Foto: Twitter @COP21

Cop21, al via la conferenza sul clima: 248 milioni per i paesi poveri

Si è aperta a Parigi la conferenza globale cui cambiamenti climatici. Presenti 10 mila delegati e 150 capi di stato. Minuto di silenzio per le vittime del terrorismo. Undici Stati annunciano un contributo di 248 milioni di euro per i paesi più poveri

A Parigi ci sono 190 paesi, 150 capi di stato e di governo, circa 10 mila delegati. Sono questi i numeri della ventunesima conferenza delle parti per la lotta ai cambiamenti climatici (Cop21) che ha preso il via stamani a Le Bourget per concludersi il prossimo l'11 dicembre. Ad accoglierli, stamani, è stato c’era il presidente Francois Hollande. Tutti hanno osservato un minuto di silenzio per commemorare le vittime degli attentati che hanno colpito la capitale francese lo scorso 13 novembre. Dopo il suo arrivo, davanti alla sala concerti Bataclan, anche Barack Obama ha reso un silenzioso omaggio alle vittime degli attentati terroristici.

I numeri - Ecco, nel dettaglio, i numeri di questo importante evento: 10 mila delegati e altri 30 mila tra scienziati, giornalisti, osservatori; 2.500 gendarmi e poliziotti più 8 mila agenti supplementari per i controlli alle frontiere; 179 paesi in rappresentanza del 95% della popolazione (e il 94% delle emissioni globali); 2,7 i gradi entro cui si conterrebbe il riscaldamento globale al 2100 stando agli impegni annunciati dagli Stati mentre (l’obiettivo è restare sotto i due gradi); 2050, l'anno entro cui i paesi del G7 si sono impegnati a ridurre del 70% le loro emissioni rispetto al 2010.

Gli investimenti - Undici paesi (tra cui Italia, Usa, Francia, Germania e Gran Bretagna) hanno annunciato in apertura della conferenza un contributo complessivo di 248 milioni di dollari al Fondo per i Paesi meno sviluppati (Ldcf) per sostenere l'adattamento ai cambiamenti climatici degli stati più vulnerabili. L'Italia ne verserà 2 milioni entro la fine dell'anno. IL Lcdf, gestito dalla Global environment facility, "ha un ruolo chiave nell'affrontare bisogni di adattamento urgenti e immediati dei Paesi meno sviluppati, focalizzandosi sulla riduzione della vulnerabilità di settore e risorse cruciali per lo sviluppo nazionale, come acqua, agricoltura e sicurezza alimentare" spiega la dichiarazione congiunta che annuncia la donazione. Dalla creazione del fondo (2001) al giugno 2015, il fondo ha finanziato progetti e programmi per 931,5 milioni di dollari, che hanno aiutato a mobilitare circa 3,8 miliardi complessivi attraverso co-finanziamenti. La domanda di sostegno da parte dei paesi in via di sviluppo, sottolineano dalla Global environment facility, "rimane forte”: siccità, tempeste violente, aumento del livello del mare e altri cambiamenti climatici stanno già avendo un impatto sui paesi e le comunità più vulnerabili del Pianeta.

Il ministro - ”Questa è davvero l'ultima occasione, ma credo che oggi ci siano tutte le premesse per un accordo ambizioso e virtuoso, con una governance del processo che ci permetta di ridurre le emissioni” ha commentato il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, in collegamento telefonico con il programma di Rai1 UnoMattina da Parigi dove inizia oggi la Cop21. “Più di 160 paesi si sono impegnati a presentare i propri contributi nazionali, cioè la loro politica di riduzione di Co2: è la prima volta che questo avviene. Oggi, qui a Parigi - aggiunge Galletti - ci saranno più di 150 capi di Stato: anche quelli che rappresentano nazioni in guerra tra loro saranno uno a fianco all'altro. E' un segnale importante".

Manifestazioni e scontri - Nella giornata di ieri, nonostante il divieto di manifestare imposto dalle autorità, migliaia di persone si sono riunite a Parigi e in diverse altre città del mondo per denunciare "l'emergenza climatica" in corso. Gli scontri in place de la Republique tra manifestanti antiCop21 e la polizia, hanno portato all'identificazione di 341 persone di cui 317 sono state arrestate. I dati sono stati resi noti dalla Prefettura parigina secondo cui circa una dozzina di poliziotti sono stati feriti. "Profanare Place de la Republique - ha detto Galletti - è stato un atto assurdo, fuori dal mondo e di gravità assoluta che non fa bene a nessuno in questo momento, specie a coloro che hanno a cuore l'esito positivo del summit".

red/gt