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Coronavirus, Boccia contro le riaperture in Calabria

Il ministro per gli Affari Regionali ha impugnato il provvedimento del presidente della regione Calabria, Jole Santelli, che prevede l'apertura di bar e locali

Il Ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, ha impugnato il provvedimento della Regione Calabria con il quale Jole Santelli, ha confermato l'ordinanza di apertura di bar e ristoranti.
“Sapeva a cosa andava incontro", ha spiegato più volte il ministro. “Mi spiace - la replica della Santelli -, ma io mantengo l'ordinanza. La regione non cerca un braccio di ferro ma chiede solo di far vivere e lavorare, soprattutto lavorare”. “Tutte le ordinanze sul tavolo del Governo sono coerenti”, ha sottolineato Boccia, facendo riferimento a quelle delle altre regioni: solo “la Calabria è andata deliberatamente contro le indicazioni chiare di Governo e Stato decise per ragioni sanitarie”.
Di più, la presidente della regione Calabria dice: “Sono convinta dei presupposti, sono sicura che entro una settimana faranno esattamente la stessa cosa che ho fatto io”, ribatte la governatrice.

Il Dpcm del 26 aprile che regola la Fase due in realtà è stato seguito da una serie di ordinanze ad hoc delle Regioni, oltre a quella della Calabria. Le regioni hanno creato così una frammentazione delle norme. Ne è nato un evidente contrasto tra Stato e Regioni mediato da una serie di incontri tra Boccia e i presidenti di Regione. In alcune regioni sarà per esempio permesso di raggiungere le seconde case, altre hanno aperto le spiagge e altre ancora dato la possibilità alle squadre di calcio di allenarsi. Un mosaico istituzionale che secondo il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, è dovuto: “al conflitto Stato-Regioni, unitamente alla frenesia di riprendere un pò di vita”.

Red/cb

(Fonte: Il Messaggero)