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Coronavirus, al via i test a Malpensa

Sono iniziati oggi a Malpensa i test per chi torna da Spagna, Grecia, Croazia o Malta. In media verranno effettuati 200 tamponi all'ora nelle otto tende disposte nell'aeroporto per un totale di 1800 esami al giorno

I passeggeri dei voli provenienti da Spagna, Grecia, Croazia e Malta da oggi potranno sottoporsi al tampone direttamente nell'aeroporto di Milano Malpensa. Da domani, venerdì 21 agosto, la macchina dei test partirà anche negli aeroporti di Linate e a Orio al Serio. A Malpensa gli esami sono condotti dall’Ats Insubria con le Asst Valle Olona e Sette Laghi e dalla Protezione civile. Per prepararsi ieri, giovedì 19 agosto, è stata fatta una “prova generale” su alcuni viaggiatori di ritorno da Corfù, come riporta il Corriere della Sera di Milano.

Dalle 11 di oggi inizieranno invece i controlli ufficiali, sette giorni su sette, dalle 9 alle 18 e 30. Si dovrebbe partire con tre/quattro gazebo interni e se ne allestiranno altri all’esterno, per arrivare a otto postazioni secondo l’assessore regionale alla Sanità Giulio Gallera. Così si potrà aumentare il numero di test e passare dai 400 iniziali a 1.200/1.800 al giorno. Sarà necessario preregistrarsi sul portale dedicato, anche appena scesi dall’aereo o mentre si aspettano i bagagli, l’operazione è fondamentale per “etichettare” le provette con i campioni che saranno poi analizzati da laboratori privati. “Il personale di bordo degli aerei informerà i passeggeri sia prima della partenza che all’arrivo del volo” dice Gallera. L’esito verrà comunicato all’Ats e, per i residenti in regione, inserito nel fascicolo sanitario elettronico.

Il test negli scali è pensato soprattutto per i viaggiatori stranieri. Per i lombardi il Pirellone consiglia la segnalazione all’Ats di competenza. I controlli agli scali dovrebbero però alleggerire almeno in parte il carico di lavoro dei presidi territoriali. Chi risiede in altre regioni è invitato a rivolgersi ai servizi della propria Asl. «Ma non negheremo il tampone in aeroporto a nessuno» dice il direttore generale Welfare Marco Trivelli. L’ordinanza dà 48 ore di tempo dal rientro per lo screening. In alternativa ci si può sottoporre al tampone nelle 72 ore precedenti la partenza.

Red/cb
(Fonte: Corriere della sera)