNSAS.
Le sezioni regionali CNSAS Emilia Romagna e Umbria avevano quindi  fatto ricorso contro  questi due protocolli  e, in entrambi i casi,  due  sentenze di primo grado (TAR ER - Parma e TAR Umbria - Perugia) avevano dato ragione al Soccorso Alpino. 
Il Ministero dell'Interno, da cui dipende il Corpo dei VVF, e ad adiuvandium, il  Conapo, aveva però impugnato entrambe le sentenze dei TAR  e  il Consiglio di Stato qualche settimana fa le ha di fatto annullate entrambe.
 

Ora, secondo il CONAPO con questi annullamenti il Consiglio di Stato avrebbe stabilito che, in materia di coordinamento delle operazioni di ricerca delle persone disperse, "il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco non può essere subordinato al Soccorso Alpino" (vedi comunicato CONAPO 26 aprile 2014).

Secondo il CNSAS invece, il Consiglio di Stato avrebbe annullato le sentenze, non perchè illegittime ma perchè il problema era già stato risolto dalla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 novembre 2012 (GU 1 febbraio 2013) che al punto 2.3.2 stabilisce che "la ricerca di persone disperse nell'ambiente montano, ipogeo, o impervio.... è specificatamente disciplinata dalla legge 21 marzo 2001, n. 74, art. 1, comma 2, e dalla legge 27 dicembre 2002, n. 289, art. 80, che ne incardina le funzioni di coordinamento sul Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico" (vedi comunicato CNSAS 2 maggio 2014).

Ieri, il Conapo ha nuovamente ribadito la propria posizione, con un nuovo comunicato stampa che pubblichiamo integralmente:

"Il Presidente della meritoria associazione di volontariato Cnsas (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) Pier Giorgio Baldracco ha diffuso oggi alla stampa una sua personale interpretazione sulle sentenze del Consiglio di Stato n. 1736/2014 e n. 1737/2014, insistendo sul fatto che il coordinamento dei soccorsi in montagna, in grotta, in ambienti ostili e impervi, è, e resta, di norma, attribuito al Cnsas salvo gradi emergenze e calamità. E' evidente che tale potere di coordinamento il presidente del Cnsas lo riferisce anche sulle amministrazioni pubbliche, compreso il Corpo nazionale dei vigili del fuoco e, a detta del Presidente del Cnsas, ciò sarebbe confermato dalla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 novembre 2012. Invitiamo il presidente del Cnsas ad una attenta rilettura delle sentenze del Consiglio di stato che, in merito alla Direttiva citata, recitano testualmente " ... la Direttiva ... ha espressamente chiarito il ruolo del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico nello svolgimento delle operazioni di ricerca di persone disperse in ambiente montano, ipogeo, impervio di cui alla legge n. 74/2001, interpretando tali norme in modo compatibile con la disciplina legislativa concernente i compiti istituzionali spettanti al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e quelli ad esso assegnati in tema di Protezione Civile, come affermato dalla citata ordinanza di questa Sezione n. 4437/2012" . Pertanto la sentenza va letta congiuntamente con l' ordinanza n. 4437/2012 ove testualmente recita "le disposizioni di cui agli artt. 1, co. 2, della legge n. 74 del 2001 e 80, co. 39, della legge n. 289 del 2002 in tema di coordinamento dei soccorsi, non menzionando le amministrazioni pubbliche nell'ambito di coordinamento del Corpo nazionale di soccorso alpino, appaiono suscettibili di essere interpretate in modo compatibile con la disciplina legislativa concernente i compiti istituzionali spettanti al Corpo nazionale dei vigili del fuoco e quelli ad esso assegnati in tema di protezione civile". In poche parole le norme citate dal presidente del Cnsas Pier Giorgio Baldracco si riferiscono esclusivamente al potere di coordinamento del Cnsas sui diversi enti e organizzazioni di volontariato e rimaniamo stupiti che, nonostante queste pronunce del Consiglio di Stato, si tenti ancora di attribuire ad una organizzazione di volontariato inesistenti poteri di coordinamento sullo stato, con tutto ciò che ne può derivare in termini incomprensioni nei momenti dei soccorsi".
"Al di la di ogni interpretazione che ovviamente può avere connotati di parte - spiega Brizzi - l'effetto delle sentenze è quello di lasciare intatti i protocolli delle Prefetture di Piacenza e Terni che prevedono che il coordinamento sia riservato ai vigili del fuoco, e questo è incompatibile con l'interpretazione di Baldracco e ne dimostra l'erroneità". "Sia chiaro nessuno intende sminuire le specifiche competenze dei volontari del Cnsas cui riconosciamo il preziosissimo apporto al sistema soccorso, ma un conto è operare da un punto di vista tecnico ed un altro conto è pensare di sostituirsi allo stato assumendo il coordinamento e la responsabilità generale delle operazioni . Pertanto siamo favorevoli alla "riapertura del tavolo al Ministero dell'Interno per individuare le modalità di collaborazione" auspicata dal Cnsas, ma tenendo ben ferme le rispettive responsabilità», commentano i responsabili del sindacato Conapo".

Il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco ha come compito istituzionale quello di assicurare gli interventi tecnici caratterizzati dal requisito dell'immediatezza della prestazione, per i quali siano richieste professionalità tecniche anche ad alto contenuto specialistico ed idonee risorse strumentali quali: il soccorso in occasione di incendi, di incontrollati rilasci di energia, di improvviso o minacciante crollo strutturale, di frane, di piene, di alluvioni o di altra pubblica calamità; di contrasto ai rischi derivanti dall'impiego dell'energia nucleare e dall'uso di sostanze batteriologiche, chimiche e radiologiche. In caso di eventi di protezione civile i VVF assicurano nell'ambito delle proprie competenze tecniche, la direzione degli interventi tecnici di primo soccorso.
Il CONAPO (insieme a F.n.s/Cisl, Uil/Vvf, Conapo, Confsal/Vvf, Ugl/Vvf, Dirstat/Vvf) è una delle organizzazioni sincali del VVF. Presidente delo CONAPO è Antonio Brizzi
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Il C.N.S.A.S., struttura operativa del Club Alpino Italiano, è una associazione di volontariato  che ha il compito di provvedere alla vigilanza e prevenzione degli infortuni nelle attività alpinistiche, escursionistiche e speleologiche, al soccorso degli infortunati e dei pericolanti e al recupero dei caduti. presidenter del CNSA è Piergiorgio Baldracco
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Entrambi i corpi sono strutture operative del servizio nazionale della protezione civile, insieme a Forze Armate, di Polizia, Forestale, CRI, Comunità scientifica, Servizio Sanitario Nazionale, organizzazioni di volontariato, così come stabilito dalla legge legge n. 225 del 1992.

red/pc