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Coronavirus, decreto scuola: tutti ammessi alla maturità

Esami con valutazioni che tengano conto anche dei voti presi a distanza e due possibili prove di stato di terza media e maturità, una in presenza e l'altra semplificata in assenza. Il decreto apre anche all'assunzione di 4500 professori

Via libera da lunedì 6 marzo al nuovo decreto legge sulla scuola. Il testo contiene le norme sugli Esami di Stato e sulla valutazione degli studenti in epoca di coronavirus per l'anno scolastico 2019/20.

Un anno caratterizzato dalle lezioni online come sottolinea la Ministra Lucia Azzolina: “La didattica a distanza ci ha aiutato a salvare l’anno scolastico. Non sostituisce e non potrà mai sostituire del tutto, ovviamente, la didattica in presenza. Ma era l’unica risposta possibile”. Un metodo che ha trovato difficoltà nell'applicazione tanto che Azzolina afferma: “Sarà necessario aprire presto una riflessione sullo stato di digitalizzazione del Paese e della scuola stessa, ma il Ministero è stato e resta al fianco delle scuole per risolvere i problemi. Gli 85 milioni stanziati per supportare la didattica a distanza, messi subito a disposizione degli istituti che li stanno già utilizzando, ne sono una dimostrazione”.

Il decreto, che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, per poi essere convertito dal Parlamento, mette in sicurezza l’anno scolastico 2019/2020 e traghetta le scuole verso il 2020/2021. Nel testo viene stabilito che gli esami di stato delle scuole secondarie di primo grado (scuole medie) se sarà possibile farli in presenza potranno essere semplificati. Altrimenti si procederà alla valutazione finale da parte del Consiglio di classe, prevedendo la consegna anche di un elaborato da parte degli studenti. “In ogni caso – assicura la ministra - ci sarà una valutazione seria e corrispondente all’impegno degli alunni”.

Per quanto riguarda l'esame di maturità quest'anno tutti i ragazzi verranno ammessi all'esame di stato e avranno possibilità di sostenere le prove “tenuto conto del periodo di emergenza”. “I crediti di accesso relativi alla classe V e il voto finale saranno comunque basati sull’impegno di tutto l’anno” specifica il decreto. A questo punto si aprono due strade indicate dal testo di legge: se i ragazzi potranno rientrare a scuola entro il 18 maggio, ci sarà un esame con commissione interna. La prima prova, Italiano, sarà preparata dal Ministero. La seconda, quella diversa per ciascun indirizzo, sarà predisposta dalle commissioni. Poi ci sarà l’orale. Se invece non si rientra a scuola, è previsto il solo colloquio orale. Resta ferma la necessità di raggiungere almeno il punteggio di 60/100 per ottenere il diploma.

L'ammissione all'anno successivo per tutti gli altri studenti sarà valutata in base ai voti ottenuti durante l'anno secondo la media degli scrutini finali e “l'impegno reale” dello studente. Quindi, specifica il decreto “non ci sarà il 6 politico”. “Congelato”, per quest’anno, il meccanismo dei debiti alla scuole superiori. All’inizio di settembre, infatti, invece degli abituali corsi di recupero delle insufficienze, sarà possibile, per tutti i cicli di istruzione, dalla primaria fino alla classe quarta del secondo grado, recuperare e integrare gli apprendimenti: ciò che non è stato appreso, o appreso in parte quest’anno, potrà essere recuperato/approfondito all’inizio del prossimo. “Ci sarà particolare attenzione ai ragazzi con disabilità e a quelli con bisogni educativi speciali” prosegue il decreto del Ministero dell'Istruzione.

Il testo consente di lavorare, da subito, anche al nuovo anno scolastico dando al Ministero gli strumenti per operare con rapidità e di raccordarsi, ad esempio, con le Regioni per uniformare il calendario di avvio delle lezioni.

Nel corso del Consiglio dei Ministri di ieri, 6 aprile, è stato anche approvato un provvedimento (DpR) che sblocca le assunzioni chieste dal Ministero dell’Istruzione per recuperare parte dei posti liberati, nell’estate del 2019, dai pensionamenti dovuti a ‘Quota 100’. Si attua, quindi, la norma inserita nel decreto scuola approvato in autunno, fortemente voluta dalla Ministra Lucia Azzolina. Si tratta di 4.500 posti che andranno ad altrettanti insegnanti, vincitori di concorso o presenti nelle Graduatorie ad esaurimento, che non avevano potuto occuparli lo scorso settembre perché non erano stati messi a disposizione. Con successivi provvedimenti saranno disposte le assunzioni relative all’anno scolastico 2020/2021.

Red/cb
(Fonte: Ministero dell'Istruzione)